THE WAY OF THE EXPLODING FIST

fistcover2.JPG (17053 bytes)Quando si parla di picchiaduro per Commodore 64 si tende a menzionare i capolavori di Archer Maclean (indiscutibile il predominio di IK+) tralasciando colpevolmente quello che è stato il precursore assoluto degli stili e delle tecniche che lo stesso Maclean avrebbe ripreso per i suoi giochi. The Way Of The Exploding Fist, realizzato nel 1985 da una piccola software house australiana, avrebbe fatto scuola instaurando uno standard ludico peculiare e in grando di influenzare una intera generazione di giochi di questo tipo. La novità essenziale risiedeva nella giocabilità estrema e nella frenesia degli scontri, che oltre a presentare una decorazione estetica di prim'ordine realizzava un combattimento carico di strategia e appassionante allorquando si intraprendesse il gioco con un amico. In effetti era possibile eseguire una buona quantità di mosse, tra cui il leggendario calcio all'indietro, nella assoluta semplicità di un sistema di controllo di facile attuazione che allo stesso tempo diveniva intuitivo. Melbourne House puntava alla realizzazione di una giocabilità priva di crepe, riuscendo anche a non trascurare il comparto tecnico generale.

Tra i pregi del gioco va menzionato per primo un sistema di collisioni che finalmente teneva conto della distanza tra gli opponenti, che diventava effettivo solo quando il colpo veniva sferrato nella massima precisione, e quando gli sprites toccavano la zona visibile (tangibile) delle sagome. Sulle prime è un continuo e sterile lisciare dei colpi, ma bastano pochi minuti per entrare in completa simbiosi con la visione di giocabilità portata da Melbourne. La tecnica è tutto. Il tempismo ancora di più. In Exploding Fist vince chi dimostra maggiore colpo d'occhio e migliore rapidità di esecuzione. Come nel Karate vero, in effetti, ed è in questa simmetria di intenti che il titolo sfoggia tutt'ora il suo fascino marziale riuscendo ancora a divertire, e in modo efficace anche. La strutturazione dei quadri è disposta in base al superamento del Dan. Il classico maestro deciderà se siamo stati o meno meritevoli sulla base di un incontro strutturato a round. Dovremo comunque dimostrarci intraprendenti, perchè prendendo a pugni l'aria non faremo altro che avvantaggiare l'avversario e avvicinarci inesorabilmente al game over. Registriamo la presenza di interessanti sottogiochi, tra un Dan e l'altro, che ci vedono affrontare prove del tutto bizzarre quali lo scontro con un toro, o la frantumazione di determinati oggetti.

Il "pugno esplosivo" della titolazione è la metafora del perfezionamento tecnico a cui dovremo ambire per assurgere al Dan finale e divenire il combattente più forte. La sacralità degli sfondi (tra cui si impone il Budda in pietra) dischiude la via del karma e lascia trasmigrare la pace interiore necessaria al completamento ultimo. Perchè per raggiungere l'ultimo Dan dovremo dimostrare nervi saldi e capacità ludiche superiori alla norma. Dimenticatevi pure i picchiaduro odierni e concentratevi su di un sistema che, non sei bravo, non ti lascia vincere. Parlando di grafica terremo a mente che siamo nell'85, e non ci accaniremo più di tanto sul dettaglio. Piuttosto sono le ambientazioni a risultare davvero affascinanti, che seppure modeste nelle colorazioni riescono a rendere credibili le successioni drammatiche dei vari incontri. Ottime, veramente ottime le animazioni dei lottatori, che possono anche permettersi di sfoderare la capriola volante senza perdita di fotogrammi. Sulla caratterizzazione si sarebbe visto di meglio (il busto è chiaramente sproporzionato rispetto alle gambe), ma non vi è molto di cui lamentarsi se pensiamo che le successive incarnazioni di Maclean avrebbero attinto palesemente da tali anatomie, modificandone giusto la proporzione corporale. Il sonoro, ci sia concesso, è fantastico. Eccellente infatti la colonna sonora, che immerge nella atmosfera con la trascendenza di grandi sonorità orientali, senza che gli effetti ne compromettano la valenza spirituale. In conclusione: un pezzo di storia.

 

 

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PRO

Grandissima innovazione tecnica

Ottima giocabilità
             

CONTRO

Graficamente non il massimo

                       
                           

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