BAD DUDES VS DRAGONNINJA

dragonninjacover2.JPG (19550 bytes)Come Double Dragon, Bad Dudes Vs Dragonninja riflette il suo tempo. A fine anni' 80, dopo che Technos se n'era uscita con l'ultraviolenza e prima che Capcom elevasse la stessa a culto per masse, era il picchiaduro a scorrimento il genere più rappresentato in sala giochi. La visione metropolitana prende piede a manipolare coscienze adolescenti e machiste, la cui mitomania attinge ai film con Schwarzenegger armato fino ai denti e in tuta mimetica. Altri tempi. Lì dove un ventennio fa il videogioco era una pratica per massoni, adesso ci si prodiga a definire lo stesso a forma d'arte. Siamo pazzi. Dragonninja è una specie di test della verità. Lo si dia in mano a un ragazzino saccente cresciuto a 128 bit e non vi durerà un minuto. Lo si ridia, invece, a un veterano del videogioco malsano e si osservi bene come i suoi occhi si illumineranno di perduta innocenza. Quell'innocenza che permea il titolo Data East per l'estrema semplicità di intenti: blastare. E non importa se la difficoltà non è poi così calibrata. La ottima grafica, naturalmente per quel periodo, è sufficiente a mascherarvi le presunte lacune.

Strutturalmente simile a Shinobi, Dragonninja è classificabile come un side scrolling beat'em up con buone varianti sul gameplay. Rispetto al titolo della Sega il protagonista principale è in grado non solo di lanciare oggetti affilati (in questo caso coltelli) ma anche di produrre un completo corpo a corpo. Pugni alti, bassi, calcioni di ogni tipo e personalità rozza realizzeranno un eroe videoludico degno di imitazione. I livelli da percorrere sono in totale sette, ognuno avente una particolare conformazione action per movimentare e dare meglio addosso ai nemici. Esempio: nel secondo livello saliremo sul tetto di un enorme autotreno, nel quinto su di un treno merci, nel settimo dovremo vedercela con il boss finale a bordo di un elicottero. E potremo farlo coadiuvati da un secondo giocatore umano, gradita occasione dato che il livello di difficoltà generale resta generalmente alto e indigesto nella modalità single player. Un difetto che si fa sentire pesantemente dal terzo livello in poi, con sintomatica sensazione che per superare i restanti stage si dovrà sacrificare decine di gettoni. Riteniamo che la pratica di rendere un videogioco da bar intrinsecamente difficile fosse una piaga a cui sottostare. Invogliare il giocatore all'inserimento meccanico delle monetine portava, oltre che sensibili miglioramenti del punteggio di quest'ultimo, a ingrassare il cabinato e in un certo senso a decretarne il successo.

Nei casi estremi si raggiungeva la dipendenza da nerd. Ma sono pratiche di assuefazione videoludica che al momento accantoniamo. Diciamo invero che Dragonninja offriva momenti di grande divertimento da alternare a fasi di logorroica frustrazione fisica e mentale. Ma checché se ne dica, visto in funzione della normalizzazione del livello di sfida occorso con la rivoluzione videoludica degli ultimi anni, non pensiamo sia giusto condannare il titolo Data East solo perché potenzialmente ingiocabile. Ed è per questo che l'aspetto estetico riveste un ruolo importante e pacificatore: bisogna vivere della atmosfera da action movie stile John Woo o Johnnie To, con ninja che ci attaccano da tutte le parti, punk travestiti ed eccentrici boss di fine livello. La scelta di New York come città portante sullo sfondo, e di una america dei bassi fondi stereotipata si rivela iconograficamente vincente: le colorazioni appaiono accese portando in rilievo uno sfondo disegnato con dettaglio. Le animazioni del blocco di sprites a video risultano soddisfacenti per gli standard degli anni' 80, con visualizzazione di un buon numero di fotogrammi soprattutto per il personaggio da noi guidato. Immancabile il parallasse e tutta la stratificazione orizzontale del caso, per quanto talune opzioni stilistiche sul design dei nemici risultino in effetti approssimative. Il fronte sonoro si rivela discreto per effetti e musica da strada incalzante all'azione. Ma francamente nel casino della sala il sonoro era l'ultimo dei nostri pensieri. Si è apprezzato Dragonninja, dopo la scuola, quando si buttava le mazzate senza riportare danni fisici evidenti.

 

 

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PRO

Graficamente efficace

Collaudata struttura a scorrimento

                    

CONTRO

Livello di difficoltà sbilanciato

                     
                        

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