SWORD OF SODAN

sodancover.JPG (15444 bytes)Oddio la Discovery: ovvero come saturare i cromatismi e vivere poco ma felici. Già in Hybris dipingemmo un ritratto atipico di questa pazza software house, capace, con sole tre produzioni, di lasciare un segno indelebile nella storia dell'Amiga e delle sue produzioni. Impossibile esimerci dall'analizzare il suo manifesto, programmatico, il loro ariete, la loro punta di diamante: il tonitruante Sword Of Sodan che, nell'estate del 1988, piombò pesantemente nelle case e nei negozi di videogiochi di tutto il mondo facendo un frastuono assordante. La prima cosa che saltava all'occhio iniziando una partita era la gigantesca dimensione degli sprites e, parimenti, il tarantinesco livello di violenza che lo stesso titolo era in grado di garantire, per la gioia sempiterna di un folto gruppo di brufolosi adolescenti, finalmente in grado di massacrare, sgozzare e decapitare in assoluta allegria e spensieratezza tonnellate e tonnellate di nemici digitali. Il prezzo da pagare per tale monumento stava nell'autolesionismo Discovery....

Se graficamente il titolo settava nuovi parametri e lanciava l'Amiga nell'immaginario collettivo come la console che poteva far girare in scioltezza una grafica impensabile, per quanto concerne la giocabilità e la struttura si era prossimi allo zero ludico assoluto. Non che questo fosse un male, per carità. Anzi , Sword Of Sodan, proprio grazie alle sue sessioni ludiche improntate alla più totale e scoraggiante ignoranza, permetteva ad una vasta comunità di sfogare i propri bassi istinti con modalità catartiche e palingenetiche. L'affetta affetta poteva essere perpetrato dal classico barbaro di turno, lungo un scrollino orizzontale che presentava timorosi e reverenziali nemici, i quali pur armati di tutto punto sapevano di avere vita breve e di andare incontro a morte atroce. Per altro venivano fatti a pezzi da una prosperosa amazzone che nulla aveva da invidiare alla famosa Maria Whittaker di Barbarian-esca memoria. Il potere congiunto di poppe, sangue e spade rappresentò per molti un atout sufficiente a elargire al negoziante di turno una cospicua serie di biglietti da mille ma, paradossalmente, proprio il grand battage intorno al gioco, che rimase stranamente di difficile reperibilità sul mercato nella sua forma ufficiale, diede il là alla pirateria più selvaggia, scevra dei freni etico-morali che portassero ad una qualsivoglia inibizione.

Se chiedete ad un ex amighista quale gioco ricevette per primo in formato "solo-disco", nel 50% dei casi vi dirà Sword of Sodan (che occupava per la cronaca la bellezza di 4, dicasi quattro, floppy palesando a tutti, Commodore in primis, la necessita di dotarsi di un lettore esterno che si affiancasse a quello interno alla macchina....Esaltato un po' da tutte le riviste dell'epoca, Sword of Sodan sarebbe oggi sicuramente bollato come tech demo o come uno di quei titoli che si presentano all'E3 o al Tokio Game Show per dire "guardate cosa riusciamo a fare con questo hardware". Purtroppo sul profilo strettamente ludico il beat'em up Discovery, pur divertente a breve termine, presentava lacune piuttosto marcate nella palese linearità dei combattimenti, che troppo spesso si risolvevano nello smanettamento più confusionario e affannoso. Forse perchè l'utenza di quel periodo si accontentava di una full immersion iconografica (il che non era effettivamente poco), le riviste del settore non marcarono troppo sull'aspetto giocabilità, piegandosi a quello che effettivamente era uno spettacolo grafico sontuoso. Amiga nasceva allora ed il suo dorato e lungo percorso era appena battuto; diversa sorte invece aspettava Discovery: le sempiterne mani dell'oblio stavano per allungare la loro presa su un team di programmatori talentuoso ma di sicuro improvvisato a livello manageriale. Ma le leggende, spesso, nascono proprio così.

 

 

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PRO

Grafica sontuosa

Sprites enormi

Violenza a go - go

CONTRO

Ripetitivo

A volte frustrante

                        

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Note di produzione