THE
SENTINEL The Sentinel è un gioco sulla
amministrazione della energia. Dispersi in un territorio surreale ambientato nello spazio,
sarà nostro obiettivo raggiungere la zona più alta di una costellazione di isole
frattali. Nella mente di Geoff Crammond vi era un mondo oppressivo
filtrato da occhi ricercatori, un vero ambiente parallelo estratto da vaneggiamenti
notturni di un sonno tormentato. La sentinella ruoterà il suo visus di
30 o 40 gradi con intervallo di pochi secondi, e non dovremo entrare nel suo campo visivo,
perchè altrimenti assorbirà la nostra energia vitale. Gli spostamenti avverranno tramite
tastiera, attraverso funzionalità essenziali atte a non rendere troppo complicato
l'orientamento. La sensazione di completo isolamento sarà accentuata dalla disposizione a
scacchiera delle zone su cui muoversi, creando una riproduzione di noi stessi da cui
attingere estratti energetici.
The Sentinel è un titolo creativo. Uno
dei pochi che abbiano realizzato un genere indistinguibile dal resto delle produzioni
videoludiche, tanto che a tratti la convinzione di interagire con qualcosa di più che un
semplice giochino diviene tangibile. E non è solo grazie all'approccio grafico in 3D, ma
per mezzo di una costruzione ludica dalla sfrenata intelligenza strutturale. Parlare oggi
di un sistema di controllo per i tempi inconcepibile è futile dietrologia. Crammond aveva
realizzato un mondo dalla complessità sterminata, incentrato sull'inglobamento della
energia materiale, lì dove ogni masso, ogni albero era potenziale veicolo di
sopravvivenza. La sentinella è programmata in modo da assorbire qualsiasi elemento più
consistente di un albero, come ad esempio un masso o un robot. Fortunatamente avremo la
capacità di inglobare aberi e massi in modo da eludere tramite depistaggio il malefico
sorvegliante e procedere a oltranza. Cosicchè la scacchiera preventivata da Crammond
diviene teatro di uno scontro dalla elevata strategia, come in un incontro a scacchi il
cui alfiere (noi stessi) dovrà dare scacco alla regina. E per farlo sarà basilare
utilizzare i massi come piattaforme di supporto aggiuntive.
Che dire, The Sentinel è semplicemente un titolo
rivoluzionario. Eterno, oseremmo dire, le cui caratteristiche fisiologiche lo rendono
refrattario al trascorrere degli anni. Si gioca oggi a The Sentinel così come si giocava
nell'86, quando uscì sul mercato, sotto le precise leggi fisiche su cui Crammond ha
progettato un concetto adulto di strategia in tempo reale. La riflessione è alla base
degli intrecci, la cui tempistica scandita e drammatica si indirizzerà verso un pubblico
che non teme la sperimentazione e che soprattutto si identifica nella intelligenza di
fondo. Per un gioco del 1986 la grafica si attesta su livelli altissimi. Il 3D si estende
con incredibile profondità, sfoggiando un dettaglio estremo nelle costruzioni cilindriche
e nei frattali complessi. Si rileva un aggiornamento video non eccessivamente reattivo (in
tal proposito la versione Amiga può considerarsi molto più veloce) ma nel complesso
soddisfacente. Ottima la colorazione, che conferisce mistero onirico agli ambienti
impregnandoli di un fascino ancora attuale. Per ciò che concerne il sonoro non vi è
nulla da dire semplicemente perchè non vi è sonoro. Giusto qualche effetto, ma non si
rileva la presenza nè di una colonna sonora, nè di un comparto effetti rilevante. Ma
possiamo dire che il gioco stesso non richieda la presenza di un accompagnamento musicale
giacchè tutto è concepito all'opposto di ciò che il videogiocatore medio intende per
videogioco. The Sentinel è un colpo di genio irripetibile, una esperienza di vita più
che un gioco, una scoperta elettrofisica e dinamica degna di appartenere alla storia.
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