| ANOTHER
WORLD
Il fondale disegna una creatura di origine felina stagliarsi e poi scomparire nell'orizzonte. Un dettaglio grafico impressionante, una cura per i particolari fuori dal comune per introdurci in questo universo di visioni, diroccato, squadrato nelle strutture (sculture) visibili appena d'appresso le rocce. Saremo imprigionati, avremo un alleato e con lui dovremo fuggire, cercare di risolvere larcano di un viaggio al di là del tempo e dello spazio, e lo faremo affrontando insidie indescrivibili: i personaggi si animano con la disinvoltura del motion capture e conquistano la scena, determinano una narrativa che sia coerente alla fotografia crepuscolare, atemporale, e che non allontani la diversibilità dell'onirico; si è partecipi di un racconto che si evolve simmetrico all'ascensione del livello di complessità, che è calibrato con dottrina favorendo un puzzle solving serrato fino ai titoli di coda, quando fa breccia Another Earth, il sequel che non avrebbe mai visto la luce. Dai medesimi produttori sarebbe invece giunto Flashback, un anno più tardi, titolo che comunque avrebbe attinto alla dinamicità filmica di Another World, il quale resta un capitolo unico e, in effetti, un esperimento irripetibile. Solo di recente Amazing Studios - una nuova software house indipendente fodata da Eric Chahi - ha cercato di rinverdirne i meccanismi optando per la computer graphic e il full motion video, e quindi realizzando Heart of Darkness per sistemi Windows PC e Playstation. La classe c'è ancora, eppure ci manca quel che non abbiamo. Ci manca Another Earth. Another Word vive della ingegnosità del sistema di visualizzazione, si nutre della trasversalità delle inquadrature, si immola alla sobrietà di colorazioni a sedici gradazioni, si appaga di una architettura futurista che è anche arcaicista nel retrocedere al masso del monolito, nell'erigere palazzi in pietra che sovrastano il cielo. Nell'altro mondo vige un sistema d'assoluta dittatura pericolosamente simile al nazionalsocialismo, ma tecnologicamente avanzatissimo; sugli sfondi di ambienti decadenti e in rovina sarà d'uopo usufruire di sistemi di armamento rivoluzionari, camere statiche con cui ricaricare le pistole, particolari sistemi di difesa basati sulla pura energia. Tutto questo è reso attraverso grafiche semiprospettiche che riescono a raccordare elementi tridimensionali a sfondi bidimensionalmente isometrici: la sequenza di presentazione, che vede una Ferrari derapare all'interno di un parcheggio e il nostro teletrasportarsi per sbaglio nell'altra dimensione segna probabilmente il punto di svolta della animazione computeristica moderna. Eppure Chahi non sembra volersi limitare a illustrare, ma bensì vuole che la materia del videogioco sia marcata a effetti ambientali di alta plausibilità come scaturigine di campionature e sollecitazioni sonore di frantumazioni di strati rocciosi e di immersioni acquose nelle caverne labirinto, di cingoli di vacillazione di gabbie soprelevate, di invenzioni di linguaggi alieni esclamanti clamorosi e indecifrabili <<adostà, uazenda...metsuba>> nella sequenza delle prigioni, dentro questo universo che è quindi parallelo, per acustica e nell'umanistica, a quello reale. Another World, nei primi anni Novanta, si avventura nella zona inesplorata del videogioco in bidimensione portando con sè i principi della intellighenzia e del rinnovamento intellettuale. L'iconografia trascende nell'immaginifico. Il racconto si inerpica drammatico per illuminare unidea. Una idea onirica di un luogo fuori dal tempo.
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PRO |
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Concept rivoluzionario |
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Tecnica rivoluzionaria |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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