STORM
WARRIOR Ci sono titoli che per qualche motivo restano avvolti nel mistero. Titoli che non
hai mai finito, di cui hai perso ogni traccia quando sei passato a una nuova piattaforma
di gioco lasciandoti quella vecchia alle spalle. Così passano gli anni e ti capita,
girovagando per la rete, di rivedere le immagini di quel gioco e di ritornare, per un
attimo, a quei momenti di vita passati tra una partita al Commodore 64 e una puntata di
Holly e Benji. Abbandonai Storm Warrior, a suo tempo, perchè era
dannatamente frustrante e non ti lasciava molti margini di miglioramento. Un problema che
affliggeva molti potenziali capolavori per C64: grafica eccellente, sonoro anche ma
giocabilità lasciata in secondo piano, forse perchè i tempi di sviluppo erano ristretti
e non vi erano i presupposti per ottimizzare il gameplay. Per la cronaca, il
gruppo dei realizzatori era il medesimo che aveva convertito Forgotten Worlds....
Il gioco si presenta decisamente bene. Alla guida di un
guerriero stile Conan Il Barbaro percorreremo delle ambientazioni affascinanti brandendo
uno spadone e avendo a disposizione svariate possibilità di attacco. In effetti le basi
per costruire un picchiaduro a scorrimento di grande spessore c'erano tutte: tre fendenti
orizzontali (uno alto, uno medio e uno basso), un fendente verticale (spaccatesta), il
classico calcione e la parata. Ora, con tali possibilità di performazione era lecito
attendersi un comportamento della cpu che fosse proporzionalmente cumulativo, ma la
realtà dei fatti è che l'A.I. praticamente non esiste. Se i primi opponenti si
riveleranno sin troppo deboli, dopo metà del primo stage incontreremo delle autentiche
"macchine", che si lasciano colpire solo per sbaglio e che tendono a ucciderti
dopo 10 secondi. Inoltre lo scorrimento si succede a schermate, quindi niente
scrolling e, malgrado si venga attaccati al massimo da due opponenti contemporaneamente,
la macchinosità del protagonista non favorisce certo un combattimento "ad armi
pari". E' la lentezza a penalizzare maggiormente il gameplay. Nonostante la
fluidità dei movimenti la reattività e del nostro guerriero, e del computer tende a
essere efficace quanto lo sprint di una lumaca. Grande ingenuità, ed è un peccato che i
programmatori abbiano sprecato l'opportunità di creare un classico....
Perchè un classico sarebbe diventato, Storm
Warrior, se solo lo si fosse valutato in base alla sua grafica e alle sue
musiche. Gli scenari sono infatti estremamente dettagliati, con indubbi tocchi di classe
quali la morte, con tanto di falce, che scandisce il nostro cammino alla base dello
schermo, o il salto acrobatico con avvitamento del barbaro. Le animazioni si susseguono
fluidamente, provviste di numerosi fotogrammi e plausibili nelle intercalazioni. Riguardo
i fondali, malgrado la ostentazione di orizzonti "oscuri" nel primo e nel
secondo livello, ci si attesta su alti livelli grazie alle strutture in primo piano,
ottimamente dettagliate sia per colorazione che per fusione con il contesto generale (vedi
gli alberi animati del primo livello). Il sonoro risulta addirittura eccellente per via di
brani assolutamente affascinanti (indimenticabili le musiche del primo e del terzo
livello) e questo malgrado la completa essenza di effetti sonori. Ma l'indolenza resta. Se
nel 1989 la sorpresa per la grande grafica e le grandi musiche compensava in parte la
monotonia delle situazioni, oggi il peso della diffusa ingiocabilità si fa sentire fin
troppo. Inoltre non abbiamo precisamente gradito il fatto che il boss finale sia identico
per tutti i livelli, ed è un controsenso se si pensa alla buona diversificazione degli
scenari. Elite ha avuto l'occasione di realizzare un grande videogioco, e la ha
puntualmente persa forse perchè i tempi di sviluppo erano stringati, o forse perchè i
realizzatori pensavano di avere raggiunto il massimo anche sul profilo della giocabilità,
sbagliando naturalmente. Storm Warrior è un gioco che rispecchia il
periodo di maturità del Commodore 64, un gioco che punta tutto sulla estetica senza
minimamente curarsi di produrre quel tipo di divertimento che il giocatore cerca.
|
 |