CAMELOT WARRIORS

camelot_warriors.jpg (35142 bytes)Ogni cavaliere prestava giuramento per indossare armi e amministrar giustizia. Ogni cavaliere aveva una missione da compiere, in nome della Santa Chiesa, che lo portava a combattere gli infedeli e le forze del male. Introduzione dovuta per il soggetto del titolo, il protagonista del Camelot Warriors uscito nel lontano 1986 per la macchina Commodore (ne uscì anche una versione Spectrum); si era cavalieri di un tempo lontano, popolato da esseri soprannaturali, dominato dalle tenebre. Un terribile sortilegio ci portava nell’antro oscuro della notte, al fine di sconfiggere il male e tutte le creature al suo servizio. Si era nel regno di Camelot, quel regno dorato facente parte del mito di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. La avventura sarà nostra per lunghe sequenze animate e frammenti di buio fascinoso carico di mistero.

Una grafica generalmente stilizzata riproduceva a video la fantasia di un fanciullo. Erano ambienti scarni, ma fascinosi, in un contesto medievaleggiante che culminava nella caratterizzazione del protagonista principale, per i tempi ben animato, e nel sapiente accompagnamento musicale. La difficoltà dell’avventura, piuttosto alta, conferiva una buona longevità finale perchè mai eccessivamente frustrante : bisognava affrontare  i balzi con molta precisione, e saltare sulle piattaforme calcolando a dovere la posizione dei nemici. Come deducibile dalle immagini, il comparto esteriore era davvero ridotto all'osso, nonostante una buona animazione degli sprites e una certa originalità nella loro rappresentazione. Un fascino magnetico, difficilmente spiegabile, ti prendeva nonostante la grafica, nonostante un sonoro trascurabile. Nel titolo erano comunque presenti tutti quegli elementi medievaleggianti tipici della cultura occidentale: maghi, streghe, incantesimi e sortilegi per arricchire un gameplay molto intenso, che ci vedrà cambiare aspetto esteriore (a un certo punto ci trasformeremo in rospo) per raggiungere locazioni prima inaccessibili. Peccato per un ritmo di gioco forse eccessivamente lento, che ci vedeva percorrere intere sezioni senza che alcun nemico attaccasse; capitava sovente di dover raccogliere un oggetto molto distante, con un conseguente protrarsi di punti morti.

Giocavamo a Camelot Warriors perchè probabilmente non c'era altro che il mercato proponesse, o forse perchè non avevamo le risorse economiche necessarie per una console Sega o Nintendo. Ora, in pieno nuovo millennio, pensiamo sia stato meglio così, perchè la cultura occidentale al videogioco si è sviluppata parallelamente a quella nipponica, e quindi in maniera indipendente. Le novità apportate in ambito squisitamente strutturale, tipo la capacità di metarmorfosi, e la immane visualizzazione dell'oscurità, facevano passare in secondo piano una rappresentazione visiva generalmente poco gradevole. Forse quando realizziamo di aver appreso il senso del videogioco la nostra adolescenza è già finita, e gli strati di polvere che ricoprono lo stesso ne hanno mascherato l'esistenza...Camelot Warriors portava a sè buona parte degli elementi da "platform game" propri del periodo in cui uscì, e in un certo modo è specchio della generazione videoludica di metà anni’80. Il ragazzino, generalmente "occhialuto" e gracile si abbandonava nel tepore della sua cameretta per vivere grandi avventure elettroniche, per estraniarsi dal presente. La ending sequence di Camelot Warriors mostrava un ragazzino risvegliarsi nel suo letto, per accorgersi poco dopo di aver solamente sognato. Un finale carico di misticismo che è tuttora leggenda.

 

 

Cam.gif (10037 bytes)
Cam00.gif (4289 bytes)
Cam01.gif (5244 bytes)
Cam02.gif (4818 bytes)
Cam03.gif (5099 bytes)
Cam04.gif (4942 bytes)
voto_dignitoso.gif (1712 bytes)

PRO

Riuscite ambientazioni medievali

Ottimo spessore di gioco

                      

CONTRO

Grafica scarna

                          
                        

Home

Note di produzione