| FLASHBACK Nato come seguito "ideale" di
Another World, Flashback approfondisce un gameplay tipico dellarcade adventure spaziando,
ancora una volta, su vicende prettamente fantascientifiche. Adesso il tema principale è
quello di una imminente invasione di extraterrestri, insinuatisi nellombra sulla
terra con lintento di eliminare lintero genere umano. Il protagonista
come prevedibile scopre qualcosa e viene sottoposto a lobotomia, riuscendo in
seguito a fuggire per immergersi in un ambiente estraneo, ostle e non identificabile.
Dovrà scoprire e ricordare gli avvenimenti che lo hanno coinvolto prima che gli alieni lo
catturassero. Tutto ciò è messo a video in una bellissima introduzione che non fa
rimpiangere quella di Another Wolrd, nonostante quest'ultima gli resti tuttora
una spanna sopra; veramente ottima in ogni caso la integrazione dei filmati, che ha il
pregio di non rendere traumatici gli avvicendamenti dalle scene di contemplazione
(comunque mai invadenti) a quelle di pura azione di gioco. Con Delphine Software
il videogame forniva interattività alle sue latenti fisionomie cinematografiche.
Notevole fin da subito la strutturazione della trama,
articolata secondo un copione ben studiato, che asseconda e rende fruibile un gameplay in
forte crescendo. L' impianto estetico di altissimo livello, con animazioni eccezionali e
fondali molto ispirati fanno il resto, creando Flashback quale videogioco
dalle qualità rare, che esprime complessità e allo stesso modo divertimento.
Linteresse iniziale è incentrato sulle movenze del nostro alter ego, probabilmente
tra le più realistiche che si siano mai viste in un videogioco (nemmeno i più recenti
artifici in motion capture che animano Lara Croft riescono a tenergli testa ):
quando si effettuano dei balzi la giacca si solleva smossa dal vento, e nel mentre si
cambi direzione lo sprite assume unincredibile dissesto dinamico, slittando sulla
superficie di gioco e perdendo sovente lequilibrio. I fondali assumono un dettaglio
quasi maniacale, adottando uno stile grafico futuribile e adeguato al contesto di gioco;
l'area in display risultava molto estesa, tanto che in alcuni casi era possibile scorgere
locazioni appartenenti alla schermata successiva. Fantastica la cura per il comparto
estetico, che traspare anche nelle animazoni dei nemici, di qualità paragonabile a quelle
del protagonista, tanto per evidenziare un lavoro artistico che si mantiene costante per
tutto il gioco; anche i più ininfluenti dettagli erano parte di una rappresentazione
grafica maniacale.
Tecnicamente parlando Flashback spremeva a dovere il chip
grafico Amiga, sfruttando altresì i processori più veloci e una eventuale espansione di
memoria. Così, se la complessità di un videogioco si adatta alla sua giocabilità di
fondo si costruiscono le basi di un potenziale capolavoro. Ebbene Flashback nè è esatta
esplicazione lungo tutti i suoi percorsi, che rilevano passo dopo passo una limatura
sublime di enigmi e dinamismi, messi a confronto da una visione ludica assoluta. Il titolo
della Delphine è avventura autentica che miscela una potente ossatura arcade a una
drammatica perfezione enigmistica. Non vi è tipologia di gioco che possa in qualche modo
corrispondere alle caratteristiche profuse in Flashback, nonostante gli siano state
sollevate, nel periodo della sua uscita, alcune critiche che lo volevano eccessivamente
lineare. Una linearità che si scopre presente, monitorandola a priori, per diretta
volontà di programmazione, per una claustrofobia "programmatica" inserita per
contrarre ai suoi vertici le patologie hardcore del vero ludico. Verità che si
dischiude laddove la risoluzione di enigmi sarà seguita dalla risoluzione fisica degli
avvenimenti, con tanto di sparatorie e strategie da "inventare" sul momento.
Infatti tutti i nemici si muoveranno secondo un regime comportamentale eclettico, secondo
cui si riterrà necessario sparare loro in più punti, e più volte, o ancora depistare
per trarli in inganno e poi contrattaccare. E' questo il fulcro di una visione ludica in
controtendenza, che tesseva un sottogenere avventuroide basato sui principi della forza
dinamica e delle immagini.
|
 |