LEANDER

Leanderbox2.jpg (17251 bytes)Nel corso dei primi anni Novanta il panorama Amiga vive il suo momento di apice malgrado lo spettro della pirateria dilagante e la sempre maggiore influenza del mercato delle console. Il computer di Commodore viene difatti trainato da un blocco di titoli "bomba" capace, almeno in Europa, di competere con gli ultimi platform di Sega e Nintendo. Le software house investivano. Lo si comprende manipolando l'elegantissima confezione "book" di questo Leander, rifinita, pesante a valorizzare un'opera che in sè manifesta grande attenzione per i particolari, come l'impeccabile animazione del protagonista e lo scrolling multidirezionale in parallasse. L'orchestrazione sonora consta in brani di elevata qualità tecnica - gli strumenti a fiato del primo livello ce li ricordiamo ancora - e anche qui i realizzatori dimostrano di poter fare meglio dei formati cartuccia se non altro perché, tempo dopo, se ne sarebbero usciti con un mediocre e trascurabile porting per Megadrive.

Nel parco opzioni interessante la possibilità di utilizzare il secondo pulsante del joystick (per chi lo possedesse) per saltare mentre, tramite l'inserimento di apposite password, potremo cominciare dal livello che abbiamo abbandonato precedentemente. Leander è ambientato in un magico passato medievale, di evidente dislocazione nipponica, popolato da esseri soprannaturali e mostri di ogni genere, insidie che dovremo superare con l'intento di accedere, tramite l'utilizzo di una "chiave", al livello successivo. Lungo il nostro cammino potremo beneficiare di appositi negozi, per mezzo dei quali acquistare spade dalle caratteristiche più disparate; ci verranno altresì messe a disposizione svariate tipologie di armatura, che incrementeranno i nostri punti vitali, permettendoci anche di sferrare un attacco speciale ottenibile tenendo premuto il tasto "fire": la barra energetica disposta alla base del display ne regolerà la potenza. E si torna sulla nitidezza del display, illuminato dall'attacco speciale con un accecante effetto-lampo; tuttavia la peculiarità grafica che Leander presenta con più vigore si riassume nel disegno artistico dei gicanteschi mostri di fine livello. Incontreremo draghi alati, strane arpie fluttuanti, pipistrelli, creature esoteriche, quadrupedi tipo insetto e quant'altro il vasto parco pseudo-mitologico orientale offrisse in termini di visualizzazione. La pulizia grafica offre reminiscenze verso la saga di Shadow Of The Beast, il che francamente non è un male.

Inutile aggiungere che tutti i movimenti, che siano del personaggio principale o dei nemici, si presentano ai nostri occhi a 50Hz in una schermata veramente ampia, che dona dettagli e tocchi di classe in profusione. Ma era la granitica giocabilità a rendere Leander un videogioco oggettivamente completo. Anche con l'eccellente grafica, senza una stabile ossatura ludica Leander sarebbe passato per "uno dei tanti" platform disponibili per Amiga: la misurazione dei tempi di gioco, invece, garantiva quel processo di assuefazione tipico della saga di Wonderboy. Così, attingendo alle regole "consolistiche" del nuovo platform game, mischiando esplorazione e azione, Travellers Tales introduceva in Leander un sottotesto di mistero e magia a cui ci si abbandonava nonostante il più che elevato livello di difficoltà. Leander va "assorbito" col tempo, e attraverso la assimilazione delle intelligenti variabili di gioco, che incoraggiano alla rigiocabilità ancorchè si resta bloccati in un imprecisato luogo e ci si smarrisca nella esplorazione dello stesso. Il fascino estetico, la interagibilità crescente, le variazioni tattiche necessarie all'approccio di ogni nemico suggeriscono un tipo di azione dal carattere avventuroide. La linearità, in Leander, va intesa come viatico necessario per raggiungere nuovi mondi e nuove sfide, che si nutrono di un procedimento arcade misurato, equidistante tanto dall'action game quanto dall'arcade adventure. Nel 1991 Leander aggiungeva qualcosa di importante alla classicità del platformista medio, che quantomeno nell'area dei personal computer era rimasto fedele alle due azioni universali mutuate dai coin op: saltare e sparare. Travellers Tales, in un certo senso, evolveva i tempi e i modi del platform pur rispettandone la tradizione filosofica e strutturale. Ed è per questo che Leander, anche dopo molti anni, resta tra i migliori titoli sviluppati dal team inglese.

 

 

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PRO

Estetica virtuosa

Grandi musiche di sottofondo

                    

CONTRO

Nulla da segnalare

                       
                        

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