DISPOSABLE
HERO I Boys
Without Brain si erano fatti le ossa con Hawkeye, platform game
avventuroide che sfoggiava un parallasse fluidissimo, magnifico considerata la piattaforma
su cui scrollava (Commodore 64). Ora i ragazzi senza cervello ci riprovano su Amiga, con
un solido sparatutto di evidenti influenze nipponiche. Disposable Hero,
questo il titolo del gioco, propone da subito un innovativo upgrade delle armi,
acquisibili in apposite basi di controllo disposte strategicamente in ogni livello: la
notevole possibilità di potenziamento mirato porta lo shootem up su
concezioni inedite, laddove grandi classici quali Thunderforce III o Raiden
consentivano linnesto delle armi "aggiuntive" direttamente (e
diremmo unicamente) a display e in modo volante. Ma ad avvicinare lo sparatutto amighista
alle menzionate opere nipponiche ci pensa il livello di difficoltà elevato, che già di default
esige parecchio sangue dal giocatore sparante. Forse sottostimato dalla critica del
periodo, Disposable Hero può in realtà realizzarsi come una interessante nuova via di
percorrimento per lo sparatutto di forma occidentale.
Fondamentale la possibilità di ottenere una nuova navicella, con equipaggiamento differente dalla nave standard, per mezzo di alcuni pod acquisibili durante la partita (gli stessi utilizzati per l'upgrade dell'arsenale): fattore che porta Disposable Hero a una netta diramazione strategica del gameplay, visto il differente approccio da adottare per ogni mezzo conquistato. Possiamo affermare di trovarci al cospetto di uno shoot'em up innovativo che erige le sue virtù nella scalata ai meccanismi esterni, al mid-boss la cui carcassa sia demolibile a seguito dello studio scrupoloso di tempi di offesa - generalmente la centratura del punto nevralgico è meno rilevante che nel tipico sparatore da sala giochi - nei quali insinuarsi col cronometro, per evitare di venire colpiti senza preavviso. Il ritmo va sincronizzato alla acciaieria dei suoni sì da sembrarne avvinto alla radice, come ad appoggiare una idea di gioco che sia da subito sinestetica, assai condizionante i ricettori stereoscopici in forza all'udito e alla vista, per addentrare i luoghi futuristici ed esserne gli attivi protagonisti. Disposable Hero definisce la intercessione dell'arcade europeista, che benché residente già nel Novantatrè in un canale di nicchia ispira, mette le basi della definitiva formazione dello spara e fuggi parallelo ai mercati nipponici. Una grafica possente, che si insinua come una spirale claustro-biologica nella forma nichilista degli scenari. Si è tra i più complessi sparatutto degli anni Novanta a cagione di una genesi progettuale costata flaconi di Seroxat. In ogni singolo scenario si riconoscono microdettagli anche subdoli, cellule di un universo schifoide che mischia l'horror degli esperimenti genetici alla fantascienza tradizionale. Sull'aspetto dei mostri incidono le scene animate costruite in più fasi: se quando li avremo distrutti si disgregheranno, subito dopo apparirà, ad esempio, una macabra animazione dei loro resti organici che zampillano di fluido rosso. Appagante. La colonna sonora propone un acid techno sperimentale sin dalla ipnotica musica introduttiva, evolvendosi fino alla schizofrenia e intentando tonalità del tutto inedite nel contesto della musica sintetizzata per videogiochi. La opera dei Boys Without Brain, studiata nei minimi particolari, sovviene ostica solo in superficie. Lungo il percorso dei livelli, nella evoluzione dei sistemi di difesa nemici, nelle strategie di attacco da portare agli schermi dei boss, vi è quasi sempre uno spiraglio di fuga, una via di salvezza che determini una progressione intelligente, quasi mai dovuta alla casualità. Se vi è un difetto in Disposable Hero che sia definibile tale è nella mancanza dei continue. Perse le tre vite ce ne torniamo a casa senza possibilità di appello, e questo è male anche in virtù dello scarso numero di vite extra recuperabili durante il gameplay. Una maggiore flessibilità sarebbe stata gradita ma in fondo, e con molta pazienza, è possibile giungere allo scontro finale per il raggiungimento della grandezza, o per ripiombare all'inferno. Disposable Hero è un titolo seminale nella storia di Amiga, infame dentro ma indubbiamente sontuoso nella messa in opera delle tecniche di sparo e delle scenografie.
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PRO |
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Estetica sofisticata, meravigliosa |
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Colonna sonora pulsante |
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I Boys Without Brain |
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CONTRO |
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Assenza dei continue |
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