GHOULS'N GHOSTS

ghoulscover2.png (20478 bytes)Un anno dopo la sorprendente conversione di Bionic Commando, il trio delle meraviglie composto da Stephen Ruddy, Andrew Threlfall e Tim Follin si riunì in occasione del porting di Ghouls'n Ghosts. Questa volta la missione era ancora più improba a causa della mostruosa portata tecnologica del coin op, che inoltre in quel periodo rappresentava il culmine grafico raggiunto da Capcom nell'ambito degli arcade. Eppure l'obiettivo di trasportare su Commodore 64 la essenza di Ghouls'n Ghosts venne centrato appieno: pure menomata dello sfondo parallattico animato, del numero degli sprites a video e del ridimensionamento degli stessi, la conversione finiva per essere un sentito e appassionato tributo verso quell'indiscusso capolavoro di grafica e giocabilità. A quei tempi l'utente tipo del C64 apprezzò tantissimo l'adattamento, ma anche la stampa specializzata riconobbe nel lavoro di Software Creations una raggiunta massimazione delle possibilità tecniche dell'otto bit. La versione da sala era un'altra cosa, ma noi tutti amavamo questa conversione.

Essendo un personal computer dei primi anni '80, e quindi trovandosi in netto svantaggio rispetto alle console giapponesi, la sorte del Commodore 64 in ambito conversioni era quasi sempre segnata. E' per questo che quando il sessantaquattrista medio si accorse che era possibile sferrare il fulmine cruciforme a caricamento credette di trovarsi difronte al coin op. E' per questo che, malgrado Arthur sembrasse un cubo di ghiaccio con le gambe, tutti quanti fecero "iiiiiiiiihhh" alla apparizione del mostro che brandiva la sua testa. Vi era un nonsochè di affascinante in questa conversione, che si esprimeva attraverso soluzioni grafiche sì adattate, ma in un certo senso reinterpretate in una forma più arcaica e minimalista. I "simboli" che avevano reso il coin op immediatamente riconoscibile, quali erano gli alberi e gli avvoltoi del primo livello, i mulini a vento del secondo e i cavalieri spettri del terzo rimanevano tali, istituzionalizzando anche sul Commodore 64 un clichè stenografico medievale di contaminazione e contemplazione. La mappa di tutti i livelli era la medesima. Ne consegue che la lunghezza complessiva, visto anche l'elevato livello di difficoltà, rispetti grossomodo le cadenze originali. Purtroppo il rilevamento delle collisioni mostra qualche incertezza durante i salti da una piattaforma all'altra, soprattutto nei livelli avanzati.....

Ghouls'n Ghosts edizione Commodore 64 ha un suo perchè. Nel 1989 i ragazzini che potevano permettersi la conversione Megadrive si contavano sulle dita di una mano, quindi la via più semplice per portarsi a casa una parvenza dell'arcade era sborsare ventimila lire per la versione cassetta, magari compilando il modulo d'ordine della "Softmail" sulle pagine di Zzap!. E ne sarebbe valsa la pena solo per ascoltare la monumentale colonna sonora realizzata da Tim Follin, che come accaduto in Bionic Commando non si limitò a riprodurre le musiche originali. La orchestrazione, se vogliamo, raggiunge livelli di complessità anche superiori al summenzionato, offrendo al Sid del C64 una rielaborazione della metrica acustica originaria; attraverso uno slancio megalomane del tipo "vi faccio vedere io come si scrive la musica" Follin reinventa il brano del primo livello trasformandolo in una lieve ballata rinascimentale, polifonizza e allunga quello del secondo aggiungedovi una terza partitura dopo il ritornello breve, perfeziona le restanti musiche e, non pago, realizza un brano inedito nella schermata dei titoli - accompagnato da un incredibile effetto pioggia - nonchè una ulteriore ballata medievale per la schermata di inserimento dei record. Questa conversione di Ghouls'n Ghosts è così, lontana dall'arcade nel senso più pratico del termine ma piuttosto vicina allo stesso nel fascino e nella essenza. Riteniamo che, per una buona formazione culturale, il titolo meriti una certa considerazione bibliografica, se non altro per rendere omaggio a un trio di artisti del pixel che ebbe a cimentarsi con l'impossibile.

 

 

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PRO

Tutta la essenza dell'arcade

Convincente giocabilità generale
Colonna sonora trascendente

CONTRO

Disegno di Arthur migliorabile

Qualche problema nel rilevamento

delle collisioni

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Note di produzione