| MAYHEM IN
MONSTERLAND Mayhem è una dimostrazione di forza. Un gioco che sarebbe stato a suo agio anche sul Megadrive, magari con qualche colore in più, ma non poi troppi. Sta di fatto che l'azione si svolge nel modo consueto dei platforms da sala giochi, con cinque livelli da affrontare e mille insidie da eludere. Scopo del gioco, naturalmente trovare l'uscita e passare allo stage successivo. La genialata dei Rowlands sta nell'aver concepito, per ogni livello, due strade del colore differenti scisse nel sad e nell'happy state. Ciò sta a significare che dovremo percorre lo stesso livello due volte, dapprima con gradazioni cromatiche notturne, e poi nello sfarzo di una colorazione tipo arcobaleno. Ma le differenze non sono unicamente estetiche: se nel sad state avremo il compito di ricercare un determinato numero di "sacche magiche" nascoste all'interno di determinati nemici (per abbatterli basterà saltargli sopra in stile Super Mario), nell'happy state dovremo acquisire un grande quantitativo di stelle sparse un po' ovunque. Ciò rende l'approccio al gioco alquanto originale, grazie a una formula platform-arcade mista a ricerca che scongiura definitivamente eventuali stati di noia. Il gioco viene naturale, e si persiste perchè gli ingredienti sono approntati a incastro, come in un puzzle la cui immagine finale rispecchia le aspettative creandosi da sè. Mayhem è pura arte della programmazione.... Quando Steve Rowlands concepì la grafica del gioco il punto di partenza fu senza dubbio Creatures. Ma non si trattò di un semplice scopiazzamento: attingendo alle colorazioni del summenzionato capolavoro, Steve costruì una ambientazione reminiscente, che andava a migliorare un principio estetico apparentemente inarrivabile. Mayhem in Monsterland travalica l'impossibile, costringendo il martoriato chip a 8 bit del C64 a visualizzare qualcosa che solo Amiga e Megadrive avrebbero in teoria potuto gestire. Quì stiamo parlando di effetti grafici all'avanguardia: completo scrolling parallattico, sfumature cromatiche, scrolling a 50 Hz spaccati, animazioni fluidissime, effetti di persistenza luminosa nei livelli con temporale sullo sfondo. Prima di Mayhem, sul C64 non si erano mai visti tutti questi elementi convivere in un unico gioco, ma a quanto pare alla Apex appartengono al club elitario fondato da Manfred Trenz e company secondo cui realizzare un gioco normale signifcava non realizzarlo affatto. Sul sonoro, malgrado non possa dirsi straordinario quanto la grafica, si è comunque su ottimi livelli. Musiche carine accompagnano gradevolmente l'azione, proponendo effetti molto nitidi efficacemente integrati al background. L'unica fatto contestabile al titolo Apex è nell'essere uscito troppo tardi. Nel 1993 quasi nessuna software house sviluppava più per Commodore 64 e l'interesse per la piattaforma era praticamente nullo. Ecco spiegato il motivo per cui, quando si parla di Apex, sono in molti a ricordarli solamente per i due Creatures ignorando quasi del tutto l'opera magna, il sigillo finale, la prova definitiva che avrebbe reso i fratelli Rowlands due leggende nel campo dei videogiochi.
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PRO |
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Grafica straordinaria |
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| Giocabilità calibrata perfettamente | |
| Colonna sonora di ottimo livello | |
CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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