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KARATE + Consumando contro umanità il tecnicismo aumenta in modo sensibile, anche a ragione della presenza di un terzo avversario computerizzato a display; in IK + si combatte in tre, ed è possibilmente questa la accorrenza più radicale che Archer Maclean introduce a forma di reinvenzione del metodo di combattimento unilaterale allora in vigore. IK+ è l'antipicchiaduro: tenuto conto che non esiste alcuna barra di energia riferibile per avversario, il titolo necessita di padronanza, impegno, studio. Urge dimenticarsi delle super mosse da sala e concentrare le combinazioni del joystick sulle mosse di imminente (immanente) efficacia, vista la velocità con cui l'azione usa assumere forma. Centri l'avversario e lo stesso andrà al tappeto: un colpo, un morto. In virtù del puntuale sistema di collisioni, sarà tutt'altro che usuale mettere a segno il pugno o il calcio se non quando sferrati al pixel, dato il movimento più o meno costante di sfidanti silicei che per questo si scoprono difficilmente. Il sistema di gioco funziona. Ci sarà anche un solo sfondo, ma le varianti si avvertono nella impennata costante del livello di difficoltà, che dalla cintura gialla in poi sembra privilegiare il tatticismo e la ponderazione. IK+ allena la mente. La arte marziale si avverte attraverso il potere decisionale della saggezza, del flusso corporeo. Malgrado l'intercorso trapasso del C64, oggi non sembrano esservi videogiochi realmente comparabili all'opera di Maclean. Il solo Bushido Blade formato Playstation vuole avvicinarvisi marginalmente per il concetto di realismo a contatto. Perché, come si diceva, un tocco e a terra, con l'interessante possibilità di adottare una mossa di evasione (per altro di assai difficile innesco). International Karate+ è un videogioco atipico: sul suolo del beat'em up rappresenta il ramo squisitamente strategico di una filosofia della collisione evidentemente mutuata da Exploding Fist e comunque originale per vocazione e icone, sicché tra i fattori trainanti del picchiaduro stia l'intuizione umoristica della caduta di braghe, quando il joystick è inattivo, o anche la figura dell'inserviente nel menu degli high score. L'intermezzo vede questo interessante esercizio di riflesso a mezzo del quale le sfere metalliche rimbalzanti vengono lanciate da entrambi i versi dello schermo e dove Noi, col respingente, si deve centrarle a oltranza. Rimarchevole picchiatore. Maclean scrive un codice virtuoso, a struttura scalare, di uniforme perfezione lì quando la zona di interazione si accede all'interfase di mera visuale, lo sprite che si muove, lo sfondo che si muove. Il suono è di campionatura. Si sente il ferro che sbatte, il pugno che impatta, il grido del karateka che affonda. Verosimile, IK+, attuate le dovute proporzioni. Ché se così non fosse stato non lo avrebbero di certo convertito per Playstation - ma proprio conversione: presa l'edizione Amiga e messa su CD - per i mercati Pal, a Duemila inoltrato. Semplicemente intramontabile, IK+ sancisce una delle pagine più memorabili della storia del Commodore 64.
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PRO |
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Animazione di altissimo livello |
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Eccellente modalità per 2 giocatori |
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CONTRO |
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Meno radicale nel gioco singolo |
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