S.D.I.

sdicover2.jpg (14710 bytes)Nel Maggio 1987 Zzap! (la versione italiana, Wizball in copertina) pubblicò uno speciale sull'avvento dei primi titoli Cinemaware pubblicati per l'allora non troppo conosciuto Amiga. Chi vi scrive considera quello speciale un momento storico nella vita del giocatore militante. Per la prima volta gli occhi di decine di migliaia di appassionati si posavano all'unisono sui giochi e sul computer che, diciamolo senza mezze misure, ha cambiato radicalmente il settore dei videogiochi, e che ancora oggi rappresenta il più grande passo avanti tecnologico mai compiuto da una generazione di macchine all'altra. Abituati come eravamo alla monocromia degli 8 bit, osservare la lunimescenza delle schermate delle future meraviglie tecnologiche ci riempiva l'animo di entusiasmo. Cinemaware sarebbe stata tra quelle software house che, radicalmente, avrebbero condizionato il futuro dell'intrattenimento elettronico attraverso una concezione ludica che era figlia di idee ingegnose e rivoluzionarie.    

Tutto questo per introdurre e parlare di S.D.I. (da non confondere con l'omonimo arcade di Sega), uno dei tre titoli, assieme a Defender of the Crown e Sinbad che lanciarono nell'immaginario collettivo il brand Cinemaware, che ancor oggi può annoverare un cospicuo numero di appassionati. Se si parla di cinema non si può non parlare di fantascienza, il genere più lontano dalla realtà di tutti i giorni, ma spesso anche l'unico che, paradossalmente, permetta di capire veramente i valori che condividiamo quotidianamente. A guerra fredda finita, dei terroristi rubano delle testate nucleari e minacciano di utilizzarle. La spada di damocle è sguainata e noi, assieme ad una formosa scienziata russa, siamo gli unici a poter salvare il mondo. Plot scontato e banale? Forse, ma la realizzazione tecnica e ludica annientavano ogni capacità critica del giocatore che si trovava di fronte non solo a schermate statiche di altissima qualità e ai primi movimenti poligonali che la storia di Amiga ricordi, ma soprattutto a una serie di sequenze arcade che mettevano il giocatore ai comandi di una avveniristica nave spaziale dalla quale si poteva salpare per raggiungere gigantesche stazioni orbitanti, in puro stile Elite.

La giocabilità si attestava subito ad alti livelli e le fasi sparatutto facevano intravedere il talento che poi i programmatori americani avrebbero messo a frutto negli anni successivi in titoli come Rocket Ranger e Wings. Tuttavia, già ai recensori del tempo, non sfuggirono i difetti congeniti che uno schema di gioco tutto sommato elementare poteva comportare. S.D.I. era stato concepito più per stupire che per produrre una interazione videoludica duratura, difetto accomunabile a molti dei titoli usciti nel periodo di transizione tra gli 8 e i 16 bit. Ma vi è anche da aggiungere che, grazie alla complessità del tema trattato e a una interfaccia di gioco assolutamente fruibile il tutto risultasse appagante, sebbene in modo meccanicamente aleatorio. Per mezzo di un confezionamento congenitamente appetibile S.D.I., nel bene della sua fulgida iconografia e nel male di una costruzione a tratti incompiuta, ti prendeva invogliandoti a proseguire l'avventura per scoprirne l'evolversi e carpirne gli effetti. Sicchè, appesantito da una certa ripetitività di fondo il titolo Cinemaware colpì più per l'aspetto estetico che per la longevità o la profondità ludica che era in grado di offrire, seppure con la intrinseca innovazione dei suoi propositi. Nella spocchia della nuova critica videoludica oggi sarebbe bollato come tech-demo, ma allora vedere il globo terrestre spuntare azzurro e luminoso, perso negli spazi siderali e introdotto da un satellite geostazionario, era una emozione indimenticabile. E forse lo è ancora oggi.

 

 

sdi1.PNG (11009 bytes)
sdi2.PNG (3638 bytes)
sdi3.PNG (11497 bytes)
sdi00.gif (60989 bytes)
sdi6.PNG (9552 bytes)
sdi01.gif (46067 bytes)
voto_dignitoso.gif (1712 bytes)

PRO

E' Cinemaware

Grande grafica

Immediato

CONTRO

Scarsa longevità

Molto facile

                      

Home

Note di produzione