| BARBARIAN
Questo Barbarian non era un picchiaduro, ma un action adventure che ci vedeva impersonare un nerboruto barbaro (eh, beh, del resto ) mandato in missione contro un mago cattivo da eliminare ad ogni costo. Azione affetta tutto unita ad una piccola percentuale di enigmi da risolvere lungo il cammino a schermate statiche e sequenziali. Reminiscenze Miliusiane: il gioco era pesantemente ispirato a Conan e molte delle situazioni proposte dai programmatori avevano il marchio Schwazenegger stampato in fronte. Il senso opprimente della solitudine dell'eroe che, solo, va incontro a mille pericoli era estremamente ben reso e la bellissima schermata grafica che, come da tradizione Psygnosis, introduceva l'avventura (allora per emozionarsi bastava uno screen e non erano necessari minuti e minuti di pleonastici Full Motion Video) ci permetteva di immaginare un mondo in pericolo, popolato da draghi, gnomi e altre creature fantastiche che avremmo presumibilmente fatto a fette con la nostra possente spada. Assai peculiare era l'interfaccia di gioco: le azioni e i
movimenti del nostro personaggio erano impartiti tramite un menu che doveva essere gestito
interamente via mouse. Colpire, parare, saltare, correre: tutto tramite un semplice click.
Semplice? Non proprio. Immediato? No, decisamente no. Barbarian richiedeva pazienza e
dedizione, prima di venirne a capo. Il titolo di David H. Lawson e Garvan Corbett è stato
causa di più di un esaurimento nervoso. La risposta ai comandi troppo lenta, la ferocia
dei nemici, l'imprecisione dell'interfaccia a volte rendevano l'esperienza ludica davvero
frustrante, e la longevità del tutto non era particolarmente alta, visto che solo un
pazzo sadomasochista avrebbe avuto il coraggio di riprendere Barbarian in mano, dopo
averlo finito sputando sangue.
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PRO |
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I Bbarbari! |
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Eccellente atmosfera di gioco |
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Grafica davvero notevole |
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CONTRO |
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Poco longevo |
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lnterfaccia ostica |
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Spesso frustrante |