| ARCHON II:
ADEPT Il termine "Archon" è
ripreso dal greco antico, si riferisce al capo dei magistrati in un determinato periodo
storico, ed assume poi il significato di " colui che detta la legge ". Quando i
"Free Fall" dovettero scegliere un titolo per il loro gioco strategico/arcade di
chiara ispirazione mitologica, non poterono trovare termine più appropriato. Difatti il
vincitore della sfida, luce o tenebre, avrebbe poi dettato le leggi dell'universo stesso.
Eppure quando tutto sembrava finito, il conflitto riprese con questo secondo episodio,
quasi a decretare che la guerra fra il bene e il male non conoscerà mai un vincitore
definitivo. Dopo ogni battaglia ne seguirà un'altra e le essenze universali di empietà e
giustizia si incarneranno in altri campioni pronti ad affrontare una nuova sfida.
Tali essenze questa volta prenderanno l'aspetto di un
manipolo di stregoni: gli adepti del caos e dell'ordine. Verrà per loro, e per noi, il
momento di combattersi a colpi di evocazioni e incantesimi, fino al consumarsi di ogni
residua energia magica. C'è qualcosa negli episodi di Archon che trascende la scarna
iconografia che li rappresenta a schermo. Qualcosa che ci porta a viaggiare con
l'immaginazione; è la magia sottile della programmazione, un'impalcatura perfetta, che
non può crollare con lo scorrere del tempo. Era difficile immaginare il seguito di un
gioco tanto singolare, capace di apportare delle innovazioni mantenendo invariato lo
spirito e rinnovando l'atmosfera epica. Ebbene, ci sentiamo di dire che il bersaglio è
stato centrato. Ma partiamo una volta tanto dalle note negative: se nell' 83 potevamo
tranquillamente sorvolare sulla grafica minimale, un anno dopo possiamo farlo un po' meno.
Soprattutto perché ci viene proposta una sorta di festa del riciclaggio sia del motore
che di molti sprite, con solo qualche timida aggiunta, come le animazioni su alcune
caselle. Una vera miseria. Inoltre anche la musica e gli effetti sonori sono gli stessi!
Fortunatamente l'aspetto grafico (che in effetti risulta offensivo) è quasi l'ultima cosa
da tenere in considerazione e, siccome risultava funzionale al gameplay nel primo
episodio, risulta tale anche nel secondo.
Se non altro le energie che non siano state impiegate per
migliorare la grafica sono state convogliate nella creazione di un gameplay innovativo. Archon
II va infatti a migliorare praticamente ogni elemento del predecessore. Via
dunque la scacchiera, al suo posto troviamo una rappresentazione concentrica dei quattro
piani elementali. Iniziamo il gioco spostando dove desideriamo i quattro adepti a nostra
disposizione; dovremo occupare zone di potere in grado di aumentare il nostro livello
magico e, una volta accumulata energia, potremo evocare elementali o demoni che ci aiutino
a raggiungere gli obiettivi. Vi sono tre modi per vincere: uccidere tutti gli adepti
avversari, occupare tutte e sei le zone di potere sulla mappa o lanciare l'incantesimo di
apocalisse (occorre molto potere magico) e attaccare l'avversario nella sua cittadella in
una sfida decisiva. Queste innovazioni, unite a un set di incantesimi ampliato, rendono il
gioco molto più profondo e strategico, senza contare che anche le battaglie sono
cambiate. I pezzi hanno poteri più diversificati e combattere nella zona di fuoco, aria,
terra, acqua o vuoto comporterà difficoltà ambientali diverse. Insomma, usare la testa e
nel contempo assimilare completamente le abilità dei nostri guerrieri diventa molto più
importante rispetto al primo episodio. Le partite con gli amici restano il punto di forza,
ma anche la scarsa difficoltà in singolo questa volta è superata. Dovremo infatti
inveire parecchio e scagliare maledizioni in ogni lingua per sconfiggere il nostro vecchio
C64, che ci darà del filo da torcere con un A.I di ottimo livello. Le idee geniali sono
immortali. Non importa quanto abbiate giocato al primo capitolo; giocare anche Archon II
è un altro passo obbligato per comporre una propria coscienza ludica, la dimostrazione
tangibile di come un seguito possa innovare lo spirito del predecessore senza copiarlo.
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