KICK OFF 2 Nel primo Kick Off Dino Dini
aveva di fatto introdotto una visione del calcio in assoluta controtendenza con quelli che
erano i canoni arcade degli anni '80. Il successo fu per tale ragione inevitabile, così
come fu inevitabile la realizzazione del suo seguito nel 1990. Si parla di storia,
naturalmente. Storia del calcio elettronico che si evolve per grafica e concezione
solcando una manovrabilità "libera" e "realistica". In realtà il
realismo presunto di Kick Off 2 segue fedelmente la schizofrenia
pseudo-arcade del suo predecessore, perfezionando ulteriormente i controlli, la A.I. delle
squadre e il comparto opzioni. Viene introdotto l'after touch - cruciale per la
giocabilità del titolo - ma viene anche meglio misurata la meccanica dei passaggi, adesso
protesa verso una migliore immediatezza. Kick Off 2 è in apparenza indistinguibile da Kick Off, ma solo se giocato in modo
superficiale. Il segno della evoluzione si coglie nelle geometrie trasversali o diagonali,
nelle innumerevoli possibilità di tiro in porta, nella velocità più cattiva che ti
costringe a disegnare il campo più e più volte.
Se Kick Off 2 è resistito fino ad oggi al passare del tempo, con una serie di tornei ufficiali tutt'ora organizzati annualmente, un motivo dovrà pure esserci. E lo identificheremmo nella portata universale della sua architettura ludica che, soprattutto grazie a un sistema di controllo basato sull'allungamento indipendente del pallone, realizza ogni azione come una autentica conquista. Di fatto, ogni singolo passaggio o ogni singola sgroppata sulla fascia può determinare l'esito di una partita sulla base della precisione con cui si riesca ad incidere nella scoccata finale. Il neofita non può capire. Kick Off 2 è un titolo sostanzialmente arcade influenzato dalla intransigenza delle collisioni (pressochè perfette) e da una metodologia di avvicinamento protesa all'istinto. Ma anche per tale motivazione il soccer di Dino Dini non rientra precisamente tra quelli più gratificanti in termini di giocabilità pura, dato che quest'ultima è parzialmente sacrificata sull'altare di un narcisismo visivo fortemente condizionato dalla velocità di gioco. Sicchè accade di perdere sovente l'orientamento delle azioni, soprattutto quando si è opposti alla cpu, proprio a causa delle cadenze estreme dettate in fase di programmazione. D'altro canto il punto di forza del titolo è paradossalmente quest'ultimo; se non contro la cpu, nella sfida a due giocatori la componente pseudo-arcade protesa alla simulazione delle dinamiche comportamentali del pallone prende decisamente il sopravvento, decretando partite dagli altissimi contenuti ludici. Fondamentale per la economia del gameplay il fattore "stop". Tenendo premuto il pulsante di fuoco a ricevimento della sfera, essa resterà sui piedi del giocatore fino a rilascio del tasto, momento in cui potremo decidere liberamente la direzione del passaggio. Stesso metodo del primo episodio, in effetti. Anche la grafica è ripresa quasi completamente, se si esclude la presenza di nuovi manti erbosi e nuove squadre, e ciononostante la estetica è sensibilmente migliorata sia sul fronte animazioni che per dettaglio. Si veda ed esempio il disegno del nuovo pallone, che non è più completamente bianco e che grazie ai quadrettini neri offre una gratificante sensazione di rotolamento. Lo scrolling appare assolutamente perfetto in ogni circostanza di gioco, questo malgrado la presenza di moltissimi sprites animati simultaneamente, ma bisogna anche dire che i flikerii del primo Kick Off, per quanto diminuiti, non siano del tutto scomparsi. Nella scena iniziale di entrata in campo, ad esempio, persiste un fastidioso pop-up, benchè durante le fasi di gioco solo raramente si notino sovrapposizioni di sprites. Il dimensionamento del campo è semplicemente perfetto: enorme, dettagliato e proporzionato nella visualizzazione delle porte, costituisce una delle ragioni del successo immane di Kick Off 2. La sensazione di libertà dovuta agli ampi spazi concessi dalla mappatura grafica è qualcosa di impagabile, che va provato sulla propria pelle. Ciò detto, Kick Off 2 resta una esperienza calcistica simulata dagli altissimi contenuti grafico-ludici. Certo, il titolo è tutt'altro che perfetto, ma ciò non toglie che con tutti i suoi "difetti", e forse proprio per quelli, si ottenga una sfida in due molto complessa, forse meno immediata di quanto si auspicasse ma dannatamente "professionale". Dino Dini avrebbe raggiunto la maturazione finale del suo "soccer" con il terzo episodio, ma non stiamo parlando di Kick Off 3.....
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Architettura ludica di alto livello |
|
Eccellente realizzazione tecnica |
|
Complesso e profondo |
|
CONTRO |
|
Alcune disfunzioni grafiche |
|
Gameplay a tratti migliorabile |
|