POWER DRIFT

hunchbackcover.JPG (21961 bytes)Uscito sul mercato degli arcade nel 1988, realizzato da Sega e consacrato da un pubblico che aveva adorato Outrun, Power Drift era uno dei più complessi coin op allora in commercio. Possiamo dirlo sulla base delle specifiche tecniche di una scheda (linkate pure la versione arcade per saperne di più), che come sempre si avvantaggiava del predominio Sega in ambito tecnologico-videoludico. Ma prima di giungere nel dettaglio della conversione per Commodre 64, si sappia che il titolo ebbe anche un adattamento per il PC Engine, e che lo stesso, a discapito di una grafica in apparenza molto riuscita, non riusciva minimamente a ricreare il feeling della versione da sala. Ora, sappiamo tutti che il PC Engine, tecnologicamente parlando, era anni luce avanti l'otto bit della Commodore e che in teoria un simile porting avrebbe prevalso per qualità sulla console Nec. Ma, quantomeno nel caso di Power Drift, era vero il contrario. La motivazione è semplice, e non c'è bisogno di ricercarla in particolari congiunzioni astrali o alchimie. In pratica, la traslazione fu affidata a Chris Butler. Lo stesso di Thunder Blade, per inciso... 

Power Drift è un gioco di guida spregiudicato, assolutamente arcade e definitivamente originale. Dodici in tutto i concorrenti e cinque le piste, ognuna ben diversa dall'altra. Obiettivo: arrivare primi, naturalmente, e passare al percorso successivo. Inizialmente potremo comunque scegliere su quel pista cominciare, per poi giungere nell'ordine alle restanti quattro. Il divertimento è serrato, sin dalle prime battute, riuscendo a coinvolgere il giocatore in quella che è una gara al limite, con il costante pericolo di finire fuori strada (i cui bordi sono costellati da burroni) e la preoccupazione di non tamponare i concorrenti. Superata una macchina, vedremo il pilota rivolgersi verso di noi con un gestaccio: cose belle. Tra le caratteristiche essenziali di Power Drift vi è quella dei poderosi dossi, che ci proietteranno lettaralmente sulle nuvole per poi ricadere in stile montagne russe. L'effetto è notevole, e contribuirà di certo a incentivare un divertimento che resta costante. Purtroppo, ma questo è un limite di quasi tutti i giochi di guida per C64, il direzionamento con il joystick non è dei più comodi visto che per accelerare dovremo premere all'insù, costrigendoci a scomode diagonali per ogni curva. Questione di abitudine. Perplessità per quanto riguarda la longevità generale, penalizzata dalla velocità con cui si terminano le piste. Ma è un problema mutuato dall'arcade. 

Ma ciò che conta davvero è la immersione corsistica. In questo frangente Power Drift è tra i più emozionanti racing games mai ideati, rigiocabile al fine di migliorare il proprio score ed estremo in un frangente arcade che gli estimatori del coin op riscopriranno pure nel filtraggio cromatico degli otto bit. E quì Butler impone la sua arte scenografica per rappresentare un concetto di conversione ibrido, impresso della volontà di riprodurre al cento per cento tutti i percorsi e di restituire le sensazioni cardine del cabinato originale. Il risultato era a suo tempo sorprendente, con una grafica che sfiorava l'inaudito (incredibile il modo in cui Butler riuscì a riprodurre i dossi) e che ancora adesso risulta esemplare quando si parla di giochi di guida. C'era tutto: sfondi dettagliati, colori accesi, velocità allucinante e sopratutto fluidità (ciò che mancava, ad esempio, nella edizione PC Engine). La realizzazione musicale è, tanto per cambiare, sugli stessi livelli astronomici. Sarà anche ripetitivo, ma il brano che accompagna le gare è qualcosa di esaltante, molto adrenalinico e orchestrato per fornire la corsa di "una marcia in più". Insomma un titolo del genere sul C64 ce lo saremmo solo sognati, e sebbene un paragone diretto con l'arcade resti improponibile, vi è da dire che non si sarebbe potuto pretendere di più. Chris Butler ha preso un cabinato tecnologicamente mostruoso e lo ha riprodotto in modo incredibile all'interno di 64 kappa, riuscendo a concentrare i suoi sforzi sulla riproduzione dei caratteri grafici e meccanici principali.

 

 

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PRO

Conversione grafica sontuosa

Colonna sonora esaltante
               

CONTRO

Non troppo longevo...

                     
                          

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Note di produzione