SUMMER GAMES

summer_games.jpg (47577 bytes)Quando Epyx realizzò Summer Games aveva già al suo attivo un titolo come Pit Stop II, sofisticato gioco di guida esteticamente simile a Pole Position. Questo per introdurre una software house nel pieno della sua maturità, tranquillamente in grado di dominare il mercato videoludico del Commodore 64. Con Summer Games Epyx raggiunse, possiamo dirlo, quella eleganza grafica che gli avrebbe permesso di crearsi un affermato blasone nel, pur ristretto, panorama videoludico degli otto bit. La dimensione degli sprites era la stessa del protagonista di Impossible Mission, compresa la qualità delle animazioni che raggiungevano una incredibile verosimiglianza. Splendide in tutti i frangenti, in tutte le discipline, le movenze degli atleti solcavano una eleganza "microscopica" di alto carisma, che avrebbe inconsciamente gratificato ogni singola partita, fosse intrapresa nel doppio di un multiplayer o in solitario.

Attraverso otto discipline olimpioniche estremamente caratterizzate, Summer Games esigeva dal videogiocatore una discreta applicazione mentale e una buona compensazione dei movimenti. Infatti se la stragrande maggioranza dei giochi sportivi dell'epoca proponeva l'inevitabile "smanettamento" spaccajoystick, il titolo Epyx sfruttava in modo iltelligente la possibilità di simulare a video la competizione sportiva. E possiamo dire che la illustrazione che i programmatori diedero del tuffo dal trampolino, del salto con l'asta, della staffetta 4x400, della ginnastica e dei 100 metri stile libero è da considerarsi esempio massimo di come dovrebbe essere costruito un gioco sportivo. Ogni minimo particolare scenografico e meccanico era inesorabilmente al suo posto, mostrando una simbiosi magnetica che costringeva alla completa schiavitù, alla assuefatta volontà di superare quel maledetto record del mondo detenuto dall'amico di turno. Summer Games offre genialità in tutti i comparti di gioco, a cominciare dalla grafica splendidamente dettagliata per finire alla giocabilità estrema e immediata delle grandi produzioni da sala. Il fatto è che il gioco era una esclusiva per i mercati ad 8 Bit, per quanto decisamente avanti (a nostro avviso) ai vari Hyper Sports ed Hyper Olimpics di mamma Konami. Paragone forse contestabile dal punto di vista puramente estetico (ma non poi troppo), ma decisamente condivisibile se si analizza la superiore manovrabilità del titolo Epyx.

Il comparto opzioni era curato quanto la fase di gioco attiva, composto da otto voci che ci davano la possibilità di competere in tutte le discipline, affrontarne eventualmente una soltanto, selezionare uno o due joystick, visionare i nostri record e visualizzare a piacimento la bellissima cerimonia introduttiva, con il corridore che da inizio alle attività agonistiche. C'è da dire che Summer Games, in virtù della sua completezza, ottenne un volume di vendite enorme (per i tempi) con più di 100.000 unità vendute, riuscendo a catalizzare l'interesse di una comunità già di per se attirata dalle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, e quindi predisposta alla acquisizione di un gioco che ne riproponesse, per altro in maniera così spettacolosa, le maggiori attività sportive. Se poi precisiamo che il gioco fu realizzato in un periodo relativamente breve (in circa sei mesi) è facile ascrivere Summer Games quale summa delle simulazioni sportive di ogni tempo, assoluta arenaria in grado di reggere da sola l'intero panorama videoludico-simulativo degli anni'80. Dopo Summer Games il mondo dei videogiochi sarebbe uscito profondamente modificato, colpito da un sorprendente interesse di un target a cui gli stessi non erano solitamente indirizzati. Anche una utenza adulta cominciava a interessarsi al fenomeno videogioco, seppure in maniera distaccata, magari escamando con occhio fugace al monitor :"toh guarda, si può fare il tuffo con doppio avvitamento".

 

 

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PRO

Eccellenti animazioni

Discipline molto ben rese

Divertente oltremisura

CONTRO

Nulla da segnalare

                     
                      

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Note di produzione