| THE WAY OF
THE EXPLODING FIST Tra i pregi del gioco va menzionato per primo un sistema di collisioni che finalmente teneva conto della distanza tra gli opponenti, che diventava effettivo solo quando il colpo veniva sferrato nella massima precisione, e quando gli sprites toccavano la zona visibile (tangibile) delle sagome. Sulle prime è un continuo e sterile lisciare dei colpi, ma bastano pochi minuti per entrare in completa simbiosi con la visione di giocabilità portata da Melbourne. La tecnica è tutto. Il tempismo ancora di più. In Exploding Fist vince chi dimostra maggiore colpo d'occhio e migliore rapidità di esecuzione. Come nel Karate vero, in effetti, ed è in questa simmetria di intenti che il titolo sfoggia tutt'ora il suo fascino marziale riuscendo ancora a divertire, e in modo efficace anche. La strutturazione dei quadri è disposta in base al superamento del Dan. Il classico maestro deciderà se siamo stati o meno meritevoli sulla base di un incontro strutturato a round. Dovremo comunque dimostrarci intraprendenti, perchè prendendo a pugni l'aria non faremo altro che avvantaggiare l'avversario e avvicinarci inesorabilmente al game over. Registriamo la presenza di interessanti sottogiochi, tra un Dan e l'altro, che ci vedono affrontare prove del tutto bizzarre quali lo scontro con un toro, o la frantumazione di determinati oggetti. Il "pugno esplosivo" della titolazione è la metafora del perfezionamento tecnico a cui dovremo ambire per assurgere al Dan finale e divenire il combattente più forte. La sacralità degli sfondi (tra cui si impone il Budda in pietra) dischiude la via del karma e lascia trasmigrare la pace interiore necessaria al completamento ultimo. Perchè per raggiungere l'ultimo Dan dovremo dimostrare nervi saldi e capacità ludiche superiori alla norma. Dimenticatevi pure i picchiaduro odierni e concentratevi su di un sistema che, non sei bravo, non ti lascia vincere. Parlando di grafica terremo a mente che siamo nell'85, e non ci accaniremo più di tanto sul dettaglio. Piuttosto sono le ambientazioni a risultare davvero affascinanti, che seppure modeste nelle colorazioni riescono a rendere credibili le successioni drammatiche dei vari incontri. Ottime, veramente ottime le animazioni dei lottatori, che possono anche permettersi di sfoderare la capriola volante senza perdita di fotogrammi. Sulla caratterizzazione si sarebbe visto di meglio (il busto è chiaramente sproporzionato rispetto alle gambe), ma non vi è molto di cui lamentarsi se pensiamo che le successive incarnazioni di Maclean avrebbero attinto palesemente da tali anatomie, modificandone giusto la proporzione corporale. Il sonoro, ci sia concesso, è fantastico. Eccellente infatti la colonna sonora, che immerge nella atmosfera con la trascendenza di grandi sonorità orientali, senza che gli effetti ne compromettano la valenza spirituale. In conclusione: un pezzo di storia.
|
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Grandissima innovazione tecnica |
|
| Ottima giocabilità | |
CONTRO |
|
Graficamente non il massimo |
|