| DRAGON'S
KINGDOM Sulla giocabilità di Dragon's Kingdom si potrebbe discutere per settimane senza giungere a una conclusione accomodante. In molti lo ritengono assolutamente ingiocabile. Altri addirittura ne mettono in risalto la eccessiva semplicità pur riconoscendogli un discreto divertimento nell'azione. In realtà pensiamo che il titolo sia giocabile dopo un po' di pratica e divertente di conseguenza. Certo la impossibilità di abbassarsi rende assai problematiche alcune situazioni costringendo il fruitore ai salti mortali, nel vero senso del termine. E' probabilmente questa mancanza a mettere parzialmente in discussione una struttura di gioco comunque avvincente, ricca di tutti i cliche del manuale del videogioco a piattaforme per quanto non completamente originale. Dragon's Kingdom attinge senza pudore ai primi due capitoli della saga di Ghosts'n Ghoblins mischiandone le situazioni e aggiungendovi qualcosa di suo: il programmatore ha sicuramente pensato di non arrischiarsi in una gioco che non proponesse qualcosa di collaudato, puntanto tutto sulla popolarità dei titoli Capcom all'epoca ancora al centro della attenzione. Ritroveremo così svariate armi utilizzabili come la scure, la lancia o la palla di fuoco, che però in questo caso si rivelerà piuttosto efficace, al contrario di quanto accadesse per i capolavori della Capcom. Per quanto riguarda la tecnica generale Retrogaming.it considera Dragon's Kingdom un piccolo capolavoro. L'opera di design dei livelli riesce a conferire una atmofera magica e horrorifera al contempo. Sarebbe d'esempio per le nuove generazioni di programmatori il primo stage della foresta, disegnato seguendo uno stile cromatico estremizzato, o anche la prima fase del secondo livello, impreziosita da soluzioni visive a tratti allucinate (fantasmi crociati che ci vengono incontro mentre il sottofondo musicale riprende il tema di Golden Axe made in Sega). E le citazioni, continue verso i classici del genere e non, raggiungeranno il loro culmine nel terzo livello, in cui comparirà uno splendido fondale parallattico preso pari pari da quello di Hawkeye della Thalamus. Ma il prodotto finito fa in modo che il rimescolamento di svariati elementi di svariati giochi si sposi alla perfezione, creando un videogioco particolare e dalla fisionomia ludica rispettabilmente originale. Come può dirsi originale l'intero comparto musicale (escluso il brano rielaborato di Golden Axe del secondo livello) che nella musica iniziale di caricamento della versione cassetta scala vette inimmaginabili per il Sid del Commodore 64, con una melanconica sinfonia che ancora adesso reputiamo tra le migliori di tutti i tempi relizzate per un videogioco. Per la cronaca, la musica fu realizzata da Marco Marinai di Mamasoft, storico cracker e coder italiano tragicamente scomparso in un incidente stradale. Con la presente recensione, e nel nostro piccolo, speriamo di averne onorato il ricordo.
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PRO |
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E' un gioco italiano |
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| Ottima realizzazione tecnica | |
| Magnifica musica introduttiva | |
CONTRO |
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Impossibilità di abbassarsi |
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