PIRATES! Per giudicare coerentemente un
titolo come Pirates! bisogna aver vissuto svariate ere videoludiche. Perchè solo dopo
aver giocato centinaia e centinaia di giochi, averne soppesato le differenze, avere
scoperto la settorialità "universale" del gioco di azione, della avventura
classica e del gioco strategico si può essere in grado di stimare l'opera di Sid
Meier. Una opera che sfida tutte le leggi che regolano un videogioco portandolo,
di fatto, allo stato di elevazione mediatica postuma e letteraria. Pirates! non
è un gioco per tutti ma è, paradossalmente, un gioco destinato a soddifare il mondo che
videogioca giacchè contaminato su più livelli di interazione. Potremo così affrontare
situazioni altamente strategiche, vivere avventure, superare sezioni arcade e pianificare
il nostro futuro di piratacci. La parola esperienza risulta la più indicata per delineare
il titolo Microprose....
Inizialmente dovremo scegliere su quale direzione muovere
la nuova partita, tra Start a New Career e Command a famous expedition.
Diciamo che quest'ultima modalità risulta una sorta di allenamento per quello che sarà
il gioco vero e proprio, insito nella New Career. Una volta inserito il nostro
nome e dato un orientamento sulle nostre abilità peculiari (potremo essere cannoniere,
per conquistare più facilmente le navi, o medico, per cercare di vivere il più a lungo
possibile, o ancora un ammaliatore per soggiogare meglio l'eventuale Governatore di una
città e conquistare schiere di donne facoltose). A seconda della nostra indole, troveremo
il modo per divertirci come meglio crederemo. Ma una fatto è certo: se vorremo sperare di
conquistare danari e divenire famigerati, allora dovremo imparare a invadere quante più
città potremo (Panama e Havana risultano le più ostiche da prendere). Una volta superato
il confine portuale ci si spalancherano svariate possibilità di "transazione" e
acquisizione, ma sarà altresì importante gestire viveri e averi per prosperare e mandare
aventi la ciurmaglia. Durante l'avventura potremo acquistare una "mappa del
tesoro", sfidando i sette mari in giro per il mondo, e conquistare tutte le navi che
potremo.
Una volta entrati in possesso di un veliero, dopo avere
affrontato la inevitabile battaglia, sarà interessante sfidare il capitano in singloar
tenzone a colpi di fioretto. E' questo l'elemento arcade che farà la felicità dei meno
avvezzi alla diffusa managerialità dettata da Meier, ma la grandezza di questo gioco sta
proprio nella caratteristica di saper coinvolgere anche un pubblico abituato a smanettare
con gli sparatutto. Meier ha il merito di aver concepito una ambientazione storica e
politca plausibile al periodo trattato (siamo intorno al 1550, 1600), con tutta la reale
mappatura geografica ed eventi storici annessi. Ripreso oggi, Pirates! mostra
una architettura che potrebbe tranquillamente essere ripresa in un videogioco attuale, non
soggetta ad obsolescenza alcuna (se non sul profilo grafico) grazie alla semplicità con
cui si è creata una struttura testuale/manageriale agibile anche senza l'ausilio del
mouse. Meier non avrebbe mai del tutto abbandonato tale ossatura, che sarebbe stata
parzialmente ripresa in Civilization per ripresentarsi puntualmente in tutti i
suoi videogiochi di successo. Pirates! è in qualche modo il precursore di un filone
videoludico unico nel suo genere, provvisto di caratteristiche così approfondite, nella
narrazione, nella successione degli eventi, nella commistione di (quasi) tutti i generi
ludici conosciuti da imporsi come pietra miliare assoluta nella storia del C64. Se
contiamo poi che la realizzazione grafica è stilisticamente perfetta, pur nella sua
apparente semplicità, e che le musiche suonate dal sid risultano essere molto buone
intuirete tutta la profondità di un gioco epico.
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