MANIAC
MANSION Ogni qual volta si parla di
avventure grafiche punta e clicca della Lucasfilm mi torna in mente il periodo in cui, per
risolvere un videogioco, si usava l'intelligenza. Tempo addietro per iniziare a
video-giocare le avventure grafiche Lucas si faceva bootare l'Amiga e ti si apriva un
mondo a parte, un mondo fatto di intelligenza finissima degli enigmi, di sarcasmo letale
nelle battute, di situazioni al limite del delirio. Si, un mondo fuori di testa creato
apposta dalla casa statunitense per deliziare le nostre unte manine affamate di mouse e SCUMM.
A questo mondo appartiene codesto grande classico, pilastro della lussuria di pixel e
codice, nomato Maniac Mansion, che ci pone davanti a uno
scienziato pazzo che conduce strani e oscuri esperimenti nei sotterranei della sua villa,
ossia da quando 20 anni prima una meteora cade nel suo giardino e lo assoggetta al suo
volere. Ma non vi preoccupate, non e' un survival horror. Tutto ciò è trattato con la
dovuta dose di lucida follia "lucasfilmiana".
Come vi dicevo, questo strambo dottore gira che ti rigira
va a rapire la ragazza di Dave (Sandy) per condurre i suoi esperimenti; ovviamente Dave
andrà a salvarla con l'aiuto di due dei suoi amici che voi sceglierete tra una selezione
di sei personaggi, ognuno con la propria caratterizzazione e le proprie abilità. Cosa
dire di questo gioco? Beh che è una delle avventure grafiche della Lucas più difficili e
selvaggiamente bastarde che ci siano. Addirittura pensate che, con una errata selezione
dei personaggi, risulti già impossibile terminare il gioco, e prima di iniziarlo
finireste per trovarvi senza via d'uscita dannandovi inutilmente per trovarne una.
Tuttavia è giusto procedere per gradi parlandovi dello SCUMM (che sta per Script Creation
Utility for Maniac Mansion), rivoluzionario connubio tra un motore di gioco e un
linguaggio di programmazione creato dai geniali Ron Gilbert e Ariec Wilmunder nell'87. Lo
stesso sarebbe stato riutilizzato successivamente, con i dovuti miglioramenti, per tutta
la splendida produzione di avventure grafiche Lucas (fino a Grim Fandango).
In modo spicciolo l'interfaccia funziona in questo modo: il giocatore ha un inventario e
una selezione di verbi (prendi tira parla usa eccetera) e il mondo circostante è pieno di
elementi interagibili (a volte splendidamente e gustosamente inutili e fuorvianti) con cui
il giocatore deve districarsi tramite i verbi e gli oggetti dell'inventario (es. DAI la
recensione A Tetsuo ).
Il tutto è di una semplicità e immediatezza invidiabili:
prendi il mouse ed entri immediatamente nel delirio. Invero la grafica risente dell'età -
we ragazzi, sono passati quasi 20 anni - ma si presenta con una iconografia delirante e
ben stilizzata, con dei personaggi che nella loro demenza e letale ironia sono
stupendamente rappresentati, pur potendo contare solo su pochi pixel e 16 colori. Ciò sta
a dimostrare che per fare uno splendido quadro non servano 1000 pennelli e 1000 colori,
così come per fare una splendida e personale veste grafica non siano necessarie schede
grafiche mutuate dalla NASA. Il sonoro si basa su delle musichette strambe ed orecchiabili
(il tema iniziale è da capogiro...mitico) che vi accompagneranno in talune fasi
dell'avventura, e da effetti sonori adatti a enfatizzare l'immedesimazione e l'esperienza
ludica. Ciò è da lodare in virtù di quanto si potesse creare con 4 canali in
stereofonia, con strumenti "arcaici", anche rispetto a mastodontiche produzioni
odierne assolutamente prive di "anima". Ma passiamo alla longevità: terminare
Maniac Mansion non è roba da poco. L'avventura di per se è già abbastanza lunga, ma i
diversi finali (e anche non finali, pensando ai vicoli ciechi citati prima) per ogni
personaggio, l'elevatissimo grado di intelligenza degli enigmi e il divertimento assoluto
che ne scaturisce rendono il titolo Lucasfilm virtualmente eterno. Avrete sempre tempo per
farvi una capatina in questa pazza magione popolata da meteore criminali, scienziati
pazzi, tentacoli mutilati radioattivi e tutto un grand guignol
all'insegna del non sense. Il consiglio, giunti a conclusione, è di
godervi la Lucasfilm in uno dei momenti più elevati del suo brillante genio. Godete
dell'umorismo letale e spesso autoironico che e' insito in questa magione e non fatevi
scappare questo capolavoro, che sta lì ad aspettare solo di dimostrarvi quanto fossero
lungimiranti i meccanismi avventuroidi di fine anni '80.
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