MOONSTONE: A Hard Days Knight

moonstonecover2.JPG (8593 bytes)Chi non ha mai agognato un medioevo cruento, sanguinoso, popolato da draghi, orchi, alberi che si animano e trolls. Lo abbiamo cercato a lungo nelle sale cinematografiche, quando John Boorman realizzò Excalibur e, anni più tardi, grazie a Ron Howard e l'indimenticato Willow. Ma mancava ancora qualcosa. Mancava quella cruda violenza delle spade che mozzano le teste, dei draghi che ti mangiano in un boccone stritolandoti le ossa, dei cinghiali inferociti che ti infilzano lo stomaco impalandoti mentre il sangue schizza fuori come una fontanella, dei mostri alti mezzo schermo che ti schiacciano con la loro clava gigante riducendoti in mille pezzi. Orbene, tutta questa immane mattanza la abbiamo trovata, nel 1992, in Moonstone di Mindscape, action-RPG letteralmente passato alla storia e ancora adesso oggetto di culto tra i collezionisti di anticaglie per Amiga. Un titolo poderoso, oseremmo dire, che abbastanza sorprendentemente riesce a essere completo e a produrre un certo spessore. Sanguinolenza si, da lasciarti basito, ma molto altro ancora....

Moonstone è un percorso. Scegli il cavaliere, tra quattro, e comincia una "crociata" contro le forze del male, in un pellegrinaggio tra villaggi, taverne e antri oscuri. Il fulcro su cui ruota tutta la fisionomia del gioco risiede nelle battaglie, che intraprenderemo contro cavalieri nostri pari e mostri di ogni genere, al fine di guadagnare l'oro necessario al proseguimento. Le contee entro cui si svolgeranno i combattimenti sono quattro: Nothern Wastelands, The Misty Moors, Great Forest e Wetlands, e in ognuna di esse bisognerà affrontare e completare una serie di missioni (i combattimenti appunto). Se resteremo vivi ci verranno consegnate le chiavi per accedere agli stage successivi. In effetti Moonstone è più un picchiaduro classico che un RPG, dato che gli elementi ruolisti risultano di contorno, stazionando nella compravendita di armi e nel risanamento della propria energia. Ma a rinnovare il concetto di beat'em up a incontri è proprio il fattore "evolutivo", che vede il cavaliere cominciare con una spada ridicola, con armatura in legno e senza soldi per "formarsi" e diventare, vittoria dopo vittoria, un un vero maestro nell'arte della spada. Il sistema di combattimento è poi molto completo. Le combinazioni concesse sono in numero sufficiente se consideriamo gli standard del periodo, e tra fendenti, sciabolate laterali e schiacciatesta vi sarà di che divertirsi. Previsto il gioco tra due giocatori umani, e non vi diciamo la macelleria che ne viene fuori....

In effetti se la perlustrazione delle zone vi annoia non dovete fare altro che prelevare per capelli il vostro fratellino e costringerlo a farsi fare a pezzi (o viceversa naturalmente). Poi, anche se le tecniche di combattimento non sono così evolute, la buona agilità dei cavalieri farà sì che la tenzone si protragga per un buon lasso temporale. Non vi è tempo limite e vince, naturalmente, chi fa stramazzare al suolo l'avversario nel classico lago di sangue. E quì non vi è Mortal Kombat che tenga perchè lo schermo tende a ricoprirsi di sangue in pochi secondi, e le morti sopraggiungeranno una più cruenta dell'altra. Potremo decapitare, tagliare in due ma, soprattutto, "perforare" il nostro povero avversario che, colpito allo stomaco con più fendenti consecutivi, si accascierà a pancia in giù provocando la fuoriuscita del sangue a intermittenza. Praticamente la più esplicita espressione del gore mai tentata in un videogioco. A rendere tutto ciò plausibile su schermo ci pensa una grafica ben al di sopra degli standard, che esprime delle ottime animazioni e disegni splendidi, raffiguranti con raccapricciante realismo un bestiario immondo ma anche fantasioso (vedi gli alberi viventi e gli spiriti). Le eccellenti schermate di intermezzo, la minuziosità della mappa e la magnificenza delle cut-scenes chiudono il discorso tecnico come meglio non si potrebbe. Peccato per le musiche, non molto presenti, anche se ben compensate dagli effetti durante gli scontri, veramente realistici e "disgustosi" nella riproduzione acustica dei fiotti sanguigni. A limitare la valutazione finale, comunque alta, vi è l'impossibilità piuttosto grave di salvare la partita, fatto che costringe il giocatore a ultimare la avventura tutta d'un fiato. Per il resto abbiamo trovato il titolo davvero avvincente, sia nel gioco in singolo che affrontando un amico, e questo al di là della irresistibile componente gore. Tuttavia è possibile inibire del tutto il sangue, per la gioia dei più impressionabili, ma è giusto un dettaglio....  

 

 

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PRO

Tecnicamente sontuoso

Fattore "evolutivo" del cavaliere

Macelleria fuori parametro

CONTRO

Impossibilità di salvare la partita

                     
                         

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