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PERSIAN GULF INFERNO L'area di interazione è veramente ampia. Si riterrà quindi opportuna una completa mappatura delle zone esplorate, per non correre il rischio di ripercorrere all'infinito i medesimi corridoi. Cioè dovrete letteralmente prendere un foglio e disegnarvi uno schizzo. Va bene, è una mansione un po' tediosa, ma in fin dei conti il magnetismo del gioco si basa proprio sulla necessità di prendere sul serio ciò che avviene. Tutt'altro che immediato da questo punto di vista, Persian Gulf Inferno si lascia apprezzare sul fronte della azione grazie alle sue sparatorie, ormai entrate nella leggenda. I proiettili sono invisibili: tu spari e schizzi di sangue fuoriescono dal corpo dei nemici. In tal proposito tale goduriosa scelta visiva venne eliminata nella successiva revisione con censura, intitolata North Sea Inferno. Quindi siete avvisati. Nel gioco si rivelerà essenziale la liberazione di alcuni ostaggi, tenuti prigionieri all'interno di stanze segrete e la acquisizione di alcuni oggetti fondamentali (quali possono essere le chiavi e anche le armi di upgrade). Il gioco vive di alti e bassi dinamici, lì dove vi saranno fasi di frenetica sparatoria alternate a momenti di studio delle locazioni e di ripristino bellico. Forse Innerprise eccede nell'autocompiacimento quando si tratta di esternare la credibilità effettiva della situazione e trascura, in un certo modo, la scorrevolezza delle vicende. Capiterà di arenarsi in un determinato punto, di trovarsi soli in una zona morta e di perdere la cognizione del tempo. Ma forse Innerprise puntava a questo.... Persian Gulf Inferno è un titolo dannatamente difficile da portare a termine. Ma anche, bisogna dirlo, efficacemente logevo. Privo di save points e relativi continue, il titolo si adegua al suo tempo, quando il videogioco non era ancora sinonimo di massificazione, e quando la sfida prodotta riusciva a garantire una interazione matematicamente diluita. Se il vostro ideale di gioco di azione si identifica nel recente God Of War evitate Persian Gulf Inferno come la peste e riaccendete la Playsation 2. Se, al contrario, vi piacciono i giochi da ultimarsi "tutti d'un fiato", ossia quelli che richiedono un effettivo sforzo intellettuale oltre che bellico, il gioco Innerprise è quanto di meglio vi sia in giro. Certo, graficamente non sarà un capolavoro, ma nonostante la ristretta schermata e una colorazione tutto sommato smorta, non si può non notare una eccellente animazione dei protagonisti, un character design effettivamente riuscito e una fluidità dello scrolling impeccabile. Inoltre i caricamenti sono ridotti all'osso, e questo consente una fruibilità indolore anche per i possessori di un Amiga 500 base senza hard disk. Nell'ambito sonoro i programmatori hanno focalizzato il loro lavoro sulla campionatura di effetti realistici, ergo udiremo urla di dolore, spari, rumore di passi, esplosioni e via dicendo in una nitidezza sintetizzata epocale. Quindi onore a Innerprise, perchè il suo è un videogioco dalla profondità innegabile, che metterà a dura prova qualsiasi tipo di videogiocatore senza lesinare sulla spettacolarità e sulle dinamiche di sparo, concedendo una ibridazione fra libertà di spostamenti e precisione nel sistema di controllo via joystick. Ripetiamo: giocarlo adesso rappresenta una autentica sfida se consideriamo il basso livello di difficoltà delle attuali produzioni per console. Ma il nostro consiglio è quantomeno di provarci. Magari scoprirete un mondo nuovo....
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PRO |
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Grafica piccola ma efficace |
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Giocabilità carica di spessore |
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Grande atmosfera da spy movie |
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CONTRO |
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Dispersivo a tratti |
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Livello di difficoltà superiore alla |
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media... |