FIGHTIN'
SPIRIT LightShock Software è
una di quelle Software House effimere, nate e fondate con lentusiasmo dei rispettivi
programmatori, e decadute a seguito della metamorfosi del mercato videoludico moderno.
Prima che Amiga crollasse, alcuni gruppi pseudo-amatoriali riuscivano a divertirsi
programmando, e a forgiare alcune perle rimaste negli annali della storia dei videogiochi.
Sta di fatto che Fightin' Spirit vinse il premio di miglior
gioco Amiga del 1996 (MCV Award), imponendosi per qualità ludiche superiori alla media.
Effettivamente bastava osservare l'introduzione animata per carpire la qualità del
prodotto: mentre a video vengono visualizzate splendide animazioni in ray tracing, il
sottofondo musicale esplode con un brano heavy metal cantato (!!??) spazzando via, per
qualità acustiche e grafiche, le celeberrime introduzioni vocali dei Sensible Software
negli anni che furono. Certo il titolo Lightshock giungeva in un periodo di estremo
oscurantismo per la piattaforma ex-Commodore, ormai abbandonata dalla maggior parte delle
software house maggiori e tenuta in vita da una forte comunità, che continuava a
supportare Amiga nella buona e nella cattiva sorte.
Ecco quindi delinearsi il destino di un gioco dalle immense potenzialità, che per via di un lungo periodo di sviluppo (circa due anni), si ritrovò in un mercato non più prolifico. Ma adesso i fatti: se Shadow Fighter attinge alla saga di Street Fighter, Fightin Spirit trae ispirazione dalle serie a picchiaduro della Snk, da cui estrapola la particolare fattezza dei lottatori (molto grandi e dettagliati) e il sistema di gioco frenetico nonché basato sulla ostentazione di mosse "coreografiche". Da qui le metamorfosi dei combattenti, aventi ognuno una icona animalesca da sfoggiare con particolari combinazioni del controller. Pensandoci, è il sistema di controllo a offrire le maggiori potenzialità di Fightin Spirit, considerato che i precedenti beatem up apparsi sul computer Commodore non sfruttavano la polifunzionalità dei joypad multitasto. Ecco quindi la piena compatibilità con il joy del CD32, del Megadrive e comunque con tutti i joystick che supportavano i due tasti separati. Graficamente Fightin' Spirit era un vero capolavoro: nonostante la latitanza del parallasse si godeva di un panorama eccellente, enormemente dettagliato e provvisto di scenari "reali" a seconda della nazione in cui si combatteva. Anche le animazioni erano decisamente ottime per tutti i personaggi, addirittura superlative per le "bestie", che si muovevano con grande agilità. Molto curate anche le fasi di intermezzo, a partire dalla schermata di selezione dei personaggi, finendo alle vignette animate che introducevano il combattimento. Presenti altresì i classici bonus round tra un livello e l'altro, in cui prendere a randellate e distruggere oggetti inanimati (un pò come accadeva in Street Fighter 2, solo che in questo caso al posto della macchina c'è un elicottero militare). E doveroso precisare che il team LightShock era completamente italiano, e che non trovando distributori sul nostro continente fu costretto a ripiegare su di una casa di distribuzione straniera (al secolo la Neo Software). Ma la curiosità più interessante è costituita dalla natura stessa del gioco, evolutasi con il tempo e perfezionatasi fino a una versione esclusiva per Amiga 1200. Avrebbe dovuto chiamarsi Perpetual Craze (titolo che ad oggi preferisco di gran lunga), ma per via di alcuni disguidi in fase di post-produzione si decise per un più canonico Fightin Spirit, molto simile al Samurai Spirit di Snk. Come accennato vi furono due versioni del titolo Lightshock, una per A500 e laltra potenziata per 1200 : questultima si faceva notare per le migliori soluzioni cromatiche (256 colori pieni) e per una animazione leggermente più fluida. Purtroppo anche in questo caso le potenzialità del 1200 erano sfruttate al minimo, giacchè si decise di non introdurre alcuno scrolling differenziale o frame aggiuntivo.
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PRO |
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Sprite enormi |
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Presentazione epica |
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Sonoro eccellente |
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CONTRO |
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Manca il parallasse |
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