THE GREAT GIANA SISTERS

giana_sisters.jpg (67653 bytes)Era un clone spudorato di Super Mario Bros., ma divertente in egual misura. Manfred Trenz lo realizzò conscio dell'esistenza di Super Mario Bros., ma sicuro di competervi ad armi pari. In Great Giana Sisters si poteva giocare in due, non contemporaneamente, ma la sfida era anche incentivata dalla riuscita caratterizzazione degli sprites principali. La grafica spensierata e la meccanica si avvicinavano parecchio al blasonato idraulico delle sale giochi, ma risultavano sufficientemente rielaborati da garantire una discreta varietà di situazioni. Great Giana Sisters è "passato alla storia" per aver osato sfidare IL Nome su di una macchina, a otto bit, che non avrebbe mai potuto godere della conversione diretta da arcade. Manfred Trenz cercava di porvi rimedio, almeno parzialmente, con un titolo controverso e spudoratamente derivato dalla legge dei platform games Nintendo. Ma di plagio non si trattò, ne siamo convinti, perchè la profondità delle "sorelle" attinge si da Super Mario, ma ne diversifica le attitudini.

Avevamo quindi la riproduzione dello stile grafico di Super Mario con caratterizzazione al femminile per i protagonisti, e il tutto viene "sbattuto" sul mercato con la pretesa di ottenere successo. Successo che sopravvenne, inevitabile, perché al pubblico Great Giana Sisters piaceva a prescindere, vuoi perché "le sorelle" erano più carine di Mario, vuoi per l’eccezionale musica introduttiva (Chris Huelsbeck) che evocava fascino e mistero. La grafica, apparentemente semplicistica, registrava una accuratezza nel design accomunabile alle grandi produzioni platform: la caratterizzazione dei nemici, le colorazioni sgargianti, la stessa animazione del personaggio principale faceva inevitabile presa. In giocabilità poi non ci discostiamo troppo dalla grafica, in quanto il tutto risulta estremamente immediato nei comandi e nella annessa assimilazione dei movimenti base. Era possibile modificare il salto, variandone la direzione aerea e la lunghezza di gittata; acquisendo determinati items si acquisiva anche la possibilità di sparo (una sfera rimbalzante). Molto ben delineate le abilità della protagonista, che acquisiva gradualmente la possibilità di sfondare le rocce con la testa, sparare queste strane palline di gomma e potenziarne l'efficacia in maniera graduale. La attinenza con Mario non guasta affatto.

I livelli di gioco erano tantissimi, con i consueti bonus stages e oggetti da raccogliere, con la schematicità delle piattaforme e una allegrezza diffusa. Il punto di forza è comunque il gameplay: Great Giana Sisters è quanto di più giocabile e divertente il Commodore 64 potesse esprimere in quegli anni. E in tal modo il boicottaggio Nintendo nei confronti di tutti i personal computer si faceva sentire meno con un gioco che teneva testa ai suoi titoli più blasonati. Il fatto è che Great Giana Sisters era irriverente, forse più per ragioni ideologiche; il gioco fu inizialmente ritirato dal mercato per ovvie vicissitudini legali, ma questo non gli impedì di ottenere un grandissimo successo di pubblico (ormai lo conoscevano tutti, e la pirateria non fece altro che alimentarne la diffusione). Negare oggi il grande coinvolgimento che il titolo cagionava sarebbe peccare di qualunquismo. Great Giana Sisters era un gioco programmato da un perfezionista dei generi già entrato nella storia con Turrican il cui connubio con Rainbow Arts proseguiva dando i suoi frutti migliori: dalla disposizione dei livelli alla tipologia di salto, dalla caratterizzazione dei nemici alla colorazione "positiva", si riusciva ad apprendere una soluzione ludica speculativa, che agiva sull'utente per avvantaggiarsi delle sue debolezze cromatiche, per saggiarne l'abilità al cospetto di meccanismi elementari e inesorabilmente immediati. La elementare facilità dei primi livelli non farà altro che incentivare una giocabilità attraente, che misura le capacità del videogiocatore per imprimere, diabolicamente, la sua legge e prostrarlo dinnanzi all'unica, vera motivazione di fondo: il divertimento.

 

 

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PRO

Grafica molto ben resa

Musica introduttiva di Huelsbeck

Appassionante

CONTRO

Concept non certo innovativo

                      
                          

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Note di produzione