| ASTYANAX: THE LORD OF KING Realizzato e prodotto dalla Jaleco
su processore MC68000 a 16 bit, Astyanax è uno degli innumerevoli platform ad
avvantaggiarsi di tale supporto hardware. Lo abbiamo di recente testato su M.A.M.E. e
Raine (emulatore "adibito" ai videogiochi Taito, o comunque a quelli che
utilizzavano la sua tecnologia da coin-op), traendone svariate conclusioni ma altrettanti
pareri concordi su di un fatto: Astyanax si appropria dei cliché del gioco a piattaforme
estraendo, distribuendoli, tutti gli oggetti che fecero grandi titoli come Rastan Saga,
Rygar, Ghosts'n Ghoblins e lo stesso Black Tiger. Ma nonostante
questo il platform di Jaleco riesce a definire una sua identità, per quindi rendersi
moderatamente dissimile dalle opere menzionate facendo storia a sè, senza il bisogno di
doversi rapportare agli standard della Capcom. Ancora una volta, a ogni modo, le
ambientazioni saranno puramente fantastiche e specchio di una idea di scorrimento laterale
assai inflazionata tra le produzioni arcade di fine anni '80; colori accesi, draghi e
azione pura contribuiranno a calare l'utente in una atmosfera di irrealtà.
Tecnicamente parlando Astyanax si distingue per grafiche
superiori alla media. Al di là degli stereotipi comuni a tutti i platform game registriamo
l'accurato livello di dettaglio. Si presti attenzione, in particolar modo, al disegno dei
nemici e dei boss: vedremo creature alate a due teste, draghi enormi da occupare due
schermi, arpie malefiche e ogni genere di creatura scaturibile dalla pseudo-letteratura fantasy
di fine millennio. Apprezzabile in egual misura il tentativo, pienamente riuscito, di
conferire profondità al piano direzionale attraverso la distorsione della prospettiva e
per mezzo di un solido strato di parallasse; sfondi d'estesa fantasia realizzano, sulla
via della sfumatura cromatica, la definitiva maturazione delle estetiche in due
dimensioni. Il protagonista può contare su di una animazione piuttosto fludia e
scorrevole, e su di un disegno necessariamente riuscito nell'innesto di armatura, scudo e
ascia. Le azioni da compiere saranno, sommariamente, le medesime che accomunano la
stragrande maggioranza dei giochi a piattaforme, e quindi dovremo esser abili nel
raggiungimento di determinate piazzole, dispensando al contempo la massima precisione
assumibile. Difatti in Astyanax ogni minimo errore si paga a caro prezzo, e si realizza
necessario un discreto quantitativo di riflessi per non cadere preda, da subito, degli
attacchi dei boss intermedi e di fine livello.
Interessante la possibilità di performare un super attacco
(alla Ghouls'n Ghosts per intenderci), regolato da una barra
"spirituale" posta al di sotto del misuratore energetico, ma sarà opportuno
scatenare tale oppotunità difronte a un qualche mostro occupante schermi, ché già in
condizioni di normalità non è semplice uscire vivi dalla bagarre arcade. L'eroe,
pesantemente equipaggiato, si muove dinoccolato e di certo non dispone agilità, pertanto
il tipo di gameplay pensato da Jaleco mira alla amministrazione della posizione di gioco e
del fascio a caricamento, benché è concesso di acquisire lo scudo, che in parte
semplifica la mattanza. Astyanax è un platform assolutamente rigido, complicato da
portare a termine e quindi piegato alla politica della "patternizzazione", che a
meno che non si usino i continue resta l'unica via per far fronte alla ostilità
dei quadri più avanzati. Menzione particolare per il sonoro, che per quanto non troppo
bene emulato (rispetto alla versione da sala si ha un netto decremento dal punto di vista
della nitidezza) compie il suo dovere sfruttando bene i chip deputati. Le musiche
ricorrono a una composizione orchestrata e realizzano la sovrapposizione di più sintesi,
e quasi tutte convincono per struttura acustica, riuscendo a catturare da subito
l'immaginazione dell'utente medio avente ancora in testa i motivi leggendari di Rastan
Saga. Non possiamo che concludere, allora, promuovendo Astyanax a medi voti malgrado
la assenza cronica di originalità e nonostante l'elevato coefficiente di cattiveria
arcade.
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