FUZZBALL Finire un gioco oggi è un fatto normale. Lo
vogliono i programmatori, perchè poi i giocatori protestano e non comprano più. Ma in
tempi passati i programmatori Amiga erano dei veri bastardi, e sviluppavano un gioco non
in base alle richieste del pubblico, bensì per soddisfare quella dottrina scientifica
atta a tenere quanto più distante la ultimazione finale. Ciò si verificava perchè nella
maggior parte dei casi i produttori corrispondevano agli sviluppatori, e nessuno se ne
uscirva con frasi tipo "questo gioco è troppo difficile, modifichiamo", oppure
"tutto ciò sembra frustrante, non trovate?". Una epoca lastricata d'oro,
perchè se è vero che la eccessiva difficolta porti alla disperazione, è allo stesso
modo inconfutabile che se un gioco è difficile ti dura di più. Ed è il caso di Fuzzball,
sviluppato dalla compianta System 3 in esclusiva per Amiga nel 1991. Ma attenzione: in
questo caso non abbiamo una difficoltà di tipo comportamentale ma una sfida ascendente di
tipo genetico, che tiene in scacco il giocatore con le classiche tre vite e senza alcuna
possibilità, una volta morti, di continuare la partita.
Fuzzball va finito tutto in una volta. Appreso ciò
possiamo anche parlarvi del gameplay asciutto, che vede un palla di peli opporsi ad altre
palle di peli però cattive, in un display ricoperto di oggetti che dovremo raccogliere
senza farci ammazzare. Ripulito tutto si passa al quadro successivo. Ma non sarà così
semplice perchè i nemici sono intelligenti, avvertono la nostra presenza quando
atterriamo sulla loro piattaforma e si precipitano verso di noi a grande velocità.
Fortunatamente potremo sparare loro dei proiettili non ben definiti che li ridurranno
inattivi per qualche istante (si "ritireranno" trasformandosi momentaneamente in
biglie rimbalzanti), e prima che riprendano le loro sembianze originarie dovremo
assorbirli passando attraverso le biglie. A tutto ciò si aggiunge il fatto che non
basterà, per renderli inattivi, colpirli una sola volta, ma bisognerà colpire ognuno tre
volte, e questo quando si tratta di nemici semplici. Perchè vi sono quelli
"cattivi", riconoscibili dal diverso colore e dal loro sguardo meno ebete, che
abbisogneranno più di tre proiettili prima di "ritirarsi". E non è finita,
perchè di solito questi maledetti controllano le loro piattaforme disponendosi in fila
indiana, e quindi sarà necessario abbatterli nel momento in cui si incrociano onde
evitare che qualcuno si rigeneri prima di essere assorbito. Un casino ma tutto semplice
all'atto pratico. Ah, poi bisogna anche evitare gli ostacoli occasionali (come i
palloncini che rimbalzano) e completare il livello entro un tempo limite.
Sarà anche paradossale, ma Fuzzball ti prende. Il sistema
di gioco arcigno e per nulla "giapponese" impone una attenzione superiore alla
media nei salti, nella tempistica di eliminazine, nella precisione degli spostamenti.
Inizialmente muori subito ma dopo ti accorgi che vi è del metodo dietro quella
giocabilità inflessibile, e una volta tarate le funzioni cerebrali su di un livello di
concentrazione superiore alla media si raggiungeranno risultati inattesi. Primo, secondo,
terzo, quarto livello e su via fino al ventesimo ma poi capita anche di morire, e ti
accorgi che un credito ulteriore avrebbe fatto molto comodo. Ma non è un gioco
impossibile e lo si finisce, volendo, e divertendocisi anche. Il tutto è poi inserito in
un unico dischetto (anche se ne fu prodotta anche una versione con un secondo floppy,
utilizzato per la presentazione animata) e con tempi di caricamento risibili. Eppure la
realizzazione tecnica resta notevole per pulizia grafica, animazioni e grandezza della
schermata (praticamente in overscan), facendosi apprezzare anche per il design dei
mostriciattoli pelosi. Ogni livello è poi abbastanza vario presentando ognuno dei tocchi
estetici differenti e generalmente gradevoli e, importante, il dettaglio si mantiene
altissimo. D'altronde le capacità tecniche di System 3 erano risapute grazie ai suoi
lavori per Commodore 64, ma anche su Amiga era destinata a lasciare il segno, soprattutto
dopo aver realizzato Silly Putty, uscito un anno dopo Fuzzball. Chiudiamo con il
sonoro, che nonostante le limitazioni del supporto riesce a produrre un accompagnamento
musicale carinissimo e degli effetti acustici degni di lode. Insomma gran bel gioco arcade
questo Fuzzball, limitato, ma solo in parte, dalla assenza dei continue e quindi di quella
flessibilità che avrebbe evitato situazioni di grande frustrazione. Sta di fatto che noi
lo abbiamo gradito, e se vi ritenete degli "amighisti" dovreste quantomeno
provarlo.
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