FLASHBACK

flashmini.JPG (12841 bytes)Nato come seguito "ideale" di Another World, Flashback approfondisce un gameplay tipico dell’arcade adventure spaziando, ancora una volta, su vicende prettamente fantascientifiche. Adesso il tema principale è quello di una imminente invasione di extraterrestri, insinuatisi nell’ombra sulla terra con l’intento di eliminare l’intero genere umano. Il protagonista – come prevedibile – scopre qualcosa e viene sottoposto a lobotomia, riuscendo in seguito a fuggire per immergersi in un ambiente estraneo, ostle e non identificabile. Dovrà scoprire e ricordare gli avvenimenti che lo hanno coinvolto prima che gli alieni lo catturassero. Tutto ciò è messo a video in una bellissima introduzione che non fa rimpiangere quella di Another Wolrd, nonostante quest'ultima gli resti tuttora una spanna sopra; veramente ottima in ogni caso la integrazione dei filmati, che ha il pregio di non rendere traumatici gli avvicendamenti dalle scene di contemplazione (comunque mai invadenti) a quelle di pura azione di gioco. Con Delphine Software il videogame forniva interattività alle sue latenti fisionomie cinematografiche.

Notevole fin da subito la strutturazione della trama, articolata secondo un copione ben studiato, che asseconda e rende fruibile un gameplay in forte crescendo. L' impianto estetico di altissimo livello, con animazioni eccezionali e fondali molto ispirati fanno il resto, creando Flashback quale videogioco dalle qualità rare, che  esprime complessità e allo stesso modo divertimento. L’interesse iniziale è incentrato sulle movenze del nostro alter ego, probabilmente tra le più realistiche che si siano mai viste in un videogioco (nemmeno i più recenti artifici in motion capture che animano Lara Croft riescono a tenergli testa ): quando si effettuano dei balzi la giacca si solleva smossa dal vento, e nel mentre si cambi direzione lo sprite assume un’incredibile dissesto dinamico, slittando sulla superficie di gioco e perdendo sovente l’equilibrio. I fondali assumono un dettaglio quasi maniacale, adottando uno stile grafico futuribile e adeguato al contesto di gioco; l'area in display risultava molto estesa, tanto che in alcuni casi era possibile scorgere locazioni appartenenti alla schermata successiva. Fantastica la cura per il comparto estetico, che traspare anche nelle animazoni dei nemici, di qualità paragonabile a quelle del protagonista, tanto per evidenziare un lavoro artistico che si mantiene costante per tutto il gioco; anche i più ininfluenti dettagli erano parte di una rappresentazione grafica maniacale.

Tecnicamente parlando Flashback spremeva a dovere il chip grafico Amiga, sfruttando altresì i processori più veloci e una eventuale espansione di memoria. Così, se la complessità di un videogioco si adatta alla sua giocabilità di fondo si costruiscono le basi di un potenziale capolavoro. Ebbene Flashback nè è esatta esplicazione lungo tutti i suoi percorsi, che rilevano passo dopo passo una limatura sublime di enigmi e dinamismi, messi a confronto da una visione ludica assoluta. Il titolo della Delphine è avventura autentica che miscela una potente ossatura arcade a una drammatica perfezione enigmistica. Non vi è tipologia di gioco che possa in qualche modo corrispondere alle caratteristiche profuse in Flashback, nonostante gli siano state sollevate, nel periodo della sua uscita, alcune critiche che lo volevano eccessivamente lineare. Una linearità che si scopre presente, monitorandola a priori, per diretta volontà di programmazione, per una claustrofobia "programmatica" inserita per contrarre ai suoi vertici le patologie hardcore del vero ludico. Verità che si dischiude laddove la risoluzione di enigmi sarà seguita dalla risoluzione fisica degli avvenimenti, con tanto di sparatorie e strategie da "inventare" sul momento. Infatti tutti i nemici si muoveranno secondo un regime comportamentale eclettico, secondo cui si riterrà necessario sparare loro in più punti, e più volte, o ancora depistare per trarli in inganno e poi contrattaccare. E' questo il fulcro di una visione ludica in controtendenza, che tesseva un sottogenere avventuroide basato sui principi della forza dinamica e delle immagini.

 

 

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PRO

Grafica eccellente

Animazioni eccezionali

Grande spessore di gioco

CONTRO

Nulla da segnalare

                         
                          

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Note di produzione