BENEATH A STEEL SKY

steelsky.JPG (9538 bytes)Erano apparsi discreti e pettinati in Lure Of The Tempress i Revolution, che però se dopo realizzano Beneath A Steel Sky, così senza avvertire, si mettono a pungolare Lucasfilm e Zack Mc Kracken. Una attenta analisi della narrativa e della fisionomia del prodotto finito porta verso la reinvenzione della avventura a puntamento, che era rimasta uguale a sè stessa per troppi anni, e che per troppo tempo si era adagiata sulla verve degli scrittori senza mai rinnovarsi veramente nella intessitura. Alla fine Beneath A Steel Sky evita di porsi come alternativa agli adventures di LucasArts e Sierra, e semmai mira a conquistare lo stadio ultimo della evoluzione della specie instillando nella idea del punta e clicca il cavillo della cooperazione. Per la opera di Revolution non è tanto l'atto del divertire a determinare la consumabilità del genere avventuroso, ma piuttosto lo stato di sinergia tra scrittura e struttura a rialzare quel che resta del videogioco illuminato sul piedistallo della immortalità. Il protagonista un po' fordiano rifà quindi Rick Deckard e Indiana Jones tracciando il contesto noir virgineo, autentico e postmoderno che realizzerà i metodi esplorativi di questa nuova fantascienza per cerebri intelligenti.

Il principio di interazione spaziale studiato dai realizzatori è istantaneamente interessante nella fase di comunicazione con l'androide amico, co-protagonista stereotipo, ma solo esteriormente. Gli si dovrà impartire lezioni di umanesimo riassumibili in ordini più o meno complessi da fargli assolvere come estensione dei - limitati - movimenti performabili da Foster. La città-stato immaginata da Revolution è chimerica: sono i robot, le menti artificiali a condizionare la umana routine della sopravvivenza, che sotto il cielo d'acciaio è frazionata in tre strati sociali protesi in altezza. Il settore a pian terreno appartiene alle classi privilegiate. Quello ultimo al ceto più basso. Una suddivisione che si percepisce anche dal registro cromatico, che se nei piani superiori tende al grigiastro già nei settori intermedi si schiarisce, fino a divenire floreale a Livello Terra. Lo schema del controllo e dell'ordine, cui la società sembra immolarsi inerme, robotica, devìa la funzione stessa del gameplay, le mansioni del dialogo e della combinazione degli oggetti, pratiche funzionali alla economia del genere ma dettagli secondari all'interno del macrocosmo distopico - stracolmo e ferroso - che gli eventi suggeriscono e anzi aggravano a fondamento. Beneath A Steel Sky è l'allacciamento neuronico al supercomputer LINC - avventura nella avventura, la fase più borderline di uno script solo apparentemente cyberpunk - regolatore del mondo, nel cui labirinto surrealista si è navigatori alla deriva ma dalla cui materia si estrarrano gli indizi più alimentari alla direzione terminale, metafisica e atterrente.

La fantascienza di David Sykes, pure alleggerita dal cliché umoristico-demenziale di estrazione gilbertiana, è chiaramente inquisitoria; dalla primordiale e selvatica Radura prende luogo la resistenza al progredire tecnologico - che è visto come piaga fascistoide e militarista - per spostare le cronache su di una riflessione politica che inquadri la urbanizzazione come frenante della umanizzazione. L'affresco è adulto e viene restituito mirabilmente da un punto di vista ingegneristico, ancor prima che estetico. Vi è del lavoro progettuale votato al futuribile nel retro dei disegni intricati e pregni di ruggine di Union City, megalopoli-incubo menzionante il Brazil di Terry Gilliam in seno ad architetture Gestapo da giustizia lampo in trentadue colori ECS. I duecentocinquatasei della edizione MS-Dos eran troppi, finivano per impastarsi. Si ritiene che le grafiche siano state generate dapprima sulle medie risoluzioni Pal dell'Amiga e poi ritoccate in standard VGA col Personal Paint. Sta di fatto che gli arancioni e le tonalità rosso apocalisse siano di un evocativo che sulla macchina Commodore si era smarrito da Future Wars in appresso e che il dettaglio sia pure più pesante che in LeChuck's Revenge. La elevata qualità delle animazioni, già manifesta dalla sequenza dell'elicottero che precipita tra i grattacieli e i fumi tossici - ray tracing di altissimo livello - tende a rimanere costante fino all'epilogo, quando il ruolo deviante del nostro è svelato con buona pace di chi si aspettasse l'ennesimo, prevedibile messaggio d'amore. Sebbene quindi Beneath A Steel Sky venisse inserito, nel Novantaquattro, nel retaggio degli adventures post-ottanta, qui si ritiene che il titolo debba trascendere il genere e collocarsi in una elite di opere condizionanti, che possano tracciare il percorso verso la redenzione del videogioco.

 

 

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PRO

Sistema di gioco illuminante

Estetiche di elevatissima qualità

Volume a fumetti di Dave Gibbons

CONTRO

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Note di produzione