KRAKOUT Arkanoid per Commodore 64 si rivelò
unottima conversione, molto simile - fatte le dovute proporzioni grafiche -
alloriginale da sala. Krakout era un clone di Arkanoid, inquadrato però in
orizzontale e con un indefinito numero di quadri. Per primo : le musiche.
Straordinariamente orecchiabili, davano un senso di "giocosità" estrema.
Secondo : la grafica. Cubettosa è vero, ma funzionale, veloce, colorata, ben
definita. Terzo : longevità. Mooolto lungo, lunghissimo, praticamente eterno - non
so ancora quanti livelli avesse, ma erano tanti ma tanti -, e per ultimo la giocabilità
proponeva una evoluzione di Arkanoid, essendovi elementi inediti che completavano
strutture già conosciute. L' elemento che incentivava la rigiocabilità era costituito
dalla figura di un demone, che sovente si involava verso di noi, a grande velocità ;
nel caso fossimo riusciti a "catturarlo" ci venivano concessi dei bonus quali
vite aggiuntive, "balzi" di stage e quantaltro.
Nonostante la generale semplicità del programma, Krakout
denota una programmazione pressochè impeccabile: velocità, collisione con gli sprites,
animazioni, conformzione degli stages evincono una studiata meccanica di gioco, che poi
sfocia nella giocabilità estrema e gratificante del tutto. Un divertimento innato e
appagante che diviene droga man mano che i livelli cominciano a scorrere sul display,
mentre non ci accorgiano nemmeno del catatonico scorrere del tempo. Originali anche gli
upgrade acquisibili dalle classiche lettere dietro i mattoncini, discretamente
diversificati dal progenitore Arkanoid e, molto spesso, arricchite di intrusioni inedite
tipo il missile spaccatutto (devastante e bellissimo) o il muro doppio che
"stressava" l'azione per poi scomparire improvvisamente. La lettera
"E" resta comunque la più sicura in termini di affidabilità (come del resto
accadeva per Arkanoid) in quanto raddoppiava la lunghezza della stanghetta. Krakout
è un brackout visto sotto una prospettiva inedita che tutto sommato risultava
efficace. Se avessero adottato una visuale verticale forse oggi non saremmo qui a tessere
le lodi di un titolo storico.
Krakout è di fatto degno rappresentante di una tipologia
di gioco del tutto scomparsa verso la fine degli anni'90, "struttura" che aveva
spopolato sia in sala giochi che su tutte le piattaforme domestiche conosciute. Ricordiamo
diverse conversioni di Arkanoid, e produzioni "originali" che riprendevano pari
pari il concetto assunto dal capolavoro Taito, ma è proprio in questo che Krakout si
distingue dalla massa. Facendo un parallelismo, Arkanoid sta a Krakout come Kick Off sta a
Sensible Soccer. Evoluzione prima di tutto, nonostante le basi illustri, ma evoluzione
costruttiva in tutto, che attinge dal "passato" per delineare una produzione
parzialmente originale. Krakout diverte, esprime una estrema solidità strutturale e
contiene intrusioni innovative sia sulla giocabilità che nel comparto estetico. Se poi
parliamo del sonoro si resta parzialmente spiazzati. Abituati al silenzio diffuso di
Arkanoid sorprende trovare in Krakout una colonna sonora a dir poco grandiosa. Tutti i
sottofondi musicali hanno la peculiarità di trainare l'azione rendendola ancora più
frenetica e incalzante: indimenticabili risultano i motivetti seguiti dal basso e dalla
tastiera elettronica, con il sibilio iniziale che da vita a un piccolo capolavoro
musicale. E dire che nel periodo della sua uscita il gioco fu stranamente sottostimato,
sia dalla stampa inglese che da quella italiana, ma oggi lo si può giudicare in modo più
approfondito e con maggiore imparzialità. Sostengo senza troppe riserve che Krakout sia a
tratti migliore di Arkanoid, nonostante il comparto grafico evidentemente inferiore
per via degli otto bit ma comunque soddisfacente considerando il periodo di uscita.
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