TIME BANDIT

timebanditcover2.jpg (10887 bytes)Un gioco atipico, misconosciuto, affogato nel mare magnum delle produzioni Amiga, la macchina da gioco con (forse) la softeca più ampia della storia dei videogiochi. Una di quelle realizzazioni che sfuggono al grande pubblico, come i film che escono in poche copie nella grande bagarre natalizia e che però quando pandori e panettoni sono stati abbondantemente digeriti, sono ancora lì, sugli schermi. A 15 anni dalla sua pubblicazione, Time Bandit può ancora dire la sua. Perché, come tutti i giochi semplici ed immediati, non ha solo un glorioso passato alle spalle, ma un radioso futuro davanti a sè. Time Bandit esce nell'aprile del 1988 nel periodo di pieno boom del gioiello di casa Commodore. Gli occhi e le mascelle della maggioranza dei videogiocatori sono giustamente offuscati dalle meraviglie made in Psygnosis e Cinemaware che occupano pagine e pagine delle riviste del tempo, ma la piccola e presto fagocitata dal sistema Microdeal, propone al pubblico smanettone una versione rinnovata e ipertrofica del vetusto arcade made in Atari Gauntlet, che lascia stecchiti i pochi coraggiosi che decidono di investire su questa perla di giocabilità e longevità (see.. magari! In quel lontano periodo si andava tutti dal pusher/ pirata di fiducia…).

Time Bandit è un gioco di apparente e sconcertante semplicità: il giocatore interpreta un novello Guy Pearce che salta di epoca in epoca alla ricerca di tesori e ricchezze, eliminando mostri e nemici di ogni foggia e cercando di ottenere, in caso di partita a due, più punti dell'avversario. Ci sono 16 quadri a loro volta suddivisi in base a sedici livelli di difficoltà ,cosa che garantisce al singolo giocatore una modularità ed una scalabilità nell'approccio alla partita inconsueta e ben accetta. All'interno di ogni mappa brulicano nemici da abbattere ,tesori da scoprire, enigmi da risolvere per raggiungere chiavi, sbloccare passaggi segreti e così via.In certi casi è possibile addirittura interfacciarsi con altri personaggi presenti sul terreno , per ottenere informazioni utili per risolvere gli enigmi o per avere dritte su come superare un passaggio dannatamente complicato. L'ottima modalità a due giocatori, con condivisione dell'interfaccia base e divisione del schermo in split screen, è il simbolo della cura e della precisione certosina adottata dai programmatori.

Tutti gli elementi che servono sono sotto gli occhi dei giocatori e due ampie finestre di gioco garantiscono un'azione fluida e priva del benchè minimo rallentamento.Ovviamente, come accade nella maggior parte dei giochi il divertimento, giocando in coppia con un amico, aumenta esponenzialmente ed anche la longevità del gioco ne beneficia. L'aspetto grafico, a suo modo, lasciava basiti: così come in molti avevano dapprima storto il naso e poi adorato i piccoli ma dettagliati sprites di Kick Off, così il minimalismo ostentato dalla produzione Microdeal permetteva al giocatore di apprezzarne gli innumerevoli particolari nascosti e l'accurato design, che coinvolgeva sia i personaggi che i fondali: questi ultimi, colorati e brillanti, rendevano ogni partita una gioia per gli occhi. Inoltre i programmatori si erano giustamente sbizzarriti a ricreare per ogni scenario alcune "chicche" e situazioni tipiche e coerenti col periodo storico oggetto della partita: nello scenario romano si aveva a che fare con gladiatori e leoni impazziti, mentre nelle arene futuristiche erano i robot a dare fuori di matto. Parafrasando il vecchio motto della compianta Microprose, Time Bandit era "a game easy to learn but difficult to master" e capace di resistere come pochi altri titoli dell'epoca alle macerie del tempo e all'obsolescenza. Da recuperare in ogni forma e con ogni mezzo.

 

 

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PRO

Da assuefazione

Infinito in due

Ottima realizzazione tecnica

CONTRO

Idea non particolarmente originale

Cover pessima

                    

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Note di produzione