THE GREAT
GIANA SISTERS Era un clone spudorato di Super
Mario Bros., ma divertente in egual misura. Manfred Trenz lo realizzò conscio
dell'esistenza di Super Mario Bros., ma sicuro di competervi ad armi pari. In Great Giana
Sisters si poteva giocare in due, non contemporaneamente, ma la sfida era anche
incentivata dalla riuscita caratterizzazione degli sprites principali. La grafica
spensierata e la meccanica si avvicinavano parecchio al blasonato idraulico delle sale
giochi, ma risultavano sufficientemente rielaborati da garantire una discreta varietà di
situazioni. Great Giana Sisters è "passato alla storia" per aver osato sfidare
IL Nome su di una macchina, a otto bit, che non avrebbe mai potuto godere della
conversione diretta da arcade. Manfred Trenz cercava di porvi rimedio,
almeno parzialmente, con un titolo controverso e spudoratamente derivato dalla legge dei
platform games Nintendo. Ma di plagio non si trattò, ne siamo convinti, perchè la
profondità delle "sorelle" attinge si da Super Mario, ma ne diversifica le
attitudini.
Avevamo quindi la riproduzione dello stile grafico di Super
Mario con caratterizzazione al femminile per i protagonisti, e il tutto viene
"sbattuto" sul mercato con la pretesa di ottenere successo. Successo che
sopravvenne, inevitabile, perché al pubblico Great Giana Sisters piaceva
a prescindere, vuoi perché "le sorelle" erano più carine di Mario, vuoi per
leccezionale musica introduttiva (Chris Huelsbeck) che evocava fascino e mistero. La
grafica, apparentemente semplicistica, registrava una accuratezza nel design accomunabile
alle grandi produzioni platform: la caratterizzazione dei nemici, le colorazioni
sgargianti, la stessa animazione del personaggio principale faceva inevitabile presa. In
giocabilità poi non ci discostiamo troppo dalla grafica, in quanto il tutto risulta
estremamente immediato nei comandi e nella annessa assimilazione dei movimenti base. Era
possibile modificare il salto, variandone la direzione aerea e la lunghezza di gittata;
acquisendo determinati items si acquisiva anche la possibilità di sparo (una sfera
rimbalzante). Molto ben delineate le abilità della protagonista, che acquisiva
gradualmente la possibilità di sfondare le rocce con la testa, sparare queste strane
palline di gomma e potenziarne l'efficacia in maniera graduale. La attinenza con Mario non
guasta affatto.
I livelli di gioco erano tantissimi, con i consueti bonus
stages e oggetti da raccogliere, con la schematicità delle piattaforme e una
allegrezza diffusa. Il punto di forza è comunque il gameplay: Great Giana Sisters
è quanto di più giocabile e divertente il Commodore 64 potesse esprimere in quegli anni.
E in tal modo il boicottaggio Nintendo nei confronti di tutti i personal computer si
faceva sentire meno con un gioco che teneva testa ai suoi titoli più blasonati. Il fatto
è che Great Giana Sisters era irriverente, forse più per ragioni ideologiche; il gioco
fu inizialmente ritirato dal mercato per ovvie vicissitudini legali, ma questo non gli
impedì di ottenere un grandissimo successo di pubblico (ormai lo conoscevano tutti, e la
pirateria non fece altro che alimentarne la diffusione). Negare oggi il grande
coinvolgimento che il titolo cagionava sarebbe peccare di qualunquismo. Great Giana
Sisters era un gioco programmato da un perfezionista dei generi già entrato nella storia
con Turrican il cui connubio con Rainbow Arts proseguiva dando i suoi frutti migliori:
dalla disposizione dei livelli alla tipologia di salto, dalla caratterizzazione dei nemici
alla colorazione "positiva", si riusciva ad apprendere una soluzione ludica
speculativa, che agiva sull'utente per avvantaggiarsi delle sue debolezze cromatiche, per
saggiarne l'abilità al cospetto di meccanismi elementari e inesorabilmente immediati. La
elementare facilità dei primi livelli non farà altro che incentivare una giocabilità
attraente, che misura le capacità del videogiocatore per imprimere, diabolicamente, la
sua legge e prostrarlo dinnanzi all'unica, vera motivazione di fondo: il divertimento.
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