UGH! Se non hai giocato a Ugh! non sei nessuno. Tu
che dici di aver frantumato tutti i record esistenti a Bubble Bobble, Double
Dragon e Rastan Saga faresti bene a scomparire se non hai giocato a Ugh!.
Perchè Ugh! è tra quei giochi che non ti aspetti assolutamente ma che a
sorpresa riescono a inventare un certo tipo di videogioco logistico basato sul tempismo.
Ma è una spiegazione grossomodo semplicistica. Ugh! è la sublimazione della giocabilità
primordiale, quella in cui dovevi stare attento a come muovevi il joystick e in cui tutto
era basato sulla propria abilità nel giostrare con la manopola. Ugh! è un videogioco
irrimediabilmente magnetico, carino da subito, irrinunciabile perchè elementare,
pragmatico, solare. La ambientazione preistoricamente stereotipata favorisce l'approccio
per quello che diverrà il nostro servizio taxi volante, prestato a bordo di un
improbabile elicottero a pedali. E ci muoveremo all'interno di livelli a schermata unica,
ma decisamente ampi grazie al supporto dell'overscan, ossia la porzione grafica che
ricopre tutto lo schermo dei televisori Pal...
Se siete degli aspiranti programmatori una occhiata a Ugh!
non vi farebbe affatto male. Potreste imparare a valorizzare i dettagli, a privilegiare la
fluidità, a caratterizzare un ambiente e a massimizzare le risorse tecniche a
disposizione. Ma Ugh! diverte anche: l'implementazione di un sistema di controllo
assolutamente sensibile crea uno stato di dipendenza difficilmente esplicabile a parole.
Tu guidi questa specie di elicottero e avverti l'inerzia della accelerazione, ma
l'atterraggio dovrà essere morbido. Quindi dimenticatevi pure eventuali manovre
affrettate, perchè significherà nella maggior parte dei casi precipitare nell'acqua e
perdere una vita. Adagiarsi, prego. E non dovremo travolgere i nostri clienti, che
altrimenti vedremo cascare in acqua, mantenersi a galla per un po' e poi annegare. In
questo lasso di tempo potremo altresì intervenire atterrando sullo specchio acquifero e
attendere che il malcapitato arrivi a nuoto verso il nostro abitacolo. Ma questa è una
situazione limite. Se saremo abbastanza bravi ci eviteremo eventuali disagi: basterà
seguire le ordinazioni degli abbordati, che prima di salire ci indicheranno il numero
della caverna di destinazione. Ovvio che il percorso, per ogni livello, è reso
adeguatamente tortuoso per complicarci la vita. Tuttavia ci si abitua. Ogni stage andrà
comunque completato entro un tempo limite, che dovremo amministrare sapientemente per non
giungere all'ultimo passeggero in piena riserva con tutta l'ansia che ne consegue....
Alla struttura di base vengono ad aggiungersi dei diversivi
interessanti: masso, albero, dinosauro. Il primo potrà essere raccolto (ma dovremo essere
senza passeggeri) e scaraventato sull'albero, che a sua volta ci rilascerà dei
"bonus tempo", o sulla testa dei dinosauri, che a loro volta si addormenteranno
temporaneamente laciando così liberi i passaggi da essi occupati. Di fatto vi sono tutti
gli elementi per accontentare qualsiasi tipo di videogiocatore. Qualche livello in più
avrebbe forse giovato alla longevità generale, ma è una questione connessa all'accesso
via passwords visto che, dopotutto, i livelli sono più di 100 e tutti molto
diversificati. Capiterà di dover superare delle barriere immergendo l'elicottero in
acqua, per poi farlo riaffiorare senza toccare le rocce, oppure di districarsi in
insidiosi labirinti mentre il fiato di un dinosauro ci risucchia verso di lui e via
discorrendo. E giunti alla disanima del comparto tecnico non si può che strabuzzare gli
occhi: dettaglio maniacale, nitidezza marmorea, caratterizzazione incredibile. Fra i
cavernicoli vi saranno la bellona bionda, il nonnetto con il bastone e il rude omone, ma
il bello è che sono animati in modo perfetto, e malgrado le loro dimensioni ridotte
possono avvalersi di un disegno chiaro e perfettamente riconoscibile (prodigi
dell'overscan). Ogni oggetto, poi, è vivo nel vero senso del termine: il masso apre e
chiude i suoi occhioni in modo beota, così come l'albero, che in più quando viene
colpito assume una espressione di dolore. Gli animali preistorici sono disegnati con
tratteggio sublime e francamente non riusciamo a scorgere lacune in quella che diviene, in
definitiva, una estetica videoludica esemplare. E codesta eccellenza tecnica abbraccia
anche il settore musicale, trascinato da una colonna sonora meravigliosa e da effetti
sonori incredibilmente cristallini. Ugh! è tutto ciò. Un videogioco curato su tutti i
fronti e garante di un divertimento irresistibile.
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