CATALYPSE

catacover.JPG (70620 bytes)Alcuni mesi fa contattai Andrea Pompili affinchè mi rilasciasse una intervista, cosa che fece di buon grado (vi rimando alla sezione apposita) svelando alcuni interessanti retroscena sulla sua vita di programmatore. Ero curioso perchè cose del genere accadono di rado, e non solo in ambito videoludico. Insomma sviluppare in solitario un videogioco era un fatto quasi sorpassato nel'92, ma addirittura farlo sul C64 nel periodo del suo declino poteva sembrare pura follia. Eppure accadde realmente, e fu proprio un programmatore italiano a rendere possibile l'impossibile. Perchè nessuno avrebbe mai pensato che l'8 bit della Commodore potesse mostrare ancora qualcosa di buono, perchè l'età dell'oro forgiata da Thalamus e Cyberdyne era solo un ricordo e perchè lo sparatutto sul C64 si era fermato ad Armalyte. Ma il momento del riscatto sarebbe giunto con un gioco di nome Catalypse, prodotto da Genias e sviluppato da un tizio completamente fuori di testa.

Caricato il gioco si evincono accese similitudini grafiche con il già menzionato Armalyte di Thalamus, il che non rappresenta necessariamente un difetto, anzi mette il luce ancor di più quanto le ottime soluzioni adottate da Cyberdyne potessero essere implemetate. Forse l'unico vero difetto estetico di Catalypse sta in una certa ripetitività di situazioni, evidentemente riciclate per evitare eccessivi carichi di memoria. Per il resto la realizzazione tecnica è su livelli altissimi, con scrolling ultrafluido e animazioni spettacolari. Godremo di scenari altamente evocativi, costruiti con immane senso estetico e colorati con maestria: dal primo livello all'ultimo è innegabile l'impegno con cui tutto il pacchetto ludico fu confezionato, virtù che in quel periodo non tutte le software house potevano vantarsi di possedere. Ma il reale tocco di classe arriva alla fine di ogni livello, con l'avvento dei mastodontici boss che occupano, il più delle volte, quasi tutta l'area di gioco. Gli stessi sono molto ben animati e risultano davvero impressionanti alla vista, procurando il medesimo effetto visivo cagionato da un certo Turrican. Niente da dire anche dal punto di vista sonoro, con tanto di musiche avvolgenti per ogni stage e colonna sonora introduttiva semplicemente incredibile...

Qualche difettuccio traspare da un livello di difficoltà non sempre ben calibrato, che soffre in alcuni punti di eccessiva congestione di sprites e di evitabili punti morti. Problemi secondari se misurati su di una giocabilità volutamente estrema, ma non per questo inaccessibile. Anzi, a ben guardare era ben più difficile Armalyte di Catalypse, anche se il paragone potrebbe sembrare fuori luogo considerato il lasso temporale (circa due anni) che divideva i due titoli. Il fatto importante è che Catalypse risulta divertente, anzi avvincente. Arrivare alla fine di ogni livello era imperativo per scoprire il raccapricciante disegno dei mostroni, per meravigliarsi sempre di più delle possibilità del buon vecchio C64, che davvero non voleva mollare nonostante il decennio di grandi successi che aveva al suo attivo. Resto della convinzione che Andrea Pompili, così come la maggior parte degli "ultimi" programmatori per Commodore 64, sviluppasse per un senso di sfida indecifrabile, che forse derivava dal profondo attaccamento a quel marchio quasi immortale, che aveva permesso con investimenti minimi la realizzazione di vere pietre miliari videoludiche. Sono trascorsi ben dieci anni da quel fatidico giorno. Molto è cambiato e la stessa Commodore ha cessato di esistere definitivamente, ma il ricordo di ciò che è stato lo porteremo con noi sempre, e difficilmente si potrà cancellare l'importanza di un titolo come Catalypse....  

 

 

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PRO

Tra le migliori grafiche del C64

Sonoro avvincente

                

CONTRO

Livello di difficoltà migliorabile

                  
                      

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Note di produzione