RAID OVER
MOSCOWOh, dì, puoi vedere alle prime luci
dell'alba,
Ciò che così fieramente abbiamo acclamato agli ultimi bagliori del crepuscolo?Quelle
ampie strisce e lucenti stelle, attraverso la pericolosa battaglia,
Stavano fluttuando così coraggiosamente sopra ai baluardi che abbiamo visto?
E il bagliore rosso dei razzi, le bombe che scoppiavano in aria,Testimoniavano,
nella notte, che la nostra bandiera era ancora lì. Oh, dì, la bandiera coperta di stelle
sventola ancora Sopra la terra della libertà e la casa del coraggio?
The Star Spangled Banner
Ventidue anni fa il muro di
Berlino si ergeva ancora imponente nella germanica capitale e la guerra fredda
imperversava. In tale periodo il gioco che andiamo a rispolverare, prodotto dalla
U.S.Gold, risultava essere politicamente abbastanza scorretto: la cosa che più restava
impressa, di questa evidente partigianeria, non era tanto il fatto di dovere impersonare
l'eroico aviatore americano nel tentativo di distruggere Mosca, ma quello che nella
versione cassetta, durante la fase di caricamento, dovevamo sentire il nostro televisore
suonare con veemenza l'inno americano dall'inizio alla fine mentre sullo schermo
capeggiava imponente la bandiera a stelle e strisce. A parte questo prologo, c'è da dire
che Raid over Moscow è piaciuto moltissimo anche a chi gli americani li
odiava e resta una delle migliori produzioni per la tastierona grigia Commodore.
Torniamo al gioco. Terminata la sigla finalmente appare la schermata
principale che ci permette di selezionare il livello di difficoltà (beginner advanced o
suicidal); in questa schermata possiamo ammirare a caratteri cubitali il titolo Raid
Over Moscow dominato da falce e martello. Nel gioco, che è in realtà uno shooter
multi-evento, siamo chiamati ad annientare quattro importanti città sovietiche, compresa
Mosca che intanto ha sferrato attacchi nucleari contro gli Stati Uniti: la prima grande
difficoltà è decollare col nostro caccia ed uscire vivi dall'hangar(!!), dato che i
nostri commilitoni hanno studiato un portellone di uscita strettissimo che si chiude
continuamente. Quindi, finalmente in volo, ci dirigeremo verso la base nemica nella città
di turno: in questa fase, la più bella esteticamente, ci è concesso disintegrare quasi
ogni oggetto sullo schermo, palazzi carri armati nemici, torri radar e inoltre l'ambiente,
pur richiamando uno sparatutto a scorrimento orizzontale, dà la possibilità di muoversi
anche in profondità. Dopo il volo radente ci troveremo di fronte la base
nemica con la visuale che si sposta alle spalle del caccia. Quanto descritto sinora sarà
ripetuto tre volte, con la musica che cambierà solo una volta arrivati a Mosca; nella
piazza rossa, di fronte al nemico sovietico e giubilo di tutti gli Yankee, mentre sciami
di razzi nucleari si stanno per schiantare su New York, espugneremo il Cremlino da soli,
armati di un bazooka.
Una volta penetrati nel cuore della fortezza nemica, i
programmatori ci donano la chicca finale: saremo difatti chiamati a fare a pezzi una sorta
di cervello elettronico, che ci sputa contro dei raggi laser. Ora, sarebbe lecito
aspettarsi che gli USA abbiano dotato il loro uomo di punta di incredibili tecnologie,
utili per avere ragione dei divoratori di bambini, invece l'arma che il nostro novello
rambo potrà utilizzare è un frisbie (?), tale disco, che fatto rimbalzare sulle pareti
con precisione millimetrica ci aiuterà ad annientare l'androide. Se in questa lotta
impiegheremo troppo tempo i russi saranno sconfitti ma anche gli Stati Uniti salteranno
per aria e ci salveremo solo noi. Quindi l'unico modo di far trionfare la
democrazia è di essere anche estremamente veloci. Mettendo da parte
l'ilarità suscitata dall'esagerato americanismo e dalle situazioni in un qualche modo
ridicole e ai limiti dell'assurdo, c'è da dire che Raid Over Moscow è un gran bel gioco.
Ogni situazione è divertente e ben programmata e l'atmosfera da guerra
termonucleare globale in qualche modo funziona. I controlli sono sempre molto
precisi, in ogni situazione, soprattutto alla fine con quel dannato frisbie, perfetti al
punto da sorprendere. La grafica è pulitissima e dettagliata, assolutamente su ottimi
livelli nonostante il titolo Access Software risalga al lontanissimo 1984,
mentre gli effetti sonori di esplosioni, jet ed altro sono molto azzeccati. Manca invece
del tutto un accompagnamento musicale, e tuttavia l'inno nel caricamento merita davvero.
Peccato non poterlo ascoltare nella versione a dischetti o su emulatore. Per cui vi
raccomandiamo di procurarvi la cassetta (la cui reperibilità è purtroppo minima);
ovviamente stiamo ancora ironizzando ma infine, detto tutto ciò, annoveriamo senza dubbio
il titolo Access fra quei giochi che sono un piacere da rigiocare anche a distanza di
tempo.
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