E-motion E' concepibile un puzzle game
assolutamente frustrante ma che nel contempo attiri proprio nella maniacalità
dell'impresa richiesta all'utente?
Datato 1990, quindi cronolgicamente recente per quanto riguarda la storia del C64, che si
sarebbe conclusa(?) nel 92/93, codesto E-motion è la risposta alla
domanda di sopra: socialmente quasi a tema con gli sconvolgimenti politici di quell'anno,
il titolo US-Gold tratta di disarmo nucleare, disarmo attuabile lavorando sul nucleo. Cosa
poi porti a creare una storia per un puzzle game resta ancora un mistero, ma
tanto è. Siamo un pilota da caccia miniaturizzato all'interno di una serie di bombe
nucleari che potrebbero far esplodere l'intero pianeta; lo scopo è di disarmarle rendendo
inoffensivi gli atomi di plutonio in fissione. Ovviamente tale obbiettivo si raggiunge
cozzando contro gli stessi e facendoli rimbalzare l'uno contro l'altro, in barba al FISICO
in copertina.
Proprio la fisica, quella del movimento e della cinetica,
è la parte più elaborata di E-motion (E sta per Einstein): gli atomi sono rappresentati
da sfere colorate, disposte su uno schermo nero, che possono essere stretti fra loro o a
noi da legami, o in libertà di movimento. Possiamo trovare nello schermo
barriere che ci ostacolino, oppure no: fatto sta che noi schizziamo da una parte all'altra
dello schermo spingendo queste sfere, ed esse, a seconda di tutte le varianti, rimbalzano
in qualche direzione. Se due dello stesso colore si scontrano, si annullano a vicenda, e
se a scontrarsi sono due colori differenti, codesti generano una manciata di altre sfere
piu' piccole. Queste ultime, raccolte alla svelta, incrementano la nostra energia, ma se
perdiamo tempo ingrossano e creano molti nuovi problemi. Se impieghiamo troppo tempo i
nostri cari atomi esplodono danneggiandoci. Se riusciamo ad annullarli tutti passiamo al
livello successivo.
Scritto come sopra, tutto il concetto sembrerebbe quasi semplice, ma l'impressione è
sbagliata: E-motion è un vero casino, sono necessarie settimane di pratica per
padroneggiare i movimenti degli oggetti su schermo. Inizialmente le sfere non andranno
assolutamente MAI dove desideriamo noi; la maggior parte dei giocatori si arrende alla
frustrazione che coglie fin dal primo schema e non lascia tregua nell'incedere. Gli
indomiti che però riusciranno, incaponendosi oltre ogni limite, a proseguire e iniziare
ad entrare negli infernali meccanismi del gioco e dominarli, ricaveranno divertimento da
questo puzzle dall'insano concetto, venedone del tutto rapiti. Chi ha la
sventura di farsi prendere dal gioco, si troverà incollato allo schermo
molto, molto a lungo in cerca della traietoria giusta, prendendo a capocciate le pareti di
casa, ma nel contempo congratuladosi con sè stesso per ogni qadro completato con
successo.
Parliamo di un puzzle atipico, dotato di una elevata componente di azione,
richiedente destrezza ai comandi, ma pur sempre di un puzzle per cui non ci
aspettiamo certo virtuosismi nella grafica. Il fatto che però la stessa sia sempre nitida
e comprensibile gioca a favore del prodotto finale. Un accompagnamento musicale in questo
caso non avrebbe fatto schifo, ma i programmatori decisero di farne a meno, in favore di
una sola serie di dong boing e cose simili. Diamo loro atto però
che la gestione della cinetica è di alto livello e non era molto facile da realizzare su
hardware lento come quello dell'intramontabile C64. In conclusione, non stiamo
trattando certo un gioco per tutti, ma un titolo per il quale comunque il tempo non è
passato, dato che l'essenzialità grafica è fondamentale per lo svolgimento dello stesso,
e che oggi come ieri è in grado di accontentare quei puri e folli che sono sempre alla
ricerca di sfide impossibili.
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