BARBARIAN - THE ULTIMATE WARRIOR -

barbarian_(palace_software).jpg (45931 bytes)Ricorrere ad Anna Whittaker per la copertina di Barbarian non si rivelò una cattiva idea. Palace ben sapeva quanto la "regina dell'hard" fosse apprezzata in inghilterra, e ne approfittò per consolidare un franchise carnale e al contempo muscolare forgiato da Conan Il Barbaro alcuni anni prima. Fu uno dei primi giochi europei ad essere commercializzato con il limite di età, fatto scaturito non solo dalla provocante copertina (comunque differenziata per ogni versione) ma soprattutto per suoi contenuti esplicitamente "gore". L'unico protagonista del gioco è infatti il sangue, prima dei barbari e prima della regina di turno che dovremo salvare. Violenza serrata, sangue ovunque e, cosa più importante, teste mozzate a volontà. Con Barbarian le decapitazioni divengono istituzione, fine ultimo e ultima gratificazione del gioco a due, perchè nel "single player", effettivamente, la sfida risulta un tantino monotona.

Ma andiamo con ordine sviscerando, dapprima, un sistema di controllo a tratti inedito e probabilmente rivoluzionario per i tempi. Barbarian era un picchiaduro nel vero senso del termine, con decine di mosse effettuabili e con la peculiarità della parata, fattore quasi del tutto trascurato nei precedenti beat'em up per la macchina Commodore. In più delle spettacolari animazioni reggevano una azione davvero frenetica, che si sviluppava in una unica schermata (come International Karate) mostrante degli sfondi di notevole fattura. Per i tempi in cui uscì la grafica di Barbarian era tranquillamente definibile tra le migliori mai prodotte per C64, grazie a un ottimo utilizzo cromatico e una definizione decisamente sopra la media. Non parliamo poi dei virtuosismi in chiave "sadismo esasperato" con cui apprendere una violenza a tratti gratuita, ma di fatto imprescindibile: osservare il nostro opponente accasciarsi al suolo, dopo avergli fatto schizzare via la testa, non è cosa da poco. Quando poi appare l'orco verde sghignazzante che la prende a calci, trascinando al contempo la carcassa decapitata della nostra vittima, il quadro può definirsi completo.

Barbarian resta a tutt'oggi uno dei più violenti videogiochi mai concepiti, un media che se commercializzato nel nostro tempo (magari in 3D) solleverebbe polveroni scomodando psicologi, sociologi, mamme, capi di stato, religiosi vari. Struttura: bisogna ammettere che la struttura dei combattimenti fosse particolarmente ordinata, nonostante alcune ingenuità riscontrabili in modalità "single", dove era possibile battere gran parte degli avversari con un semplice attacco basso e, dopo averli messi al tappeto, tramite un calcio allo stomaco. Certo non riusciva sempre, ma questo fattore limitava innegabilmente il gameplay. Nell'uno contro uno la situazione migliorava decisamente, e non essendovi l'astrusità della cpu potevamo così intraprendere una battaglia all'ultimo sangue, molto strategica e incentrata su di uno stato di forte tensione emotiva: farsi tagliare la testa costituiva umiliazione troppo grande per poterla concedere all'amico convocato a casa, dopo la scuola, proprio per potergli sottoporre l'arte della mutilazione. Come già accennato il parco mosse si presentava piuttosto variegato, consentendo un susseguirsi di movenze non solo diversificate, ma anche fluide e plausibili. Palace catturò pari pari i movimenti di Arnold Schwarznegger per mostrarne a video sì una riproduzione "in miniatura", ma orchestrando con grande cura nei particolari. La mossa del "tagliatesta", con cui il barbaro digitale effettuava una torsione di spalla e braccia resta una sequenza insostituibile nella storia dei videogiochi....

 

 

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PRO

Truculento e sanguinario

Eccellente atmosfera di gioco

                      

CONTRO

Non troppo vario

                      
                      

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