DRACONUS

draconuscover2.JPG (22493 bytes)Zeppelin Games era solita pubblicare i suoi giochi a un prezzo decisamente appetibile. Per portarsi a casa una delle cassette vendute bastava infatti di spendere all'incirca diecimila lire. Naturalmente nella maggior parte dei casi si trattava di cagate pazzesche, di giochi realizzati frettolosamente che risultavano essere decisamente ingiocabili. Ma vi è una eccezione: Draconus. Datato 1988, il gioco non si limitava a rientrare nelle produzioni degne di menzione, ma finiva addirittura per sfiorare l'eccellenza in molti dei suoi segmenti ludici. Il protagonista, una specie di serpente dalle sembianze umanoidi chiamato Frognum, aveva l'arduo compito di stanare Tyrant (un mostro schifoso) e quindi di riportare la pace nel suo mondo. Un mondo mistico abitato ormai da creature ostili, che nel caos della distruzione hanno preso il controllo instaurando il regno del terrore. La avventura è complessa e rigida anche. Muovi la levetta del joystick un attimo in anticipo e vedi Frognum precipitare inesorabilmente da un dirupo. E inizialmente capiterà tanto spesso che comincerete a dubitare della effettiva validità del gioco.

Ma in Draconus è la esplorazione a premiare. I labirinti che creano la mappa di gioco sono concepiti in modo costruttivo, per abituare il giocatore alla frustrazione e stimolarlo alla scoperta di nuovi meandri. Molti gli oggetti utili da raccogliere, e a un certo punto arriva la svolta: Frognum, acquisita una magia, potrà trasformarsi in Draconewt, creatura dalle qualità anfibie. Ed è proprio su queste metamorfosi che vedremo edificarsi le strategie di gioco, laddove ogni singolo oggetto si caratterizzerà come sotto-obiettivo principale se si vuole ambire alla soluzione finale. La effettiva linearità delle azioni da compiere è compensata dalla diabolica disposizione dei nemici, che vedremo apparentemente immobili a inizio schermo, ma che una volta avvicinati prenderanno improvvisamente vita insidiando il nostro incedere. La estensione dei luoghi esplorabili, unita alla agilità di Frognum, che è in grado di saltare, abbassarsi e sputare vampate di fuoco rendono la fruibilità alquanto incalzante, soprattutto se inquadrata nella claustrofobia, estremamente affascinante, delle ambientazioni sotterranee. Segnaliamo un livello di tolleranza graduale ai colpi avversari, che prima di esaurirsi concede da cinque a sei collisioni. Purtroppo i nemici tendono ad "attraversarci" letteralmente, senza suscitare nel Frognum alcuna reazione se non nella dipartita finale.

Draconus è un titolo sorprendentemente complesso. Se si pensa al periodo in cui fu sviluppato (verso gli inizi del 1988), quando era il platform più classico a spopolare e quando sul C64 si pensava più alla forma che alla sostanza (Creatures era ancora ancora distante) viene da chiedersi come mai proprio Zeppelin abbia avuto la lungimiranza di "osare". Visto secondo una prospettiva futuribile, Draconus è tra quei giochi che sono sopravvissuti alla obsolescenza intellettuale del videogioco in 2D grazie allo spessore della loro struttura esplorativa tipica degli arcade adventures. Resta la difficoltà media decisamente elevata non alla portata del videogiocatore nato e cresciuto col Nes, ma forse non è a quel tipo di utente che Draconus si indirizza....In ogni caso grafica di alto livello. In primis le animazioni sono realizzate con grande ausilio di fotogrammi, e la stessa caratterizzazione appare ispirata in ogni contesto. Anche la grafica degli sfondi può dirsi ottimamente realizzata se si osservano tutte le decorazioni (quali sono le sontuose statue o le arcate) e si tiene conto del dettaglio che le caratterizza. Sulla realizzazione sonora, per quanto non vi sia una vera e propria musica portante, si rileva la presenza di ottimi brani nelle cut-scenes e di effetti ben realizzati durante il gioco tutto. Ordunque sono trascorsi diciassette anni dalla realizzazione di Draconus, ma guardacaso ancora oggi si ha l'impressione che il titolo possa offrire ottime possibilità di divertimento. Peccato che la Zeppelin non si sarebbe più ripetuta su tali livelli....       

 

 

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PRO

Elaborata struttura di gioco

Longevità eccelsa
         

CONTRO

Assente una vera colonna sonora

Discretamente lineare

                             

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Note di produzione