ANOTHER WORLD

AnotherWorldbox.jpg (17169 bytes)Vi presentiamo il titolo Delphine come se fosse uscito adesso. Lo mistifichiamo del suo reale valore, procrastinando al presente l’evoluzione tecnologica degli ultimi dieci anni: il recente Fear Effect utilizza una tecnica di animazione direttamente mutuata dal motore 2D di Another World. Certo ai tempi di Amiga Delphine Software è sempre stata avanti, e non solo stilisticamente, ma anche e soprattutto concettualmente, sulle idee, sugli storyboard complessi e ricchi di fascino. Lo stesso Cruise for a Corps, benchè ispirato a ben noti romanzi gialli costringeva l'utente a una reale immedesimazione nelle storie narrate. I programmatori hanno quindi cercato di seguire la stessa pratica narrativa, introducendola in una avventura dinamica. E come Cruise for a Corps, Another World principia con una sequenza animata magistrale, che introduce il fruitore nei complessi risvolti delle vicende: un progetto segreto, una digressione temporale e via, verso un mondo sconosciuto, abitato da strani esseri e alieni.

Il fondale mostra una strana creatura di origine felina osservarci, per poi dissolversi negli enormi spazi oltre l’orizzonte. Un dettaglio grafico impressionante, una cura per i particolari fuori dal comune per introdurci in quello strano universo, realizzato da un visionario, da qualcuno che forse ha sognato quelle diroccate strutture oltre le rocce. Saremo imprigionati, avremo un alleato e con lui dovremo fuggire, cercare di risolvere l’arcano di un viaggio oltre il tempo e lo spazio, e lo faremo affrontando innumerevoli difficoltà, enigmi di ogni genere: i personaggi al contempo si animano disinvolti, perfettamente direi. Con coerenza scenografica tutti i particolari teoricamente secondari prendono parte attiva all'azione, completando una coreografia quasi barocca. La narrazione virtuale esprime emozioni, si è partecipi e si "vive" un videogioco dalle cavillose stratificazioni; il livello difficoltà calibrato con dottrina favorisce la rigiocabilità e non stanca, anche dopo aver concluso il gioco più volte. Conclusione che avviene con un auspicato "Another Earth" lungo i titoli di coda, ma che non vedrà mai la luce su alcun sistema. Lascerà spazio a Flashback, dei medesimi programmatori, ma dalla storia completamente originale e in nessun modo connessa ad Another World. Il titolo Delphine resterà capitolo unico per consentire alla leggenda di propagarsi nel nome di una unica, immensa esperienza ludica. E' un vero peccato che Amazing Studios (realizzatori del progetto distaccatisi in seguito da Delphine) non abbia ripercorso, in tempi odierni, lo straordinario concetto del gioco, che si è solo in parte materializzato nel promettente Heart of Darkness sviluppato su PC e Playstation non molti anni fa.

Ancora oggi è difficile ricercare un titolo che, in qualche modo, si avvicini al capolavoro Delphine. E non è solo una questione di meccanica e sistema di gioco, assolutamente geniali, ma anche di visualizzazione, stile, particolare taglio delle inquadrature virtuali, di caratterizzazione realistica, paradossalmente, di un mondo parallelo al nostro e culturalmente "futuribile". Nell'altro mondo vi sarà un sistema dittatoriale assolutista, forse simile al nazismo contemporaneo, ma tecnologicamente avanzatissimo; sugli sfondi di ambienti decadenti e in rovina sarà facile usufruire sistemi di armamento rivoluzionari, camere statiche con cui ricaricare le pistole, particolari sistemi di difesa basati sulla pura energia. Tutto ciò è reso secondo uno stile inimitabile, semiprospettico che riesce a coadiuvare elementi tridimensionali (le animazioni di intermezzo lasciano tuttora di stucco) a fondali bidimensionalmente isometrici.  Anche da punto di vista sonoro, il titolo Delphine mostrava assoluta maestria: gli effetti erano frutto di digitalizzazioni e campionamenti di alta classe. Tutto l'ambiente risponde alle sollecitazioni del protagonista di gioco con acustica eccellente, e ne consegue che le cascate d'acqua saranno "accompagnate" dall'esatto effetto naturale, così come i volatili e i terremoti. Grandiosa l'ideazione di una autentica lingua parlata dai nemici - la scena in cui il nostro amico/ribelle ci dice "adostà, uazenda" è quasi leggenda - che favorisce la credibilità di un universo parallelo, per plausbilità, a quello reale. Another World è così una opera videoludica costituzionalmente preziosa. Preziosa nella confezione, nella intelligente costruzione intellettuale, nell’iconografia scrupolosa, nell’immaginifica estrinsecazione di un’idea. Una idea onirica di un luogo fuori dal tempo.

 

 

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PRO

Concept rivoluzionario

Tecnica cristallina

          

CONTRO

Nulla da segnalare

          
           

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Note di produzione