F1 TORNADO Lo sparatutto orizzontale era un
genere molto apprezzato sul Commodore 64. Forse per l'invidia verso Amiga e le console
giapponesi, l'utente dell'8 bit Commodore prendeva per buono ogni shooters che si
presentasse all'orizzonte, visto anche il l'inevitabile declino del gioiello ottobittiano.
Con questo non vogliamo dire che F1 Tornado sia un gioco trascurabile,
solo che se fosse uscito nell'età dell'oro, quando Armalyte e Delta spadroneggiavano lì
nello spazio probabilmente sarebbe passato inosservato. Ma intanto nel 1991 la volenterosa
Zeppelin se ne usciva con un videogioco volutamente discreto, di quelli che quando ci
giochi esclami: "iiii, quanto è carino, vedi ci sono le portaerei". Ma poi
scopri che lo sfondo non cambia più di tanto e che i livelli sono abbastanza lineari. Ma
che importa. Tanto sparare non costa nulla e dopo un po' rischi anche un qualcosa che
somiglia al divertimento. Ma guarda un po'.
Il primo livello è sorprendente. Si comincia con il nostro
caccia bombardiere che penetra in un ambiente mediorentale molto ben caratterizzato. Vi
sono le portaerei, i carri armati, le oasi, gli stormi aerei nemici e persino gli
elicotteristi. La velocità è buona ma non eccessiva, diciamo nella media, per consentire
una manovrabilità tranquilla quantomeno nelle apparenze. In effetti vi sono stralci in
cui gli assalti degli aerei nemici sono veramente ostici, per poi subito dopo ritornare
alla normalità. La questione divente difficile nello scontro con i boss finali. Corazzati
ovviamente, tipo carri armati mostruosamente giganti e elicotteri da combattimento in
stile Rambo 3. Abbiamo rilevato una certa incongruenza nella ferocia dei velivoli finali,
così potrebbe risultare più difficile abbattere il primo mostro che il secondo, e via
discorrendo anche nei livelli successivi. Il sistema di armamento prevede acquisizioni
tipo Gradius, con cambio dell'assetto di sparo al volo. Una volta presa la nostra arma del
cuore, essa resterà tale fino al successivo cambio, che potrebbe sopraggiungere
immediatamente dopo. Buona gioabilità in ogni caso, e diletto passeggero per trascorrere
un buon pomeriggio di guerra.
Quando mi capita di rigiocare a titoli come F1 Tornado la
nostalgia mi assale inesorabile. In quel periodo provare un titolo nuovo era sempre
entusiasmante, e anche se alla fine non piaceva ci restava la scatola di cartone e il
manuale. Tornare alla semplicità infantile del gioco originale quale cimelio riservato a
pochi non sarebbe male, forse capiremmo che alimentare la massificazione, acquistando
Driv3r e affini, non farebbe altro che distruggere tutto ciò in cui abbiamo sempre
creduto. Ora la grafica: generalmente interessante sia per come è colorata che per
l'ispirazione degli elementi di contorno. Sprite piccoli ma ben disegnati, scrolling
solido, fondali quasi sempre ispirati daranno la spinta giusta verso nuove sessioni di
gioco. Il problema sta nella ripetitività. I programmatori non si sono certo prodigati
nel variare sul fronte delle soluzioni cromatiche, che restano pressochè le medesime fino
all'ultimo livello. Sarebbe bastato cambiare il colore del cielo, chessò renderlo più
scuro o tendente all'arancione, per simulare un tramonto, oppure un bel cielo stellato.
Vabè, non è poi così grave. Sul sonoro meglio non pronunciarsi, vista la totale assenza
di musiche durante il gioco, e la presenza della sola musichetta introduttiva che comunque
non dispiace. F1 Tornado è il classico giochino senza infamia nè lode,
che può anche piacere per un determinato lasso temporale ma che non ambisce a diventare
il paradigma del genere sparatutto. Provatelo pure se vi incuriosisce il tipico gioco
carino di inizio anni' 90.
|
 |