| ODYSSEY
Bisogna ammettere che Audiogenic fece le cose in grande. E non per una campagna pubblicitaria che di fatto non c'era, e nemmeno per la confezione e il manuale (quest'ultimo composto da due striminzite pagine), ma per via di una creazione peculiare, per una struttura ludica che avrebbe influenzato molte delle produzioni a venire. Diciamo che Odyssey trae ispirazione dal classicismo ludico di inizio anni novanta, quello sorbettato in Leander, Lionheart e Deliverance, coniugandovi al contempo una struttura adventure per molti versi inedita. Se il fattore ricerca resta comunque basilare per tutta la durata del gioco, il deterrente di una visione "mistica" difforme sta nelle metamorfosi. Queste ultime concepite su di una graduale acquisizione di speciali abilità, come quella di librarsi in volo sottoforma di uccello, uppure di infilarsi in cuinicoli inaccessibili da umano assumendo le sembianze di un ragno. Esatto, la meccanica di gioco di Odyssey sarà ripresa punto per punto dal capolavoro Konami Dracula X: Nocturne in the Moonlight, e naturalmente trasfigurata secondo le esigenze del blasone di Castlevania. E considerando che suddetto titolo è tutt'ora annoverato tra i migliori giochi mai approdati su Playstation, non possiamo che restituire a Odyssey un prestigio che, per ragioni strettamente correlate al mercato (nel 1995 il parco software Amiga era del tutto ignorato, o quasi, dalla stampa internazionale) gli è stato ingiustamente sottratto. Da registrare un fatto alquanto insolito, trattandosi di software Amiga, che vede Odyssey ancora disponibile sul mercato, distribuito direttamente da Audiogenic per 25 sterline... Rileviamo da subito una grafica assolutamente splendida. Tutti gli elementi scenici principali e non assumono, in Odyssey, un ruolo di minuzioso ornamento, e vanno a completare un disegno essenziale e immaginifico. Audiogenic è riuscita a creare un mondo esteso e allo stesso tempo credibile, con creature bizzarre splendidamente animate e immerse naturalmente nella costruzione grafica. Osservare gli orchi in pietra mutare forma, oppure i folletti verdi e i cavalieri nani animarsi è una "retro-esperienza" che auguro a tutti i lettori più attenti, ossia a coloro che abbiano appreso la forte iconografia delle immagini a corredo. Immagini che non possono esternare la bellezza con cui il protagonista di gioco si anima, mentre agita la spada e i suoi capelli si perdono nel vento. Impossibile descrivervi la minuzia con cui gli sfondi siano stati disegnati, ma possiamo comunque decantarvi una colorazione raffinata, un accostamento quasi pittorico e delle ambientazioni che ricordano il medioevo delle fiabe. Ma è anche e soprattutto l'ossatura di gioco a decretare l'efficacia ludica di Odyssey, infarcita di trovate intelligenti e sostenuta da una sfida sempre crescente. Superata la prima fase esplorativa, subito dopo aver acquisito la prima metamorfosi (illustrata con una eccellente animazione in morphing), scopriremo una profondità fuori dal comune, che ci vedrà precipitare in un mondo incantato ma ricco di insidie e trabocchetti; sarà per noi prioritario valutare i pericoli in modo da evitare imboscate o falsi bivi. A questo punto non resta che concludere, ma non prima di aver sottolineato un sonoro sopra la media, che nonostante l'assenza di musiche durante il gioco propone degli effetti stratosferici, e campionature da brivido.
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PRO |
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Sistema di gioco rivoluzionario |
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Grandissima atmosfera |
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Grafica eccezionale |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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