MOONSTONE:
A Hard Days Knight Chi non ha mai agognato un
medioevo cruento, sanguinoso, popolato da draghi, orchi, alberi che si animano e trolls.
Lo abbiamo cercato a lungo nelle sale cinematografiche, quando John Boorman realizzò
Excalibur e, anni più tardi, grazie a Ron Howard e l'indimenticato Willow. Ma mancava
ancora qualcosa. Mancava quella cruda violenza delle spade che mozzano le teste, dei
draghi che ti mangiano in un boccone stritolandoti le ossa, dei cinghiali inferociti che
ti infilzano lo stomaco impalandoti mentre il sangue schizza fuori come una fontanella,
dei mostri alti mezzo schermo che ti schiacciano con la loro clava gigante riducendoti in
mille pezzi. Orbene, tutta questa immane mattanza la abbiamo trovata, nel 1992, in Moonstone
di Mindscape, action-RPG letteralmente passato alla storia e ancora
adesso oggetto di culto tra i collezionisti di anticaglie per Amiga. Un titolo poderoso,
oseremmo dire, che abbastanza sorprendentemente riesce a essere completo e a produrre un
certo spessore. Sanguinolenza si, da lasciarti basito, ma molto altro ancora....
Moonstone è un percorso. Scegli il cavaliere, tra quattro,
e comincia una "crociata" contro le forze del male, in un pellegrinaggio tra
villaggi, taverne e antri oscuri. Il fulcro su cui ruota tutta la fisionomia del gioco
risiede nelle battaglie, che intraprenderemo contro cavalieri nostri pari e mostri di ogni
genere, al fine di guadagnare l'oro necessario al proseguimento. Le contee entro cui si
svolgeranno i combattimenti sono quattro: Nothern Wastelands, The Misty Moors,
Great Forest e Wetlands, e in ognuna di esse bisognerà affrontare e
completare una serie di missioni (i combattimenti appunto). Se resteremo vivi ci verranno
consegnate le chiavi per accedere agli stage successivi. In effetti Moonstone è più un
picchiaduro classico che un RPG, dato che gli elementi ruolisti risultano di contorno,
stazionando nella compravendita di armi e nel risanamento della propria energia. Ma a
rinnovare il concetto di beat'em up a incontri è proprio il fattore
"evolutivo", che vede il cavaliere cominciare con una spada ridicola, con
armatura in legno e senza soldi per "formarsi" e diventare, vittoria dopo
vittoria, un un vero maestro nell'arte della spada. Il sistema di combattimento è poi
molto completo. Le combinazioni concesse sono in numero sufficiente se consideriamo gli
standard del periodo, e tra fendenti, sciabolate laterali e schiacciatesta vi sarà di che
divertirsi. Previsto il gioco tra due giocatori umani, e non vi diciamo la macelleria che
ne viene fuori....
In effetti se la perlustrazione delle zone vi annoia non
dovete fare altro che prelevare per capelli il vostro fratellino e costringerlo a farsi
fare a pezzi (o viceversa naturalmente). Poi, anche se le tecniche di combattimento non
sono così evolute, la buona agilità dei cavalieri farà sì che la tenzone si protragga
per un buon lasso temporale. Non vi è tempo limite e vince, naturalmente, chi fa
stramazzare al suolo l'avversario nel classico lago di sangue. E quì non vi è Mortal
Kombat che tenga perchè lo schermo tende a ricoprirsi di sangue in pochi secondi, e le
morti sopraggiungeranno una più cruenta dell'altra. Potremo decapitare, tagliare in due
ma, soprattutto, "perforare" il nostro povero avversario che, colpito allo
stomaco con più fendenti consecutivi, si accascierà a pancia in giù provocando la
fuoriuscita del sangue a intermittenza. Praticamente la più esplicita espressione del
gore mai tentata in un videogioco. A rendere tutto ciò plausibile su schermo ci pensa una
grafica ben al di sopra degli standard, che esprime delle ottime animazioni e disegni
splendidi, raffiguranti con raccapricciante realismo un bestiario immondo ma anche
fantasioso (vedi gli alberi viventi e gli spiriti). Le eccellenti schermate di intermezzo,
la minuziosità della mappa e la magnificenza delle cut-scenes chiudono il discorso
tecnico come meglio non si potrebbe. Peccato per le musiche, non molto presenti, anche se
ben compensate dagli effetti durante gli scontri, veramente realistici e
"disgustosi" nella riproduzione acustica dei fiotti sanguigni. A limitare la
valutazione finale, comunque alta, vi è l'impossibilità piuttosto grave di salvare la
partita, fatto che costringe il giocatore a ultimare la avventura tutta d'un fiato. Per il
resto abbiamo trovato il titolo davvero avvincente, sia nel gioco in singolo che
affrontando un amico, e questo al di là della irresistibile componente gore. Tuttavia è
possibile inibire del tutto il sangue, per la gioia dei più impressionabili, ma è giusto
un dettaglio....
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