SHADOW
FIGHTER Nel terminare
del 94 il Naps Team forgiò il miglior Beatem Up a incontri mai apparso
su Amiga. Un dato di fatto che sentiamo di ribadire anche dopo una marea di anni e una
miriade di piacchiaduro passata "sotto i ponti". Il gioco si intitolava Shadow
Fighter ed era destinato a entrare di diritto nella storia dei videogiochi. Infatti
Domenico Barba e Fabio Capone riuscirono laddove altri avevano miseramente fallito, ed il
fatto che un Team italiano, per altro sconosciuto, fosse creatore unico di un gioco fuori
parametro lasciava pensare: US Gold aveva deturpato Street Fighter II riducendolo
a una mediocre conversione, mentre il resto delle software house europee
cominciava ad abbandonare la macchina Commodore a seguito delle voci di bancarotta per
tuffarsi nei 16 bit delle nuove console nipponiche (leggi Super Nes e Megadrive). Così Shadow
Fighter proponeva un concetto di picchiaduro direttamente mutuato dalla saga
degli Street Fighter, con personaggi dal tratto manga e dotati
delle classiche movenze tipo palle di fuoco shoryuken. E finalmente anche gli
amighisti potevano sfoggiare il loro Street Fighter....
Tecnicamente era ineccepibile, con animazioni eccellenti e
fondali a tratti davvero incredibili, per non parlare dellelevato numero di
lottatori selezionabili, tutti caratterizzati in maniera peculiare e dettagliata. Poi
cera la grande giocabilità, che finalmente introduceva le tanto sospirate
"prese", ora facilmente realizzabili nelle vicinanze dellavversario; da
ravvisare un gradevole tocco di classe, che faceva permeare il sangue sulle pavimentazioni
delle arene. Ma tutto il comparto tecnico traspariva eccellente, meraviglioso. Vi era un
magnifico effetto scaling (era dai tempi di Lionheart che non lo si vedeva) molto simile,
se non migliore, a quello di Street Fighter 2. I fondali erano completamente
animati, a tratti davvero sorprendenti considerato l'esiguo quantitativo RAM della
macchina Commodore. Ad esempio nel livello della metropolitana l'animazione di
quest'ultima è da considerarsi poderosa, in quanto occupa una buona porzione di schermo
senza incidere minimamente sulla velocità degli scontri. Di Shadow Fighter uscì anche
una versione deluxe per Amiga 1200, ancora migliore sul piano
cromatico (si contano 256 colori a video) benchè molto simile alloriginale per
quanto riguarda le animazioni e le mosse, non aumentate di numero nonostante gli sprite
hardware e la maggiore memoria video. Resta la edizione migliore, ma non poi così
necessaria vista elevatissima qualità della edizione ECS.
La caratteristica vincente del picchiaduro Naps risiede
nella estrema diversificazione dei lottatori. Ognuno possiede le sue mosse segrete e le
sue super mosse, e in numero elevatissimo, tanto che il paragone in tal senso con i King
Of Fighters di SNK è tutt'altro che esagerato. L'ausilio di un solo tasto non
penalizza eccessivamente il gameplay, malgrado le ovvie difficoltà iniziali, ma una volta
entrati nei meccanismi di esecuzione (molto simili ai vari Street Fighter II) non
si potrà che restare ammirati dall'impegno profuso. Interessante notare come sulla
facciata della confezione del titolo Naps si annunciasse uno "Special Pack" che
avrebbe introdotto altri lottatori e fondali inediti: purtroppo il tracollo di Amiga, che
si sarebbe concretizzato di lì a poco, precluse la commercializzazione delladd
on, che è rimasto relegato nel cassetto di chissà quale scrivania (quella della
Gremlin, che decise di congelare il progetto). Tuttavia la latitanza dei nuovi lottatori
non impedì a Shadow Fighter di contrastare il blasone di un certo Mortal Kombat 2,
commercializzato nel medesimo periodo, tanto che i due picchiaduro furono recensiti
praticamente in contemporanea su tutte le riviste del settore. La critica d'oltremanica fu
particolarmente entusiasta del beat'em up Naps, conferendogli valutazioni altissime e che
pochi videogiochi erano riusciti a raggiungere; di certo nessuno si aspettava che sul
mercato Amiga, ormai morente, si sarebbe affacciato un gioco in grando di spazzare via
tutto e tutti, un picchiaduro in grado di sfoggiare prese, super mosse, divertimento e
tecnica assolutamente stellare. Shadow Fighter è tuttora il miglior
videogioco sviluppato dalla software house italiana, nonstante il più recente Gekido
(sia in edizione Playstation che Advance). Noi tutti restiamo in attesa che il Naps Team
ne sviluppi un seguito, magari per le tecnologie a 128 bit di nuova generazione per
quanto, per loro stessa dichiarazione, non sia attualmente nei progetti futuri.
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