RICK DANGEROUS

rickdangerouscover2.JPG (17573 bytes)Prima di concepire l'idea malsana di Tomb Raider Core Design era già stata sedotta dalle ambientazioni alla Indiana Jones fatte di cunicoli, trappole, serpenti e tombe egizie. Rick Dangerous è il videogioco che avrebbe dovuto realizzare Lucasfilm quale variante arcade alle sue splendide avventure, perchè i rimandi alle pellicole cinematografiche spilberghiane sono palesi. L'omino, per quanto in super deformed, indossa il tipico cappello riuscendo a fare breccia nell'immaginario grazie alla sua indubbia simpatia. Ma a parte la sua vena ironica il gioco risulta complesso, pregno di sfida, radicale in ogni schermata. Un passo falso e crack, siete morti. Rick cammina ma non sa mai se il mattoncino che sta per calpestare attiverà un ingranaggio che farà scattare la lancia che lo infilzerà. Quindi occhio: Rick Dangerous è un gioco fatto di spostamenti precisi al millesimo, di salti al contagiri, di sapiente amministrazione delle forze belliche. I proiettili sono contati, così come le cariche di dinamite che torneranno utili per aprire dei varchi nelle pareti rocciose o per fare piazza pulita di indigeni.

La meccanica del titolo Core Design si potrebbe tranquillamente definire "superata". Ma non per concept, sia chiaro. Solo che, con il passare degli anni, il gioco a piattaforme per Amiga è andato orientandosi verso un approccio tipicamente nipponico, mirando a privilegiare la azione a discapito del ragionamento. Rick Dangeruos possiede l'audacia di mischiare la azione platformistica alla precisione dell'intuito, perchè la disposizione delle trappole va prevista, ponderata, vautata da un pertugio lì nel muro che nasconde chissà quale diavoleria e da un medaglione posizionato in un punto sospetto. Niente smanettamento. Ed è sulla schematicità dei quadri che Rick Dangeruos esprime il meglio delle sue potenzialità, costringendo il giocatore a una affannosa quanto avvincente progressione avventurosa. La schermata iniziale con il masso che ci insegue è ormai leggendaria, ma un po' in tutto il gioco vi sono questi colpi di scena che ravvivano il gameplay sconguirando, allo stesso tempo, la ripetitività delle situazioni. Ma in tal proposito non vi è pericolo, visto che i livelli si riveleranno estremamente differenziati fra loro e offriranno un approccio alla difficoltà scalare assolutamente assimilabile. Alcune situazioni celano congegni dalla intelligenza diabolica, apparentemente impossibili da superare. Tuttavia il gioco concede sempre gli spiragli giusti, provocando il videogiocatore con situazioni frustranti ma mai oggettivamente invalicabili.

Ciò che a tratti indispone è il rigido sistema di collisioni. Sarà sufficiente sfiorare appena un nemico per perdere una vita e ricominciare dal principio. Snervante, ma forse i programmatori lo hanno fatto deliberatamente. Tentare di scavalcare quell'indigeno che ci sbarra la strada o sparargli, sprecando munizioni che si portrebbero preservare? A voi la scelta ma attenzione, perchè il titolo poggia le sue basi proprio sulla amministrazione di proiettili e candelotti. Arrivare a una zona sbarrata senza dinamite è una situazione che non auguriamo a nessuno, perchè si resta intrappolati e l'unica alternativa alla eterna comtemplazione del muro è suicidarsi su qualche spuntone. Indubbiamente la atmosfera claustrofobica gioca un ruolo essenziale, messa a video dai grafici con una certa cura per il particolare. Pur non raggiungendo particolari vette artistiche Core Design ha fatto in modo che ci si ricordasse di quegli antri oscuri, di quei passaggi e di quei protagonisti miniaturizzati. In quanto ad animazioni siamo nella media e non essendovi sprite eccessivamente grandi la azione non rallenta mai. Piuttosto, nelle rare fasi a scrolling si ravvisa un certo flikerio dell'immagine (vedi la scena iniziale), ma è un fatto che non va minimamente a intaccare la fruibilità del titolo, basato quasi esclusivamente sulla ultimazione di schermate immobili. In quanto a stile, invece, ogni livello esprime una buona identificazione con l'ambiente rappresentato, e monumentale in tal senso risulta essere la piramide egizia con tanto di geroglifici sullo sfondo. Rick Dangerous è un titolo che ha fatto epoca. Lungi dall'essere una pietra miliare, è riuscito comunque a ricavarsi un posto di rilievo nella storia dei videogiochi e a diventare, per un breve periodo, quasi il simbolo di Core Design. Vi rammentiamo per ultimo che la versione Atari ST risultò identica in tutto a quella Amiga e che sugli otto bit la lunghezza dei livelli venne dimezzata....                         

 

 

Rick1.gif (19560 bytes)
Rick2.gif (46956 bytes)
Rick3.gif (40054 bytes)
Rick4.gif (48675 bytes)
Rick5.gif (42655 bytes)
Rick6.gif (31338 bytes)
Rick7.gif (45282 bytes)
voto_dignitoso.gif (1712 bytes)

PRO

Giocabilità diabolica

Ottima struttura dei livelli

Buona realizzazione tecnica

CONTRO

A tratti frustrante....

                    
                        

Home

Note di produzione