TURBO CHARGE

turbo_charge.jpg (41357 bytes)Chris Butler aveva già convertito Thunderblade, per 64, ma anche Power Drift. Era un idealista, fondamentalmente, che non osava realizzare nulla che non fosse invalicabile, o praticamente impossibile. E’ un genio, fondamentalmente, ma forse questo non vi interessa. Potrebbe di converso interessarvi Turbo Charge, un gioco di guida arcade che sviscerava dal povero c64 tutte le sue risorse, in termini grafici e sonori. Era sempre lui, Chris Butler, fattosi le ossa con l'adattamento di Power Drift, solo che questa volta non si trattava di una conversione, bensì di un gioco dalle basi totalmente originali (nonostante i chiari riferimenti a un gioco di guida arcade...).

L’ambiente, che spaziava dalla metropoli alle immensità desertiche, ricalcava parzialmente le strade battute da Out Run (arcade, non la pessima conversione) e vi aggiungeva elementi da action game in stile Chase HQ 2 ; il titolo ti prendeva, dall’inizio alla fine, per la grandissima velocità, che letteralmente faceva schizzare l’aggiornamento video oltre i limiti imposti dal processore. Era più veloce di Turbo Out Run, di Chase Hq 2 e anche di Power Drirt, per la gioia degli accaniti arcadomani che da tempo attendevano il ritorno del "genio". La mole grafica di bordo pista esprime una varità estrema con strutture quanto mai diversificate: sfrecceremo attraverso grattacieli, costruzioni abbandonate, stabilimenti industriali e cartelloni pubblicitari. La tecnica con cui il tutto si anima si avvicina, realmente, alla medesima di Outrun. Mi spiego: durante la folle corsa vi saranno dossi, curve e contro curve, grandi rettilinei con violenti cambi di direzione. Ora, quando comparirà un dosso, godremo di un panorama visivo assoluto, scorgendo vetture in grandissima lontananza (come Outrun appunto) per una visuale d'orizzonte mai sperimentata sull'8 bit Commodore. In più le auto nemiche avranno un design non troppo omogeneo, a vantaggio di una varietà scenica che diviene effettiva.

Il gioco avrebbe dovuto essere distribuito in doppio formato (cartuccia + disco) per accogliere una fetta di mercato più estesa, ma non se ne fece più nulla. Ci sentiamo di consigliare la versione originale, in ogni caso, per un eventuale "retro-acquisto" nonostante sia ovviamente disponibile la rom per i vari emulatori. Attuando un confronto, risulta evidente che, nonostante la fedeltà in caso di emulazione, la versione originale resti la migliore perchè più veloce in molti frangenti. Abbiamo potuto testare il titolo su di un Pentium 2 con 64 mb a bordo in modalità "full screen" con WinVice. Affiancando un C64 con il titolo, le discrepanze di velocità appaiono piuttosto evidenti...Parlando di sonoro, Turbo Charge può avvalersi di musiche al di sopra della media, incalzanti, grintose e dalle apparenze da "coin op" che all’epoca facevano impazzire i teen agers devoti all’8 bit della Commodore. Peccato che la filosofia arcade automobilistica abbia subito un pesante ridimensionamento, con gli anni, a causa dei cambiamenti di mercato dettati dalle nuove tecnologie videoludiche, e che sia relegata, ove presente, a mera apparizione retrò. Se si escludono i vari episodi di Ridge Racer il gioco di guida di azione è bello che morto da un pezzo. Turbo Charge è così un gioco massiccio al cubo, solido, pesante, veloce, divertente, esaltante. Ancora oggi è lecito giocarvi per più di mezz’ora, anzi meglio un’ora. Il fatto è che se ci prendete la mano potreste restare incollati al video per tutta la giornata.

 

 

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PRO

Grafica superba

Divertentissimo

Sonoro eccellente

CONTRO

La Lamborghini non è inclusa nella

confezione

                 

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Note di produzione