BARBARIAN
II - THE DUNGEON OF DRAX - Tutto sta nel mistero. Nel saper
allestire una sensazione di gioco intensa. Nella congiunzione di atti barbarici a uno
schema avventuroso molto crudo e al contempo avvincente. Parliamo di Barbarian II di
Palace Software, scomparsa nei meandri del fallimento della Commodore, ma comunque ancor
prima che la grande C si dissolvesse lasciando dietro di sè un vuoto oggettivamente
incolmabile. Restano i giochi, fortunatamente, e con essi le saghe leggendarie come quella
di Barbarian (1&2), che giustificano da sole un eventuale "retro" acquisto
dell'8 bit di casa Commodore. Come dire, la cultura del videogioco un tempo riservata a
pochi adepti rivive ancora, anche con una semplice e scarna recensione, tanto per
rimembrare di quel barbaro e quella guerriera in misteriosi luoghi crepuscolari. Barbarian
II si rivelerà un seguito oscuro e viscerale.
Operata la scelta iniziale, in cui scegliere tra barbaro (il medesimo eroe del primo Barbarian) e principessa (o guerriera che dir si voglia) verremo da subito catapultati nell'universo spazioso e inquietante di Barbarian II, rilevando notevoli differenze rispetto al prequel: niente più picchiaduro uno contro uno, ma autentico gioco di azione con tanto di oggetti da raccogliere, percorsi da seguire, ma anche e soprattutto mostri da trucidare senza pietà. Palace non abbandona quindi del tutto la verve del primo episodio, prelevandone la brutalità sanguinaria e adoperandola adesso nelle giuste dosi senza per questo esagerare nelle misture. Barbarian II diviene così una sorta di arcade/adventure molto arcade e molto picchiaduro, arricchito da un variegato comparto mosse. Sarà ancora possibile decapitare, ma per una sorta di autocensura non vi saranno avversari umani bensì creature di ogni specie, tipo salamandre striscianti, occhi volanti, draghi e strani esseri svolazzanti. La cosa più gratificante è staccare quella odiosa testa del drago, per quanto esso stesso sia in grado di stradicare la nostra, masticarla e ingoiarla con estremo ribrezzo dell'eventuale videoplayer e sangue che schizza copioso dal collo martoriato del barbaro. L'intera atmosfera del gioco riporta comunque a quella filosofia cruda e masochista del primo Barbarian, con cui ogni azione da noi mossa appare quasi "manovrata" da un invisibile burattinaio, che ci conduce inesorabilmente alle sue segrete per il fatidico scontro finale. Parlando di programmazione pura, Barbarian II sfoggiava una veste grafica molto attraente, con sprites eccellenti e animazioni decisamente ben riuscite. Le ambientazioni producevano un dettaglio magistrale, con sfumature ben realizzate e background animato con gran classe. Ricordiamo ad esempio le aquile in lontananza, i vulcani in piena eruzione o le teste decapitate (tanto per cambiare) di probabili martiri, con tanto di chioma smossa dal vento. Vi era poi un disegno dei nemici che esternava tutta la passione della Palace Software verso il genere fantasy/horror, culminante nel supremo e monumentale drago, alto praticamente tutto lo schermo e animato in modo incredibile. Il realismo con cui tutto si muoveva, per i tempi, era un fattore predominante, che attirava il videogiocatore in una longevità di gioco molto estesa, anche grazie a un livello di difficoltà ben calibrato e alla geniale intuizione della spada "guida". Difatti sulla base della schermata grafica era disposta una lunga spada animata, che ci indicava la strada da seguire per trovare la porta di accesso al livello successivo. Era ovviamente possibile intraprendere delle scorciatoie, scelta comunque azzardata in quanto latrice di spaventevoli sorprese quali pozzi senza fondo, mostri ancora più agguerriti e letali fiumi di lava....
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PRO |
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Ambientazioni impareggiabili |
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Eccellenti animazioni |
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CONTRO |
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Musiche praticamente assenti |
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