SUMMER
GAMES II Bigger, faster,
better. Dopo l'eccelso Summer Games Epyx, che a metà degli anni '80 visse una primavera creativa paragonabile a quella che contraddistinse il periodo d'oro di Squaresoft quindici anni più tardi, propone al pubblico altre discipline sportive con le quali misurarsi. Oggi c'è Xbox live e internet; allora una coppia di joystick Konix e Summer Games II. L'esperienza di gioco stavolta si fa più varia e anche il sistema di controllo diventa più elaborato, pur restando immediato e garante di una giocabilità sopraffina. Le nuove discipline proposte, anche allo sguardo del giocatore odierno, stupiscono per innovazione e freschezza: l'atletica, come prevedibile, la fa da padrone, ma ad essere ambasciatori dello sport olimpico per eccellenza sono il lancio del giavellotto, il salto triplo e il salto in alto, non proprio specialità popolarissime. Tra gli altri sport rappresentati meritano sicuramente una menzione il ciclismo, specialità che i videogiocatori hanno visto ben di rado nella loro vita, l'equitazione che, se non fosse per le "mitiche" serie giapponesi e per le ardimentose saghe dedicate all'amazzone Pippa Tunnel ben pochi conoscerebbero e il kayak, che tante glorie e medaglie ha dato all'Italia nella sua versione reale. La grafica segna un netto miglioramento rispetto a quella, già valida, di Summer Games: le animazioni si fanno più fluide, gli atleti sembrano più simili a quelli veri, gli stadi e le location di gioco sono riprodotte con certosina precisione e permettono al giocatore di "essere" atleta virtuale e, allo stesso tempo, sportivo reale. L'atmosfera dei giochi olimpici è resa alla perfezione ed il corredo di dati, premiazioni, inni, bandiere al vento, rendono ogni partita appassionante ed indimenticabile. La grande innovazione però, che segna un passo fondamentale nella storia dei titoli multievento, è data dal sistema di controllo, che perfeziona ulteriormente quello visto nel prequel e saluta con la mano l'obsoleto spacca-joystick tipico di titoli come Track'n Field e Decathlon. Tanto per dire, il peculiare modus operandi per attuare il salto triplo può tranquillamente essere considerato un predecessore della sequenza di partenza del protagonista del blockbuster amighico Rocket Ranger, che apparirà solo un lustro dopo il classico Epyx. Grandi le innovazioni a livello tecnico: il gioco riconosce la presenza del predecessore ed il giocatori possono così disputare le proprie personali Olimpiadi affrontando, senza soluzione di continuità, tutte e sedici le discipline proposte dalla bilogia. La esperienza multigiocatore, in gruppo, è ancora il fulcro del divertimento simulativo scaturito dalle discipline sportive, che nel dispensare grandissima varietà tecnica e pratica finiscono per rendere ogni sessione un vero e proprio evento. Grazie al perfezionamento delle tecniche di programmazione mutuate dal predecessore, adesso la resa scenografica porta ulteriori benefici all'assetto strettamente ludico, unificandovisi in una sorta di ode alla giocabilità assoluta. L'importanza, anche culturale, delle saghe Epyx è figlia di un modo di intendere il divertimento destinato all'oblio, ed è quindi pacifico che Summer Games II rappresenti uno dei massimi vertici della produzione sportiva per Commodore 64, nonchè l'ulteriore conferma dell'immenso talento dei programmatori della Epyx. Peccato che poi sarebbe stata travolta dall'insuccesso del Lynx, piattaforma sulla quale si era puntato parecchio, mostrandosi incapace di ripercorrere sui computer a 16 bit quella rivoluzione stilistica che ha fatto la storia del Commodore 64.
|
|
![]() |
![]() |
PRO |
|---|---|
Grafica, giocabilità e longevità al |
|
| top del genere | |
CONTRO |
|
..... |
|
|
|
|