ULTIMA I Verso metà anni' 80 il gioco di
ruolo per computer non subiva ancora la influenza dei capisaldi giapponesi, e la
attenzione per questa tipologia di gioco era ancora focalizzata sulle produzioni
occidentali. Quella che ci accingiamo a riscoprire, oltre a essere la più antica saga RPG
che si rammenti, è anche la più centrale e paradigmatica corrente fantasy che
il mondo dei personal computer sia mai stato in grado di esprimere. Cominceremo con Ultima
I, datato 1986 e sviluppato per Commodore 64 quale remake dell'originario
Ultima uscito nel 1981 per Apple II. Un anno più tardi (1987) sarebbe stata realizzata
anche una versione per PC, ma l'incarnazione che riscosse maggiore successo commerciale
resta quella per C64. Un successo motivato dalle ambientazioni medievali e fantastiche,
dalla efficace edificazione di un mondo complesso e articolato, dalla possibilità di
customizzare il proprio eroe e da mille altri fattori rintracciabili nella volontà
dell'utente (ancora giovane) di farsi trasportare dalla fantasia. Ultima I dischiude le
porte del videogioco inteso come esperienza ludica intellettuale....
Il nostro compito nella avventura è quello di salvare il
regno di Sosaria delle grinfie dello stregone Mondain, genio del male, che ha scagliato
una terribile maledizione su tutte le lande circostanti. Dovremo viaggiare, entrare nelle
città, sconfiggere nemici e fare nostri innumerevoli tesori e oggetti. Siamo agli albori:
l'interfaccia proporne, inizialmente, la possibilità di personalizzare le caratteristiche
del nostro eroe virtuale, attraverso una serie di voci tra cui il livello di intelligenza,
di potenza e agilità. Così facendo direzioneremo il gioco verso le nostre attitudini,
per quanto durante l'incedere non vi saranno mutazioni nel gameplay tali da giustificare
appieno la customizzazione. Il dialogo col sistema di gioco risulta piuttosto rigido,
regolato dalla immissione di determinate lettere che realizzeranno le azioni del nostro
alter ego (esempio: A per "attack" ed E per "enter the town"), ma
dopotutto si tratta di assimilare una manciata di azioni fondamentali e adoperarle con il
giusto tempismo. Molto interessante, invero, la disposizione e la conformazione dei
dungeon, esplorabili per mezzo di una visuale in pseudo-3D soggettiva e a scrolling.
Purtroppo, per limitazioni congenite della macchina, la resa logistica di questi luoghi
sotterranei si rivela astrusa, problematica negli spostamenti laterali e assai macchinosa
nella restituzione del reale posizionamento del nostro corrispettivo virtuale.
Praticamente è facile perdersi....
Ultima I è un gioco di ruolo estremamente
complesso, già a suo tempo non necessariamente indirizzato a un pubblico di adolescenti.
Nonostante la sua natura fantastica, l'approccio al gioco richiederà ore e ore di
pratica, dedite alla sperimentazione dei meccanismi di attacco e alla esplorazione
incessante della sterminata Sosaria. Se ciò che cercate da un gioco di ruolo è
soprattutto la longevità, ancora oggi Ultima I potrebbe soddisfare appieno le vostre
esigenze, ma non pensiate di potervela cavare con poco. Caparbietà prima di tutto e
tanta, tanta pazienza per "reggere" una idea di interazione naturalmente
arcaica. Sulla tecnica grafica possiamo affermare che, per il periodo, Ultima I si
collocasse su di un piano superiore a tutti i restanti tentativi di RPG per Commodore 64.
In più, rispetto all'originale titolo uscito per Apple II nel 1981, si riscontra un
generale miglioramento degli scenari, adesso ancora più carichi di atmosfera grazie a un
disegno meglio implementato su tutti i fronti. Degno di nota il design dei nemici, siano
essi disposti sulla mappa che all'interno delle caverne, che pur nella loro rudimentalità
riescono a restituire quella claustrofobia tipica di Dungeons & Dragons. Sul sonoro è
pressochè inutile pronunciarsi visto che le musiche risultano praticamente assenti e gli
effetti udibili nei soli momenti delle battaglie. Ma è un dato secondario. Ultima I resta
il titolo guida nella storia dei giochi di ruolo per personal computer, nonostante la
obsolescenza scenografica a cui è andato in contro.
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