FATAL FURY La svolta: SNK, piccola e
promettente casa produttrice giapponese di coin op realizza Fatal Fury. Era l'anno in cui
al bar spopolava il videogame che ha cambiato la storia dei picchiaduro, ovvero quello
Street Fighter II della Capcom che tanto ci ha fatto sognare. E proprio in quel momento,
sull'onda di quel successo, la SNK ha avuto la geniale idea di usare quel filone per
costruirsi un'impero che sarebbe durato anni. Fatal Fury, anche
conosciuto come Garou Densetsu, in Giappone non era nient'altro che un clone del
picchiaduro di casa Capcom, apparentemente anche abbastanza scarsino, tranne che a livello
grafico. Ma in realtà questo non è proprio vero; per chi come me ha vissuto quegli anni,
Fatal Fury è un fenomeno di culto. Il tutto si apre con un'introduzione essenziale,
assolutamente più stilosa di quella di Street fighter II, dove già si intravede la
leggenda di quei pixel, la ricerca dell'epico in un taglio di inquadratura deliberatamente
enfatizzato verso il torneo di arti marziali chiamato guarda caso King of Fighters. E'
l'inizio di tutto. Si inserisce la moneta e si viene chiamati a scegliere solo tra 3
personaggi a differenza degli 8 presentati in Street Fighter II, eppure il carisma di quei
3 personaggi cancellò ogni dubbio. Si trattava di Terry Bogard, di suo
fratello Andy e l'amico Joe Higashi. Gli sgherri, il
restante marasma, non era selezionabile. Ma se vogliamo questo fattore li rendeva ancora
più affascinanti
Si perchè ragazzi la Capcom sarà stata grande, ma la SNK con Fatal Fury ha creato dei
personaggi stupendi. Voglio dire: Terry Bogard con quella sua giacchetta rossa con la
stella bianca, i capelli lunghi biondi raccolti sotto un cappellino inseparabile se non in
caso di perdita è una leggenda. E cosi anche Andy e Joe. Come scordarsi delle sbruffonate
di Joe, delle movenze felpate di Andy. Nulla è lasciato al caso, come la voce che
annuncia i nomi dei combattenti prima di ogni round, i bellissimi parlati dei personaggi a
ogni mossa, la grandissima grafica con sprite più grandi di qualsiasi altro gioco
dell'epoca, e tante altre novità come gli sfondi che cambiano tonalità dal giorno alla
notte, oppure da sereno a ventoso e piovoso. Insomma la sensazione di un tempo che scorre
realmente è resa al meglio. Ma la reale novità rispetto a ogni altro picchiaduro a
incontri era la presenza di un secondo livello di profondità, che dava alla giocabilità
un bel calcio nel didietro. Pensate cosa può voler dire schivare una fireball
semplicemente spostandosi su un'altro piano per poi ritornare e sferrare un bel calcione!
O uscire da un angolo scivolando sull'altro piano prospettico per poi tirare un bello
sgambetto all'avversario. Ma le novità non finiscono qui. E' infatti possibile giocare in
due contemporaneamente con due personaggi "umani" contro l'avversario
computerizzato, un sistema che non è più stato utilizzato nemmeno negli ultimi e più
blasonati picchiaduro 3d. Certo possiamo farlo solo per 1 round, poi torneremo al classico
scontro contro chi ha inserito la monetina per determinare chi andrà avanti..ma ragazzi
che idea che era. Un'altra cosa importante per il singolo è che possiamo scegliere sin
dall'inizio l'avversario contro chi combattere. Un difetto oggettivo, per quanto da alcuni
considerato pregio, è che quasi tutti gli avversari computerizzati si possono battere con
trucchi o particolari strategie. Mi spiego portando l'esempio più eclatante:
Billy Kane, uno degli ultimi e più ostici avversari ha un bastone, e con esso è
una furia, solo che basta aspettare qualche manciata di mosse prima che lo lanci e si
lasci prendere in maniera banalissima proprio mentre dal pubblico qualcuno gli tira
un'altro bastone. Cosi anche il vecchio Tung Fu Rue che nel trasformarsi
in stile Muten di Dragonball in palestrato gigante si lascia fare di tutto.
Insomma c'è un trucco per ogni personaggio che
affronterete e, se da molti viene considerato un baco sull'intelligenza artificiale, io
invece ritengo sia semplicemente una scelta di SNK finalizzata a caratterizzare
ulteriormente i personaggi, o dare un'impronta diversa al gioco. Oltre a tutto questo
popò di sane novità, includete delle belle cut-scenes che ci spiegano l'evolversi della
storia e caratterizzano efficacemente le motivazioni dei nostri eroi comprese quelle del
mitico boss finale Geese Howard. Poi vi erano dei livelli bonus che se sfruttati a dovere
potevano valere da soli un cabinato: un braccio di ferro virtuale contro il ceffo
controllato dal computer grande quanto l'intero schermo, che dovremo vincere schiacciando
come dei forsennati in puro stile Track'n Field. Sul comparto sonoro, poi, niente
di che lamentarsi grazie al già accennato bellissimo parlato, alle belle musiche (quella
del boss finale ed altre sono ormai leggenda, e presenti remixate in più seguiti e in King
of Fighters..), ai bellissimi effetti dei fischi della folla a fine round (altra
novità rispetto Street Fighter II...). Certo non c'è il bilanciamento tecnico di Street
Fighter II, alcuni avversari sono veramente troppo stupidi e useranno spesso e volentieri
sempre la stessa mossa, e il secondo livello di profondità verrà in realtà sviluppato a
dovere solo nel secondo episodio, dimostrandosi comunque un buon inizio. Le mosse speciali
dei nostri eroi sono spesso sbilanciate, come per esempio l'elbow dash di
Andy Bogard con cui si può finire l'intero gioco se ripetuta con un certo tempismo.
Alcuni avversari non parano quasi niente in modalità "normale" ovvero prima di
diventare giganti o incavolati, vedi il clone di Muten eppure, malgrado dei difetti che
molti giudicherebbero quasi colossali, non esiste persona che non abbia provato quella
sensazione incredibile di giocare a un monumento una volta impugnato il joystick. Si
perchè Fatal Fury và giudicato col cuore, con quell'apertura mentale di chi ha giocato
di tutto, perchè non si tratta di un emulo di un altro gioco, ma di un gioco che sarebbe
stato emulato nel suo stile, nel suo coinvolgere, nel suo dettare una storia da cui
addirittura sono nati film e cartoni animati. Perchè una volta davanti alla sfida
tirerete fuori i denti del lupo mandando al diavolo ogni cosa, per divertirvi
nell'immaginario di quei pixel iperrealistici, in connubio con la vostra anima, disegnando
la sensazione di essere lì, sotto quella pioggia o in quella spiaggia, belli e maledetti
per compiere il vostro destino e vincere, contro ogni logica, usando ogni mezzo, finchè
quel dannato non cadrà giù da quel palazzo. Siete voi, se giudicate col cuore, la
destinazione di questo capolavoro.
|
 |