SCORPIUS Per il glorioso home computer
Commodore sono usciti migliaia di titoli. Si tratta molto probabilmente della piattaforma
più prolifica della storia, pertanto diventa a volte complicato pensare quali siano i
giochi che meritino una retrocensione che li porti fuori dall'oblio. Solitamente cerchiamo
di idirizzarci su lavori particolarmente originali, o comunque verso i titoli che nel bene
o nel male hanno segnato l'evoluzione videoludica. Ora, questo Scorpius
è un semplice sparatutto orizzontale, oltretutto a basso budget. Ne uscivano circa dieci
ogni mese all'epoca, tutti simili e spesso di qualità discutibile. Allora perche decidere
di elevarlo dalla massa ? Due sono i motivi fondamentali: il primo è che in tempi non
sospetti, ovvero nel 1988, fu realizzato graficamente dai fratelli Rowlands, che un paio
d'anni dopo avrebbero programmato Creatures.
Fra l'atro chi non sa neppure cosa sia Creatures corra a studiarsi la storia dei
videogames o a nascondersi in una buia caverna. Il secondo motivo è che se Scorpius non
possiede lo sfarzo grafico degli shooter di Trenz - Escher, o di un Armalyte a caso, esso
si presenta solido come una roccia. Tutto il lavoro è generalmente privo di sbavature e
curato meticolosamente per ogni compartimento, compreso il level design.Il titlo Silverbird procede per quattro livelli di sano blastaggio (peraltro inseriti in un solo caricamento) durante i quali avere accesso, previa raccolta di una serie di lettere da collezionare in ordine, a potenziamenti di tipo verticale, visualizzati in una unica escalation che ci porterà da depositari di un colpo singolo a una armeria ambulante con tanto di scudi deflettori. Un elemento fondamentale di Scorpius è indubbiamente la possibilità di giocare in due contemporaneamente sullo stesso schermo: affrontare le forze del male con un amico accresce il divertimento in maniera esponenziale. Il temerario che invece vorrà intraprendere l'avventura da solo potrà, se vorrà e premendo il tasto "commodore", evocare un comodo pod direzionale rotante che raddoppi in un colpo solo la potenza di fuoco. Come si asseriva in precedenza, nessuna ambizione particolare da parte dei Rowlands. L'impianto grafico non ha nulla di realmente spettacolare, eppure la struttura dei livelli che si snodano in un parallasse semplice ma di ottimo impatto è spesso affascinante. Non guideremo il classico caccia interstellare in lotta con i soliti invasori, dovremo invece infiltrarci in abissi misteriosi a bordo di un aquascooter sottomarino. Ciò non porta variazioni in termini di giocabilità rispetto ai titoli similari, ma permette all'avventura di svolgersi in una ambientazione prevalentemente biologica, tra selve intricate e caverne marine, attaccati da grossi vermi, creature simili a girni o amebe, teste animate e quanto altro. Tutto ciò si mischia alla tecnologia, ma solo la quarta e ultima missione ci riporterà in un contesto completamente meccanico. Mentre sfideremo creature mostruose divincolandoci in ambientazioni di discreto fascino, saremo accompagnati da musiche, anch'esse elaborate con cura , che per quanto "normali" accrescono l'atmosfera "biotecnologica" creata dal comparto grafico. L'ultima nota in merito la spendiamo per degli effetti abbastanza anonimi che, in ogni caso, assolvono al compito di creare confusione acustica durante lo sparo. Il gioco in se non è difficilissimo, ma bisogna giocarlo a lungo, per imparare i pattern dei nemici e la conformazione dei livelli, che sono molto estesi e presentano ottima varietà di situazioni cosicche la azione non venga mai a noia, neppure rigiocandolo qualche volta dopo averlo completato. La cosa che dispiace è che non ci siano dei nemici di fine livello abbastanza carismatici . Visto il contesto, di sicuro si poteva tirare fuori qualcosa di più rispetto ai tipici mostriciattoli insignificanti, ma del resto se tutto fosse stato ai vertici staremmo parlando di Scorpius come di un capolavoro assoluto. Tutto qui. Nel 1988 questo gioco non possedeva una caratteristica di spicco che fosse una, che potesse creare la giusta isteria nelle masse. Eppure diciotto anni dopo riprendiamo in mano Scorpius e ci rendiamo conto che l'amante degli sparatutto può ancora trarne divertimento, e in virtù di ciò ci accolliamo la responsabilità di salvarlo dall'oblio di cui si parlava all'inzio e di consegnarlo alla storia.
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PRO |
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Discreto level design |
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| Possibilità di giocare in due | |
CONTRO |
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Diffusa indolenza ludica |
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