THE LAST
NINJA "L'obiettivo di System 3 software è creare una nuova
era dell' intrattenimento casalingo. Dare vita a una serie di giochi dotati di grafica
esaltante, struttra complessa, azione ed enigmi. Last Ninja è il primo esponente di
questa lunga serie. Entrate nei panni dell'ultimo guerriero invisibile, aiutatelo nella
sua vendetta". Erano più o meno queste
le parole con cui System 3 ci invitava ad avvicinarci al suo nuovo nato venti anni or
sono, nel 1987, prefiggendosi nel contempo di rivoluzionare l'affollata scena del
videogame su C64. Grandi ambizioni. The Last Ninja fu in effetti un gioco
rivoluzionario, ma tale innovazione non stava certo nella trama: il malvagio e potente
Shogun, vedendo il suo potere minacciato dalla fratellanza dei ninja, decise di farli
sterminare tramite l'evocazione di forze oscure, mentre costoro erano disarmati e sbronzi
a un raduno nella remota isola di Lie Fen. L'unico guerriero a salvarsi fu il giovane
Armakuni, ufficialmente in missione ma che in realtà stava arrivando con un penoso
ritardo causa ruota forata alla sua scassatissima panda.
Armakuni non vedeva lo stipendio da circa tre mesi per cui
alla notizia dello sterminio dei suoi datori di lavoro si infuriò come una belva
decidendo di farsi pagare tutto e subito dal malefico shogun Kunitori. Terminati gli
scherzi e il caricamento del primo livello, ci troveremo subito calati nel contesto di un
Giappone antico e mistico, dipinto magistralmente con una tavolozza di soli 16 colori,
mentre verremo avvolti da una colonna sonora dal gusto orientale d'atmosfera e dalle
nitide orchestrazioni. Inizieremo quindi a muoverci in uno spazio isometrico, ai comandi
del nostro eroe nero vestito, affrontando gli scagnozzi del malvagio shogun pirima con
calci e pugni e poi con armi quali bastoni, nunchaku, spade, shuriken e bombe. Tutto
l'armamentario del ninja classico insomma. In ogni caso i combattimenti per Armakuni sono
soltanto una perdita di tempo; vero fulcro del gioco è difatti la ricerca e l'uso, per
determinate situazioni, di chiavi, corde, amuleti e altro ancora. Solo in questo modo
potremo proseguire nell'avventura e arrivare allo scontro con Kunitori. In epoca '87
un'avventura così articolata e nel contempo dotata di grafica ispirata e colonna sonora
da kolossal il commodre64 non l'aveva ancora vista, e quindi Last Ninja colpì, e colpì
duro con un successo commerciale incredibile.
Non è possibile negare il fatto che il classico di System3
creasse sorpresa, al momento dell'uscita, rappresentando l'inizio di un nuovo corso.
Purtroppo, come ogni inizio, non si era esenti da difetti: il controllo dell'eroe risulta
ostico, e spesso ci ritroveremo completamente impacciati a camminare di schiena tentando
disperatamente di voltarci. Gli ambienti, pur curati al dettaglio, sono spesso ripetitivi,
e infine alcune sezioni nelle quali dovremo attraversare dei torrenti balzando da una
pietra ad un altra sono assolutamente improponibili, e possono essere superate solo grazie
a infiniti tentativi e una grande dose di fortuna. Ciò accade perchè la prospettiva è
ingannevole e le stesse collisioni col suolo risultano sballate: immaginate di calibrare
un salto al millimetro, atterrare sulla pietra giusta e vedere il ninja che affoga
sprofondando nella roccia come se essa fosse impalpabile. Se un passaggio in un videogame
e' diffcile, risulta una sfida, ma se e' impossibile causa cattiva programmazione non ci
resta che il rammarico, perchè la cosa più complicata del gioco è quel miserabile fiume
del primo livello, e non le diaboliche trappole dello shogun nella fortezza finale. Grande
lavoro quindi, ma non tutto bene per System3. Il titolo costituì comunque un serio
trampolino di lancio per la casa, che in seguito non avrebbe più sbagliato un colpo e si
sarebbe estesa a lavorare per tutte le altre piatfaforme dell'epoca, Amiga in primis, ma
questa è un altra storia...
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