| BAD DUDES
VS DRAGONNINJA Strutturalmente simile a Shinobi, Dragonninja è classificabile come un side scrolling beat'em up con buone varianti sul gameplay. Rispetto al titolo della Sega il protagonista principale è in grado non solo di lanciare oggetti affilati (in questo caso coltelli) ma anche di produrre un completo corpo a corpo. Pugni alti, bassi, calcioni di ogni tipo e personalità rozza realizzeranno un eroe videoludico degno di imitazione. I livelli da percorrere sono in totale sette, ognuno avente una particolare conformazione action per movimentare e dare meglio addosso ai nemici. Esempio: nel secondo livello saliremo sul tetto di un enorme autotreno, nel quinto su di un treno merci, nel settimo dovremo vedercela con il boss finale a bordo di un elicottero. E potremo farlo coadiuvati da un secondo giocatore umano, gradita occasione dato che il livello di difficoltà generale resta generalmente alto e indigesto nella modalità single player. Un difetto che si fa sentire pesantemente dal terzo livello in poi, con sintomatica sensazione che per superare i restanti stage si dovrà sacrificare decine di gettoni. Riteniamo che la pratica di rendere un videogioco da bar intrinsecamente difficile fosse una piaga a cui sottostare. Invogliare il giocatore all'inserimento meccanico delle monetine portava, oltre che sensibili miglioramenti del punteggio di quest'ultimo, a ingrassare il cabinato e in un certo senso a decretarne il successo. Nei casi estremi si raggiungeva la dipendenza da nerd. Ma sono pratiche di assuefazione videoludica che al momento accantoniamo. Diciamo invero che Dragonninja offriva momenti di grande divertimento da alternare a fasi di logorroica frustrazione fisica e mentale. Ma checché se ne dica, visto in funzione della normalizzazione del livello di sfida occorso con la rivoluzione videoludica degli ultimi anni, non pensiamo sia giusto condannare il titolo Data East solo perché potenzialmente ingiocabile. Ed è per questo che l'aspetto estetico riveste un ruolo importante e pacificatore: bisogna vivere della atmosfera da action movie stile John Woo o Johnnie To, con ninja che ci attaccano da tutte le parti, punk travestiti ed eccentrici boss di fine livello. La scelta di New York come città portante sullo sfondo, e di una america dei bassi fondi stereotipata si rivela iconograficamente vincente: le colorazioni appaiono accese portando in rilievo uno sfondo disegnato con dettaglio. Le animazioni del blocco di sprites a video risultano soddisfacenti per gli standard degli anni' 80, con visualizzazione di un buon numero di fotogrammi soprattutto per il personaggio da noi guidato. Immancabile il parallasse e tutta la stratificazione orizzontale del caso, per quanto talune opzioni stilistiche sul design dei nemici risultino in effetti approssimative. Il fronte sonoro si rivela discreto per effetti e musica da strada incalzante all'azione. Ma francamente nel casino della sala il sonoro era l'ultimo dei nostri pensieri. Si è apprezzato Dragonninja, dopo la scuola, quando si buttava le mazzate senza riportare danni fisici evidenti.
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PRO |
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Graficamente efficace |
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Collaudata struttura a scorrimento |
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CONTRO |
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Livello di difficoltà sbilanciato |
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