| FLASHBACK
L' impianto estetico di altissima qualità creerà l'incipit utile a innalzare il livello di attenzione. Quindi i fondali, completamente disegnarti a mano, portano il dettaglio al quasi maniacale così agevolando il discernimento del singolo pixel. Ammirevole il perfezionismo di Cuisset, che traspare anche nei movimenti dei nemici, non inferiori per fluidità a quelli di Conrad B. Hart, in marcatura di un lavoro artistico che volge a perfezionare le tecniche di rotoscoping di Prince Of Persia a mezzo videocamere ad alta tecnologia. Si osservino pure le animazioni del nostro alter ego, probabilmente tra le più realistiche che si siano mai viste in un videogioco - nemmeno i più recenti artifici in motion capture che animano Lara Croft riescono a tenergli testa - quando si è in corsa e si effettuano dei balzi. La giacca si solleva smossa dal vento, e qualora si cambi direzione lo sprite subisce un elegante dissesto dinamico slittando sulle superfici e perdendo sovente lequilibrio. E' possibile eseguire capriole in corsa e da fermi, estrarre e rinfoderare la pistola, raccogliere e lanciare oggetti - i sassi - per attivare fotocellule o interruttori che sblocchino accessi e istruiscano alla risoluzione di enigmi di media complessità. Discreta parte del gameplay sarà dunque allacciata all' esercizio di innesco di elevatori, ponti sospesi, camere per il teletrasbordo. Notevole dal principio la stesura della trama, che mette in luce un copione sci-fi carpenteriano, verde-alieno e squamoso eppure pesantemente votato alla azione. Benché l'espletamento delle mansioni di ricerca e dialogo sia congenito ai nuovi metodi di assemblaggio del platform game, mai più tale dopo Another World, e malgrado l'ossequiente proponimento dei principi avventurosi propri dell'autore, i momenti apicali di Flashback si riconoscono nelle fasi di sparatoria furiosa e dai momenti di alta tensione stealth. Appaga traforare uno o più nemici massimizzando gli spostamenti del pupazzo in modo che lo stesso sia al centro di un disegno anche tattico prima che arrischiato al faccia a faccia arcade. E' fattibile uscire illesi in situazione di svantaggio di fuoco azzeccando la sequenza sparo prima a quello col jetpack, poi a quello difronte e dopo atterro quello che mi sta di fianco colpendolo col calcio dell'arma e non tanto per esigenze stylish quanto per una effettiva necessità di preservazione della energia, per evitarsi di ricominciare dall'ultimo, distante punto di ripristino. Flashback vuole che il manovratore agisca su tempi di reazione ristretti e difatti sembra che la leggerezza degli enigmi sia succube alla idea di velocizzare quanto possibile le fasi di interconnessione delle sequenze nevralgiche, onde esorcizzare eventuali momenti di empasse. Messe da parte talune lentezze di spostamento nei livelli avanzati - si guardi alla macchinosità del trasporto via metropolitana - che sferzano il dinamismo instaurato da Cuisset, Flashback centra l'obiettivo di tessere un sottogenere avventuroso basato sulla forza propulsiva delle immagini.
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Estetica eccellente |
|
Animazioni fuori parametro |
|
Immane spessore di gioco |
|
CONTRO |
|
Nulla da segnalare |
|