FORMULA 1
3D: F1 Manager II In realtà il nome completo era Formula
1 3D: Formula 1 Manager II, probabilmente per uniformarsi al titolo della
versione (a dire il vero orribile) per Amiga; infatti di treddì questo gioco
non aveva proprio nulla. Si trattava in realtà del seguito di F1 Manager, uscito
nell89 sempre per Commodore 64. Ma più che un seguito potremmo definirlo una
versione riveduta, corretta ed aggiornata del prequel. Sebbene la prima volta che
lo provai non capii proprio nulla nè del tipo del gioco, nè cosa diavolo fosse quel
benedetto Manager, dopo qualche annetto sarebbe diventato il floppy disk
probabilmente più consumato della mia collezione (fino a rovinarlo in maniera
irreparabile). Al pari di I Play 3D Soccer,
anche F1 Manager trasuda di quella filosofia che Simulmondo cercava di imprimere ai suoi
giochi sportivi, ovvero la ricerca della simulazione e del realismo senza tralasciare il
divertimento.Si iniziava il campionato con a disposizione un budget per coprire tutte le spese: lingaggio del pilota, la scelta dellautovettura, il quantitativo di meccanici e di ingegneri. La scelta del pilota, dal nome rigorosamente fittizio in quanto rappresentanza di una giovane promessa, era basato su tre parametri (abilità, coraggio e tattica) che ne determinavano il comportamento in gara, ovvero la sua attitudine al rischio e la sua capacità nel sorpassare o mantenere la posizione. Poi si passava alla scelta dei motori e dei telai dove, a meno che non fosse stato scelto un brocco, era quasi impossibile scegliere il motore Ferrari oppure Honda (spesso ripiegavo sulleconomico propulsore Ford). Rimanevano poi le scelte puramente estetiche, come il colore dellauto e la forma degli alettoni e, cosa più importante, la selezione del personale, ovvero quanti meccanici ed ingegnerei ingaggiare. Fatte queste scelte, che sarebbero state mantenute per lintera stagione, cominciava il campionato. E qui iniziava il bello. In ognuna delle 16 gare dovevamo scegliere uno dei 16 sponsor, con annessi premi in denaro differenti. Seppure apparentemente superflua questa era una scelta fondamentale perché ogni sponsor poteva essere utilizzato una volta soltanto; stava quindi a noi utilizzare gli sponsor più generosi per le gare in cui eccellevamo per relegare gli sponsor minori alle gare in cui sapevamo di non piazzarci troppo bene. Fatti gli ultimi aggiustamenti (ammortizzatori, alettoni e gomme) si iniziava finalmente a correre: 3 giri per cercare ottenere un tempo dignitoso. Qui lapproccio era davvero giocato, con uninedita visuale simil camera-car dove vedevamo tanto le mani del pilota quanto il muso della nostra monoposto. Peccato che il controllo fosse troppo legnoso e che, se non si conosceva la sequenza delle curve, era impossibile finire in una posizione decente. Ma era durante la gara che veniva fuori la vera natura manageriale di F1 Manager 2: impossibilitati a correre come in un qualsivoglia gioco di guida il nostro ruolo era a metà tra quello di spettatore e quello di Briatore. Sulla metà superiore dello schermo osservavamo le azione salienti della gara, tra sorpassi, incidenti e ritiri ( il tutto rappresentato da ottime immagini talvolta statiche, altre volte dinamiche) mentre su quella inferiore controllavamo i parametri della nostra autovettura (posizione, temperatura, usura delle gomme) e davamo le direttive al pilota. Già, le direttive: aumentare o diminuire la velocità media, regolare il livello di attacco/difesa (fondamentale perché un eccessivo livello di attacco aumentava la probabilità di sorpassare ma allo stesso modo introduceva il rischio di uscire di pista) e ordinare, in caso di gomme troppo usurate, la sosta ai box (inutile dire che il numero dei meccanici ingaggiati era cruciale per la rapidità delle soste). Ovviamente il tutto era abbastanza semplice e non troppo reale (un sorpasso ogni cinque secondi) ma, vuoi per la presenza dei piloti veri con i vari Senna, Mansell e Prost, vuoi per latmosfera televisiva ricreata, il tutto appariva comunque realistico e plausibile. E la longevità non era da meno. Perché se era difficile vincere una gara, vincere il campionato alla prima stagione risultava unimpresa quasi titanica. E ancora era possibile salvare, tra una gara e laltra, su nastro o su dischetto, cosa alquanto inutile sui moderni emulatori ma fondamentale allepoca per portare a termine una stagione. Resta quindi un titolo degno di nota questo Formula 1 Manger II sia perché unico nel suo genere sia perché, nella sua semplicità, risulta divertente tuttora. Si tratta probabilmente della migliore produzione della software house bolognese nonché della perfetta incarnazione della filosofia Simulmondo, che punta sul gioco con elementi simulativi ma sempre divertente e per nulla macchinoso.
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PRO |
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Primo e unico manageriale di F1 |
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| per Commodore 64 | |
| Possibilità di editare tutti i piloti | |
Difficile al punto giusto |
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CONTRO |
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Qualifiche mal realizzate |
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