DANGUN
FEVERON Il manic shooter, nato a
metà anni '90 come ramo reinterpretativo dello sparatutto a scorrimento, si propone di
estremizzare le caratteristiche dello shoot'em up classico attraverso il completo
riempimento dello schermo. In questo sottogenere la navicella possiede un punto debole
centrale, generalmente grande quanto un pixel, avente la funzione di ammorbidire una
condizione di sparo altrimenti insostenibile. Molto apprezzato in Giappone, tanto da
collocarsi come ultima testimonianza di continuità con la sala giochi degli anni '80, il manic
shooter si identifica nella software house che, di fatto, ne detiene la paternità:
la Cave. Nel 1998 Dangun Feveron era il quarto titolo targato Cave ad
approdare in arcade, dopo gli apprezzati Donpachi, Dodonpachi
ed EspRa.De., e prevedibilmente non modificava le caratteristiche che questi
ultimi avevano imposto come standard. Tuttavia qualcosa è cambiato: in Dangun Feveron la
velocità del mezzo volante si decide prima della partita, quindi non in fase di gameplay
come variante allo sparo continuato. Ma le "novità" vanno oltre le semplici
variazioni dinamiche.
Diversamente da quanto fruibile nei due "Donpachi", il nuovo sparatutto Cave offre tre diversi fasci di attacco potente (powerful attack), attivabili tenendo premuto il pulsante primario di fuoco. Nello specifico, potremo optare per il Lock On, il Bomb e il Roll Type. Il primo consiste in un raggio a fissatura del bersaglio simile, per costituzione, al fascio serpente di Raiden DX, il secondo in un supporto supplementare continuo di bombe aeree e il terzo in un sistema di difesa a caricamento, che disegna una barriera circolare attorno alla astronave con possibilità di rilascio energetico (alla R-Type). Ve ne sarebbe per tutti i gusti, ma si finisce sempre con il fascio alla Raiden II, veramente devastatore. Un titolo a proiettili veloci, questo Dangun Feveron, dal livello di resistenza elevato che però garantisce una manovrabilità a schemi evolutivi. Scansare le palline supersoniche appaga parecchio in fase di serpentina, e se sopravvivi ti senti vagamente un dio. La opera Cave richiede ritmo, concentrazione massima, capacità di previsione. Inutile scansare lateralmente gli attacchi: devi passarci in mezzo, affrontare il pericolo a testa alta, portare a mente tutti gli spazi di evasione che si creeranno tra le ragnatele di laser e bombe. Per quanto ossessivo e riempitore, Dangun Feveron raggiunge l'intrattenimento puro nel caos della convulsione e del fracasso. A questo punto sembrerebbe di trovarsi con una semplice evoluzione di Dodonpachi, ma non è precisamente così. Il fulcro di Dangun Feveron non sta tanto nella grafica o nel sistema di gioco, quanto nella autocertificazione di disco shooter. Già dal sistema di acquisizione dei bonus, raffigurati da degli omini in silhouette psichedelica, Dangun Feveron si immette negli anni '70 anima e pixel: la febbre del sabato sera nello spazio prende forma in un accompagnamento musicale glitteroso, funky, zatteroide. Disco music in dosi massicce per realizzare un gameplay che spara brillantina e polvere di stelle, che influenza notevolmente la azione sul video tracciando un nuovo metodo di percezione del movimento. Si spara e ci si immagina al centro di una pista spaziale coi pantaloni a zampa, la catenina e una disco ball che riflette luci violastre. La colonna sonora è tutto. Fra schitarrate di black music, disco funk e sviolinate molto fantasy ci si sorprende estimatori del kitsch assoluto, divenendo d'un tratto i nuovi John Travolta del videogioco bidimensionale. Gli arrangiamenti, in particolare, riflettono con chiarezza la vocazione settantesca di un team di musicisti in stato di grazia. Come in una sala da ballo, Dangun Feveron si scatena trascinando il giocatore in un musical spaziale in bilico tra il rosa delle paiette e il rosso dei sandali di trenta centimetri, ma lo fa con stile. La scienza del decennio discotecaro viene riproposta scrupolosamente grazie alla fusione di colori e musiche a tema, risultando centrale nella identificazione culturale dello sparatutto al punto da esserne sopraffatti. La funzione ludica, pur manifesta, è in Dangun Feveron solo secondaria.
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PRO |
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Solida giocabilità maniacale |
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Colonna sonora semplicemente |
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incredibile |
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CONTRO |
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Se proprio odiate la disco music... |
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